Skip to content

aumento di capitale folgiero fincantieri

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

A cosa servirà l’aumento di capitale. Parla Folgiero (Fincantieri)

Il numero uno di Fincantieri Pierroberto Folgiero spiega le finalità dell’aumento da 500 milioni: "Ulteriore supporto al piano", con più flessibilità finanziaria, oltre che a incrementare il flottante.  Tutti i dettagli

Con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro Fincantieri entra nel radar degli investitori istituzionali.

È stato questo uno degli obiettivi della recente operazione, realizzata tramite collocamento accelerato del 10% del capitale, che si inserisce nella road map approvata dall’assemblea del colosso navale di Trieste nel 2024 e che, secondo l’ad Pierroberto Folgiero, rappresenta un “ulteriore supporto” al piano industriale al 2030, con effetti su flessibilità finanziaria, investimenti, riduzione della leva e crescita per linee esterne.

Il 18 febbraio, a mercati chiusi, Fincantieri ha annunciato infatti di aver completato il collocamento di 32,6 milioni di azioni ordinarie, pari al 10% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di 499,3 milioni di euro, una settimana dopo il Capital Markets Day dove il gruppo ha presentato un piano da 1,9 miliardi di investimenti interamente autofinanziati dalla generazione di cassa operativa, mantenendo comunque l’obiettivo di accelerare il deleveraging.

Ma dopo il collocamento del 10% del capitale a 15,32 euro per azione, con uno sconto del 7% circa rispetto alla chiusura del giorno prima (16,47 euro), il titolo di Fincantieri ha lasciato sul terreno oltre l’11%.

Perché il mercato ha reagito così?

In un’intervista odierna rilasciata al Sole 24 Ore il numero uno di Fincantieri Folgiero ha replicato riportando “la discussione sul piano tecnico e della matematica finanziaria alla base di questo tipo di operazioni”.

Tutti i dettagli.

L’OPERAZIONE CHE HA SPIAZZATO IL MERCATO

L’operazione è stata effettuata tramite una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a investitori qualificati e/o istituzionali, con una domanda superiore all’offerta di oltre 1.000 volte, come precisato dal gruppo. Come specificato in una nota, l’aumento di capitale di Fincantieri “non è destinato a una riduzione ovvero al mutamento della struttura dell’indebitamento finanziario della società”.

Nel dettaglio, l’operazione è avvenuta a un prezzo per azione di 10,32 euro, un valore inferiore del 7% rispetto a quello di chiusura del titolo il giorno precedente a Piazza Affari. Il capitale sociale complessivo della società sale quindi a 881.722.258,70 di euro suddiviso in 358.472.900 azioni ordinarie, prive dell’indicazione del valore nominale. Il flottante arriva al 36% circa del capitale da poco meno del 30% precedente. A seguito dell’operazione l’azionista di maggioranza Cdp Equity si diluisce dal 70,67% al 64,25%.

Tuttavia, all’indomani del collocamento accelerato, il titolo ha registrato un calo in Borsa (-11,84%).

IL RIALLINEAMENTO DEL TITOLO DOPO IL COLLOCAMENTO

Al quotidiano confindustriale Folgiero riconduce l’andamento a dinamiche tecniche tipiche di questo tipo di operazioni: “Abbiamo chiuso una operazione di successo. Aumenti di capitale riservati a investitori istituzionali e declinati attraverso un collocamento accelerato (Abb), come quello che abbiamo appena realizzato, producono il giorno dopo un “riallineamento” tecnico tra il prezzo di collocamento e la quotazione dell’azione ed è quello che è accaduto anche al nostro gruppo”.

L’amministratore delegato di Fincantieri sottolinea che tali operazioni “avvengono per loro stessa natura a sconto, determinano il giorno dopo un riallineamento non solo per effetto dello stesso sconto, ma anche per la diluizione conseguente all’emissione di nuove azioni”.

LA LENTE SULLA TEMPISTICA DELLA RICAPITALIZZAZIONE

In alcuni rapporti, gli analisti hanno evidenziato la vicinanza temporale tra l’aumento di capitale e il recente Capital Markets Day, durante il quale il gruppo aveva illustrato un piano da 1,9 miliardi interamente autofinanziato. Il numero uno del colosso navale esclude cambiamenti di rotta e richiama la coerenza con il percorso tracciato negli ultimi tre anni: “Non c’è nessun cambiamento di rotta rispetto al percorso che stiamo implementando da tre anni a questa parte ed esteso nel nuovo piano”.

“L’operazione appena chiusa è molto positiva perché ci ha permesso di cambiare il flottante e la base investitori raccogliendo 500 milioni in poco meno di un’ora e mezza e non era imprevedibile perché era una opzione già prevista, come comunicato all’atto dell’aumento di capitale deliberato nel giugno 2024 dall’assemblea dei soci” ha rimarcato Folgiero ribattendo che “non abbiamo fatto altro che cogliere una opportunità e seguire quella road map che prevedeva una seconda tranche di aumento del 10%, dopo uno stand still di 18 mesi, terminato a dicembre scorso”.

MAGGIORE LIQUIDITÀ

Rispetto al precedente aumento, che aveva portato 120 milioni, il contesto è cambiato. La capitalizzazione di mercato del gruppo di Trieste, pari a 850 milioni in occasione della prima operazione, risulta oggi multipla rispetto a quel livello. “Oggi, solo collocando il 10% del capitale, abbiamo raccolto 500 milioni portando un aumento del flottante e degli investitori istituzionali a vantaggio della liquidità del titolo. Un percorso e una operazione che solo due anni fa sembravano impensabili”, puntualizza Folgiero al Sole 24 Ore.

LA VERSIONE DI FOLGIERO

Inoltre, secondo l’amministratore delegato di Fincantieri, non c’è divergenza tra aumento di capitale e piano industriale: “Non credo ci sia contrasto perché questo aumento è un ulteriore supporto alla realizzazione del piano”.

Come ha ribadito Folgiero al quotidiano confindustriale, l’operazione garantisce in primo luogo maggiore flessibilità finanziaria e diversificazione delle fonti. In secondo luogo, consente alla società di accelerare il piano di investimenti e il percorso di riduzione della leva finanziaria: “abbiamo cominciato questo viaggio con una leva pari a 11x nel 2022 e ci eravamo impegnati ad arrivare a 3x. Ma abbiamo centrato questo traguardo in anticipo tanto che, nel prossimo piano, stimiamo di arrivare a 1x entro il 2030, senza considerare gli effetti di questa operazione” precisa Folgiero.

Terzo, l’aumento offre risorse aggiuntive per la crescita inorganica, in linea con la strategia illustrata al mercato e con l’obiettivo di “cogliere opportunità al servizio di una strategia di crescita tecnologica molto chiara”.

E A PROPOSITO DEI RAPPORTI A STELLE E A STRISCE…

Infine, sempre ieri il gruppo navale ha annunciato nuove unità navali da parte della Marina statunitense, per un valore stimato di 800 milioni di dollari, relative a quattro navi da sbarco (Lsm). La commessa rientra nell’accordo annunciato lo scorso novembre quando la Us Navy e Fincantieri Marinette Marine (Fmm), hanno raggiunto un accordo riguardo il programma Constellation con il ridimensionamento dell’ordine di fregate da sei a due, prevedendo per le altre quattro un indennizzo e la previsione di nuovi ordini da parte della stessa Navy. Le cui esigenze, appunto, sono oggi quelle di unità navali più leggere come le Lsm.

Per il numero uno di Fincantieri “Questo annuncio della Us Navy altro non è che la declinazione coerente di quell’impegno”. “A dimostrazione che i cantieri di Fincantieri Usa continuano, diversamente da quanto interpretato da qualcuno, ad essere al centro della strategia industriale navale americana che sta definendo i nuovi assetti della Marina” ha concluso Pierroberto Folgiero.

Torna su