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Meloni

Aiuti di stato, immigrazione: cosa ha ottenuto l’Italia al Consiglio europeo (secondo Meloni)

A detta della presidente Meloni, il Consiglio europeo straordinario è stato molto positivo per l'Italia. Ecco cosa si è deciso sugli aiuti di stato alle imprese e sulla gestione dell'immigrazione.

 

“Sono molto contenta dei risultati ottenuti dall’Italia in questo Consiglio europeo”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in apertura della conferenza stampa successiva al Consiglio europeo straordinario del 9 e 10 febbraio.

 

Sono stati fatti “importantissimi passi in avanti su alcune materie particolarmente delicate”. Tre erano quelle in discussione: l’Ucraina; gli aiuti all’industria europea alla luce dei sussidi statunitensi e cinesi; l’immigrazione.

MELONI: L’ITALIA E L’UE RESTERANNO AL FIANCO DELL’UCRAINA PER TUTTO IL TEMPO NECESSARIO

La prima è stata la vicenda ucraina, “che ha visto ieri l’importante presenza del presidente Zelensky”. “L’immagine di compattezza che è stata data”, ha detto Meloni, “è un segnale molto importante. Nelle conclusioni del Consiglio europeo c’è la conferma del pieno sostegno alla causa ucraina. È stato ribadito non solo la compattezza dell’Europa, ma anche il fatto che l’Unione europea intende rimanere al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo che sarà necessario e con tutti gli strumenti che saranno necessari”.

“L’Italia ha ribadito questa nostra piena disponibilità, ma era importante”, ha precisato Meloni, “che lo facesse il Consiglio europeo nel suo complesso”.

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LE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO STRATEGICHE

“La discussione sulla competitività del nostro sistema produttivo” è, per la presidente, una “discussione strategica molto importante che anche l’Italia ha caldeggiato, ritenendo che le crisi che abbiamo fronteggiato necessitino di una discussione strategica sulle priorità che l’Unione europea deve darsi”.

Nelle conclusioni del Consiglio entra dunque “la questione delle catene di approvvigionamento: ritengo che la vicenda ucraina con l’energia, e ancora prima la crisi pandemica, ci abbiano insegnato che il continente europeo, per recuperare la propria piena sovranità, debba anche porsi problema delle catene di approvvigionamento strategico”.

“Se non si controllano”, ha detto Meloni, “si rimane in balìa degli eventi”.

COSA CAMBIA CON GLI AIUTI DI STATO

Quanto alla competitività delle imprese europee a seguito dell’Inflation Reduction Act statunitense, “le soluzioni immaginate tra i diversi stati membri sono diverse e molto orientate alle possibilità che ogni stato ha. Il tema dell’allentamento degli aiuti di stato”, in particolare, è “particolarmente richiesto da alcune nazioni che hanno un maggiore spazio fiscale, e che quindi”, grazie al rilassamento delle regole, “possono con maggiore facilità aiutare le loro imprese. Che ovviamente è una soluzione che rischia di avere conseguenze che bisogna monitorare, in termini di tenuta del mercato unico e di pari condizioni per le altre nazioni. È una questione che l’Italia ha ampiamente posto, chiedendo che l’allentamento degli aiuti di stato fosse circoscritto, temporaneo e limitato”.

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MELONI: FONDO SOVRANO EUROPEO E FLESSIBILITÀ SUI FONDI ESISTENTI

“In secondo luogo”, ha aggiunto Meloni, l’Italia voleva “che vi fosse anche la capacità di dare a un problema europeo una risposta europea, perché l’allentamento degli aiuti di stato rischia di essere una risposta nazionale a un problema europeo”.

“Abbiamo chiesto”, ha proseguito, “che la Commissione faccia una proposta su un fondo sovrano europeo, cioè un fondo europeo dedicato alla sovranità strategica dell’Unione europea. Questo elemento entra nelle conclusioni del Consiglio, ma siamo anche consapevoli di come un fondo del genere richieda del tempo. E noi non abbiamo tempo, quindi ci siamo interrogati su come si potesse, anche per le nazioni che hanno un minore spazio fiscale, creare uno spazio fiscale. Ed è quello che siamo riusciti ad ottenere”.

“La proposta italiana”, ha spiegato la presidente, “era, oltre al fondo sovrano, la possibilità di una flessibilità sui fondi esistenti. Vale a dire: noi abbiamo dei fondi attualmente già stanziati, che vanno da REPowerEU a NextGenerationEU passando per i fondi di coesione; quello che abbiamo chiesto è la possibilità di utilizzare appieno queste risorse”.

LA RIFORMA DELLA GOVERNANCE

“L’altra grande questione che abbiamo posto e siamo riusciti a far entrare nelle conclusioni” è quella della governance, ha dichiarato Meloni. “Abbiamo chiesto che nella futura discussione sulla riforma della governance, cioè del Patto di stabilità e crescita, si tenesse conto delle decisioni che sono state prese”.

Anche se questo tema verrà affrontato nei prossimi Consigli europei, “la posizione italiana è pienamente entrata nelle conclusioni” dell’ultima riunione.

LE NOVITÀ SULL’IMMIGRAZIONE

Sull’immigrazione, Meloni ha detto che “la giornata di ieri stabilisce un principio. E cioè che si cambia approccio. Il Consiglio mette nero su bianco una frase che non si era mai riusciti a mettere: l’immigrazione è un problema europeo e ha bisogno di una risposta europea. Questo, dal mio punto di vista, cambia moltissime cose nell’approccio europeo”.

“Abbiamo chiesto e ottenuto”, ha proseguito la presidente, “che le conclusioni del Consiglio si concentrassero sulla dimensione esterna, quindi sulla protezione dei confini esterni dell’Unione europea, tenendo conto della differenza che esiste tra quei confini. E particolarmente della specificità dei confini marittimi”.

Rispetto al passato, quando l’attenzione si concentrava sui flussi provenienti da est, ossia la rotta balcanica, “non abbiamo mai visto un’attenzione adeguata da parte delle istituzioni europee alla rotta mediterranea”, ha detto Meloni. Al contrario, l’ultimo Consiglio ha dato la “priorità” al Mediterraneo centrale.

LE OPPORTUNITÀ IN AFRICA

Secondo Meloni, “l’Africa offre moltissime opportunità rispetto alle difficoltà che l’Europa sta incontrando. Penso al tema energetico”: il continente è infatti centrale nel cosiddetto “piano Mattei”, la visione del governo per la trasformazione dell’Italia in un hub del gas per l’Europa.

“Crediamo che collaborando meglio con queste nazioni, e immaginando una cooperazione rafforzata, si possa anche combattere i flussi illegali e i trafficanti di esseri umani, e governare l’immigrazione consentendo alle persone di entrare in Europa in modo legale”.

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