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Xevudy e Kineret, ecco le novità sui nuovi farmaci anti Covid

Quarta Dose Vaccini Ema

Le ultime novità dell’Ema sul monoclonale Xevudy di Gsk, l’immunosoppressore Kineret di Swedish Orphan Biovitrum e la pillola anti Covid di Pfizer

 

Aumentano le terapie anti Covid: ieri l’Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato due nuovi farmaci. Si tratta dell’anticorpo monoclonale Xevudy (sotrovimab) e dell’antinfiammatorio Kineret (anakinra).

E pur non avendo ancora ricevuto l’ok all’immissione in commercio, anche la pillola anti Covid di Pfizer potrà già essere usata dai Paesi dell’Unione europea che lo riterranno necessario.

QUALI SONO I MONOCLONALI AUTORIZZATI IN UE

Gli anticorpi monoclonali sono proteine progettate per legarsi a un bersaglio specifico, in questo caso la proteina spike di SARS-CoV-2 (il virus che provoca la malattia), di cui esso si serve per penetrare nelle cellule umane.

Xevudy, sviluppato da GlaxoSmithKline (Gsk) in collaborazione con Vir Biotechnology, è il terzo anticorpo monoclonale autorizzato nell’Ue dopo l’approvazione di Regkirona e Ronapreve a novembre.

CHI POTRÀ RICEVERE XEVUDY

Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha raccomandato l’utilizzo di Xevudy in adulti e adolescenti (a partire dai 12 anni di età e di peso pari ad almeno 40 kg) che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono a maggior rischio di progredire verso la forma grave della malattia.

I RISULTATI DELLO STUDIO SU XEVUDY

Lo studio, come si legge nel comunicato dell’Ema, ha coinvolto 1.057 pazienti con Covid e ha mostrato che Xevudy riduce sensibilmente il ricovero in ospedale e il decesso in pazienti che presentano almeno una condizione di base che li espone al rischio di una forma grave della malattia.

Dopo il trattamento con l’anticorpo, la percentuale di pazienti ricoverati in ospedale per più di 24 ore entro 29 giorni dal trattamento è stata pari all’1% (6 pazienti su 528) rispetto al 6% dei pazienti che hanno ricevuto placebo (30 su 529), 2 dei quali sono deceduti.

XEVUDY E LE VARIANTI

Sulla base degli studi di laboratorio, si prevede che Xevudy agisca anche contro altre varianti (tra cui Omicron). Tra i pazienti coinvolti alcuni presentavano un’infezione da varianti, tra cui Alfa ed Epsilon.

A COSA SERVE KINERET

Kineret, invece, commercializzato da Swedish Orphan Biovitrum AB, è un immunosoppressore già autorizzato nell’Ue per varie condizioni infiammatorie. Ora potrà essere utilizzato anche per il trattamento del Covid in pazienti adulti affetti da polmonite che richiedono ossigeno supplementare (a basso o ad alto flusso) e che sono a rischio di sviluppare grave insufficienza respiratoria.

Era già in uso per il trattamento dell’artrite reumatoide e della malattia di Still, nonché delle sindromi febbrili periodiche, ossia le Sindromi periodiche associate alla criopirina (CAPS) e la Febbre familiare mediterranea.

LO STUDIO SU KINERET

Lo studio, riferisce l’Ema, è stato condotto su 606 adulti ricoverati in ospedale con polmonite da Covid moderata o grave e livelli ematici di una proteina denominata suPAR (recettore solubile dell’attivatore del plasminogeno dell’urochinasi) pari ad almeno 6 ng/mL.

Questi pazienti hanno ricevuto Kineret o placebo mediante iniezione sottocutanea in aggiunta alla terapia standard, la quale, per la maggior parte dei pazienti, prevedeva ossigeno a basso o ad alto flusso e il medicinale corticosteroide desametasone. Alcuni pazienti hanno anche ricevuto anche remdesivir.

I RISULTATI DELLO STUDIO

Lo studio ha mostrato che i pazienti trattati con Kineret più terapia standard ottenevano un miglioramento più marcato dei sintomi clinici rispetto a quelli trattati con placebo più terapia standard. Rispetto al placebo, Kineret ha ridotto il rischio che la condizione dei pazienti peggiorasse alla forma più grave della malattia o alla morte durante il periodo di studio di 28 giorni.

L’efficacia di Kineret, prosegue il comunicato dell’Ema, non è stata dimostrata in pazienti che necessitavano di ventilazione meccanica o non invasiva o di ossigenazione extracorporea a membrana (una procedura di supporto vitale per by-pass cuore-polmone).

LE ULTIME NOVITÀ SULLA PILLOLA ANTI COVID DI PFIZER

L’Ema ha infine concluso che la pillola anti Covid di Pfizer, Paxlovid, può essere utilizzata nei Paesi Ue che lo ritengono opportuno. Il parere dell’Ema, che non ha ancora autorizzato il farmaco, si legge in una nota che è stato “emesso per supportare le autorità nazionali che potrebbero decidere su un possibile uso precoce del medicinale”.

Il trattamento con Paxlovid è riservato ad adulti con Covid-19 che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso una malattia grave. Il farmaco deve essere somministrato il prima possibile dopo la diagnosi ed entro 5 giorni dall’inizio dei sintomi.

Solo qualche giorno fa, l’amministratore delegato dell’azienda farmaceutica, Albert Bourla, aveva dichiarato che Paxlovid è efficace anche contro la variante Omicron.

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