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Ecco come Fincantieri accelera nel subacqueo con Next Geosolutions, Wsense, Graal Tech e Defcomm

Con un'operazione da 600 milioni di euro Fincantieri avvia quattro acquisizioni strategiche e dà forma a un polo industriale integrato nel settore underwater. Plaude il mercato: dopo l'annuncio il titolo registra un'impennata, con un balzo di oltre l'11%. Tutti i dettagli

Fincantieri alla conquista del settore subacqueo con quattro acquisizioni.

Questa mattina il gruppo navale di Trieste ha annunciato l’acquisizione di Next Geosolutions, Wsense, Graal Tech e Defcomm, con un investimento iniziale di circa 600 milioni di euro finanziato principalmente attraverso le risorse raccolte con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro completato a febbraio. L’operazione consentirà di creare il “primo operatore verticalmente integrato della subacquea” con otto realtà attive lungo l’intera catena del valore, anticipando di quattro anni gli obiettivi di crescita underwater previsti al 2030 nel piano industriale 2026 -2030 presentato lo scorso febbraio.

L’espansione nel segmento subacqueo si inserisce nella strategia con cui Fincantieri punta da tempo a rafforzare il processo di consolidamento dell’industria europea della difesa e della cantieristica navale. Negli ultimi anni il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero ha più volte sostenuto la necessità di creare campioni industriali europei in grado di competere su scala globale, attraverso operazioni di aggregazione e integrazione.

Il principale tentativo in questa direzione risale al progetto di acquisizione dei francesi Chantiers de l’Atlantique (ex Stx), operazione avviata nel 2017 ma definitivamente naufragata nel 2021 dopo il venir meno del sostegno politico. Successivamente, Fincantieri era stata indicata tra i gruppi interessati a Tkms (Thyssenkrupp Marine Systems), specializzata nella costruzione di sottomarini e unità navali militari, in vista dello spinoff dal gruppo tedesco Thyssenkrupp.

Ma con l’annuncio odierno il gruppo navale punta dritto sul subacqueo e il mercato accoglie la mossa con entusiasmo: alle 16 le azioni scambiano in rialzo del 10,55% a 12,05 euro.

Tutti i dettagli.

IL POLO TECNOLOGICO SUBACQUEO DI FINCANTIERI

Fincantieri ha annunciato la conclusione di accordi per quattro acquisizioni strategiche nel segmento underwater, riguardanti Next Geosolutions, Wsense, Graal Tech e Defcomm.

“Le quattro società entreranno a far parte del polo della subacquea di Fincantieri che avrà il compito di coordinare lo sviluppo di sinergie di prodotto e di mercato, anche tramite soluzioni integrate per la subacquea non convenzionale” indica la nota del gruppo di Trieste spigando che il “polo evolverà in un operatore internazionale della subacquea, composto da 8 aziende leader nei rispettivi settori di attività e fortemente integrate verticalmente che, lavorando in maniera sinergica, porteranno una forte cross-contaminazione all’interno del gruppo”.

Come già detto, l’iniziativa si inserisce nel percorso di sviluppo del segmento underwater delineato nel Piano industriale 2026-2030 e fa seguito all’integrazione di Wass (Whitehead Alenia sistemi subaquei), la controllata armamenti navali dell’ex Finmeccanica, società di punta nella realizzazione di siluri, sonar e sistemi di difesa subacquei, acquisita l’anno scorso da Fincantieri e di Remazel nel 2024.

Il nuovo polo riunirà circa 1.500 professionisti con sedi in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.

LE QUATTRO SOCIETÀ ACQUISITE

Come anticipato venerdì scorso dal Corriere, l‘operazione principale riguarda Next Geosolutions, società quotata su Euronext Growth Milan attiva nelle survey marine, nelle geoscienze e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore. Fincantieri acquisirà dal socio di controllo Marnavi il 52,6% del capitale a un prezzo di 16,25 euro per azione ed è in trattativa con il management per acquistare ulteriori quote. Successivamente promuoverà un’offerta pubblica di acquisto finalizzata al delisting della società.

Accanto a Next Geosolutions entreranno nel perimetro del gruppo anche Wsense, specializzata nelle comunicazioni subacquee e nell’Internet of Underwater Things (proprio l’anno scorso Fincantieri aveva comunicato l’investimento fino a 5 milioni nello specialista del wifi sottomarino), Graal Tech, attiva nello sviluppo di droni autonomi subacquei, e Defcomm, specializzata nei droni autonomi di superficie.

La struttura delle operazioni prevede la permanenza dei manager e degli azionisti chiave attraverso il reinvestimento di quote rilevanti nel capitale delle singole società, con l’obiettivo di assicurare continuità industriale e mantenere le competenze distintive.

I NUMERI DEL SUBACQUEO SECONDO FINCANTIERI

Su base pro forma, il segmento underwater raggiungerà nel 2026 ricavi superiori a 1,1 miliardi di euro ed un Ebitda di circa 220 milioni di euro, anticipando di quattro anni i target previsti per il 2030 dal Piano industriale. Le nuove acquisizioni contribuiranno inoltre all’utile del gruppo per oltre 60 milioni di euro nel 2026.

Le previsioni indicano ricavi del segmento pari a 1,4 miliardi di euro nel 2028 e 1,8 miliardi nel 2030. Il margine Ebitda passerà dal 19,2% del 2026 al 21% nel 2028 fino al 23% nel 2030, mentre il contributo delle acquisizioni all’utile netto del gruppo è stimato in circa 130 milioni di euro al termine del periodo di piano.

A livello consolidato, Fincantieri stima che le operazioni incrementeranno l’Ebitda pro forma del 2026 del 13% e l’utile netto del 40%, mentre l’utile per azione dovrebbe aumentare del 30% al 2028 e del 20% al 2030.

LA RICAPITALIZZAZIONE DIETRO LE ACQUISIZIONI

L’investimento iniziale ammonta a circa 600 milioni di euro e sarà sostenuto principalmente attraverso le risorse raccolte con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro concluso con successo nel febbraio 2026, integrate da altre fonti disponibili del gruppo, fa sapere la nota della società.

Inoltre, l’azienda ha precisato che l’operazione non avrà impatti sulla guidance relativa al rapporto posizione finanziaria netta/EBITDA per il 2026 e consentirà invece di migliorare i target previsti per il 2028 e il 2030.

LE PAROLE DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO

“L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative” ha commentato l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, aggiungendo che “Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del gruppo.”

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