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Farmaci anti Covid, quali sono consigliati e quali no

Farmaci Anti Covid

Anticorpi monoclonali, antivirali orali ed endovenosi. Il punto sui farmaci anti Covid

 

I vaccini, secondo dati e studi italiani e non, sono la migliore arma che si ha a disposizione contro il virus, ma anche alcuni farmaci anti Covid possono, o potrebbero, aiutare pazienti e sistema sanitario. Ecco le ultime novità su anticorpi monoclonali, antivirali orali ed endovenosi.

ANTIVIRALI ORALI: MOLNUPIRAVIR E PAXLOVID

Gli antivirali orali molnupiravir e paxlovid, comunemente conosciute come le pillole anti Covid, la prima prodotta da Merck e già distribuita in Italia dal 4 gennaio, la seconda prodotta da Pfizer e in arrivo a fine gennaio, sono indicati per pazienti con una malattia lieve o moderata e a rischio di sviluppare una malattia grave. È fondamentale somministrarli entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Questi farmaci, gli unici a poter essere presi senza essere ospedalizzati, dovevano rappresentare una svolta nelle cure e alleggerire la pressione sugli ospedali e invece alcuni medici denunciano un malfunzionamento nel processo di prescrizione e somministrazione.

CHE PROBLEMI CI SONO CON GLI ANTIVIRALI ORALI?

“Ci potrebbe essere qualche inefficienza del sistema sanitario, penso per esempio alla quantificazione della quota prevenibile con antivirali entro cinque giorni dall’infezione. Mentre i vaccini sono offerti a tutti, questi farmaci sono a rischio disuguaglianza e serve una campagna sul tema che coinvolga i medici di base”, ha detto Stefania Salmaso, epidemiologa ed ex direttrice del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Già, perché il tempismo è fondamentale e poi, scrive Repubblica, c’è il dilemma “a chi riservare questi farmaci?”. La regola è “a chi rischia di progredire verso una forma grave di malattia” e, afferma l’infettivologo dell’università di Pisa Francesco Menichetti, spesso si tratta di non vaccinati: “a loro riserviamo almeno metà dei trattamenti”.

“E mentre per i monoclonali bastava il criterio dell’età avanzata, essere anziani non basta a ottenere gli antivirali”, ha aggiunto Massimo Andreoni, che dirige l’infettivologia del Policlinico Tor Vergata a Roma. Devono esserci, infatti, anche altre malattie preesistenti.

PREVISIONI SUI FARMACI ANTI COVID

“Arriverà l’ora in cui i farmaci diventeranno decisivi, come è avvenuto con la pandemia da Hiv, ma non ci siamo ancora. E stiamo spendendo una quantità enorme di risorse per curare una minoranza della popolazione che non vuole vaccinarsi per ragioni puramente ideologiche, irrazionali”, ha detto al quotidiano Paolo Maggi, infettivologo dell’ospedale di Caserta.

COSA DICE L’AIFA

Tra i farmaci utilizzabili per il trattamento della malattia Covid-19 indicati dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ci sono: sotrovimab, remdesivir, anakinra, baricitinib, sarilumab, tocilizumab, eparine.

Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili sono stati invece sospesi gli inibitori della proteasi lopinavir/ritonavir e il darunavir/cobicistat usati nelle prime fasi dell’epidemia.

Sono stati inoltre indicati solo in rari casi specifici i cortisterioidi e gli antibiotici, mentre non è raccomandata l’idrossiclorochina poiché non è mai stata attestata alcuna efficacia.

SOTROVIMAB (XEVUDY)

Sotrovimab che si trova sotto la luce dei riflettori perché introvabile e unico monoclonale efficace contro la variante Omicron, è raccomandato per il trattamento del Covid lieve o moderato in pazienti ad alto rischio di ricovero, come anziani, soggetti immunocompromessi, con condizioni di base come diabete, ipertensione e obesità.

REMDESIVIR

Remdesivir è un antivirale endovenoso che ha dato buoni risultati anche contro Omicron. “Gli antivirali orali ed endovenosi come paxlovid e remdesivir mantengono la loro efficacia contro la variante Omicron e possono aiutare a limitare il carico di malattia associato a questa variante”, ha detto recentemente Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema).

È indicato per pazienti con una malattia lieve o moderata e a rischio di sviluppare una malattia grave perché presentano già un fattore di rischio come una patologia. Va somministrato entro 7 giorni dall’insorgenza dei sintomi.

ANAKINRA (KINERET)

Anakinra, conosciuto con il nome di Kineret, è un immunosoppressore già autorizzato nell’Ue per varie condizioni infiammatorie. Era già in uso per il trattamento dell’artrite reumatoide e della malattia di Still, nonché delle sindromi febbrili periodiche, ossia le Sindromi periodiche associate alla criopirina (CAPS) e la Febbre familiare mediterranea.

Può essere utilizzato per il trattamento del Covid in pazienti adulti affetti da polmonite che richiedono ossigeno supplementare (a basso o ad alto flusso) e che sono a rischio di sviluppare grave insufficienza respiratoria.

BARICITINIB

Il baricitinib, recentemente raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è indicato per pazienti con Covid-19 grave o critico e ne viene suggerita la somministrazione con corticosteroidi. In quanto inibitore della Janus chinasi (JAK) sopprime la sovrastimolazione del sistema immunitario. È un farmaco orale, utilizzato nel trattamento dell’artrite reumatoide.

SARILUMAB E TOCILIZUMAB

Sarilumab e tocilizumab sono due anticorpi monoclonali usati anch’essi per l’artrite reumatoide. Entrambi sono indicati per i malati in condizioni gravi e vanno presi insieme ai corticosteroidi. Questi monoclonali agiscono bloccando l’eccessiva reazione immunitaria che spesso si sviluppa nei malati di Covid.

EPARINA

L’eparina è il farmaco alla base di alcuni spray nasali allo studio per prevenire l’infezione. Per quanto riguarda l’efficacia in pazienti che hanno il Covid, l’Aifa suggerisce di utilizzarla solo in rari casi, per esempio, in soggetti con infezione respiratoria acuta allettati o con ridotta mobilità poiché “non esistono ad oggi evidenze solide/dati sufficienti per raccomandare un uso routinario di dosi intermedie o terapeutiche”.

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