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Perché Londra tampona Uber e fa gioire i taxisti

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Uber Pitch Londra

L’autorità dei trasporti di Londra non ha rinnovato a Uber la licenza. Fatti e reazioni

Uber ha perso la licenza per effettuare corse prenotate tramite app per le strade di Londra, dopo che Transport for London, l’autorità di settore, ha verificato che negli ultimi tempi sono state effettuate corse con autisti non autorizzati, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Ecco tutti i dettagli.

OLTRE 14.000 VIAGGI A RISCHIO

Le autorità londinesi dei trasporti hanno verificato che sono stati fatti più di 14.000 viaggi con più di 40 conducenti che avevano falsificato la loro identità sull’app Uber. Si tratta, dunque, di corse andate a buon fine ma che hanno messo a rischio la sicurezza dei passeggeri secondo l’autorità. Solo tre settimane fa sono stati scoperti circa 43 conducenti in difetto, tra cui autisti a cui era stata revocata l’autorizzazione e un conducente allontanato per aver diffuso immagini pedo-pornografiche.

ADDIO LICENZA

Per questi motivi Transport for London ha annunciato la decisione di non rinnovare la licenza alla società americana per gestire la piattaforma di prenotazione auto nella capitale britannica, al termine di una proroga di due mesi concessa a settembre. Uber “non è in grado” di ottenere una nuova licenza, ha spiegato la TfL, a causa di “violazioni delle regole”.

“TfL sospetta che problemi simili non si possano ripresentare in futuro, il che l’ha portata a concludere che la società non è adatta e pronta in questo momento”, ha spiegato la TfL.

UBER FA APPELLO

Nonostante il mancato rinnovo della licenza, le auto di Uber potranno ancora circolare (ed effettuare servizio) a Londra. La società di San Francisco, infatti, ha già fatto sapere che farà ricorso (entro 21 giorni) contro questa decisione e dunque continuerà ad operare in attesa di sentenza.

“La decisione di TfL di non rinnovare la licenza di Uber a Londra è sbagliata e faremo appello”, ha commentato con il Guardian Jamie Heywood, direttore generale regionale di Uber: “Negli ultimi due anni abbiamo sostanzialmente cambiato la nostra attività e stiamo definendo lo standard in materia di sicurezza. A nome dei 3,5 milioni di piloti e 45.000 conducenti con licenza che dipendono da Uber a Londra, continueremo a operare normalmente e faremo tutto il possibile per lavorare con TfL per risolvere questa situazione.”

IL PRECEDENTE: UBER VINCERÀ ANCORA?

La mancata concessione di licenza non stupisce Uber, che ha dovuto affrontare un problema simile già nel settembre 2017. Fu il giudice a concedere all’azienda di sharing economy una proroga di 15 mesi per continuare ad offrire servizi.

UBER MIGLIORA

Dal 2017 ad oggi, Uber avrebbe fatto numerosi miglioramenti, come ammesso dalla stessa autorità, ma non basta. Anzi, proprio una modifica ai sistemi ha consentito ai conducenti non autorizzati di caricare le proprie foto sugli account di altri conducenti, permettendogli di operare.

IL TWEET DI DARA KHOSROWSHAHI

Il ceo di Uber, Dara Khosrowshahi, ha commentato la decisione su Twitter, definendola “semplicemente sbagliata”, dal momento che la società “negli ultimi due anni” ha “radicalmente cambiato il modo di operare a Londra”.

FESTEGGIANO I TASSISTI

Brindano, invece, i tassisti. “Si tratta di sicurezza pubblica e il sindaco ha preso la decisione giusta”, ha detto Steve McNamara, segretario generale della Licensed Taxi Drivers Association. “Per quanto ci riguarda, il modello di business di Uber è essenzialmente insostenibile. Si basa sul fatto che tutti fanno ciò che vogliono e inonda Londra di veicoli. Uber non può garantire che le auto siano adeguatamente assicurate o che la persona che guida l’auto sia quella che dovrebbe guidare, come dimostrano i recenti incidenti”.

UBER (IN PERDITA) ALLA CONQUISTA DI CAPITALI

Nonostante le difficoltà ad ottenere le licenze, Uber è considerata un’azienda di successo, i cui profitti dovrebbero (o potrebbero salire), nei prossimi anni. Ma la verità è che, come scrive Hubert Horan su Pro-Market, “ha perso oltre $ 20 miliardi dall’inizio del 2015” e non cresce rapidamente “come le precedenti società tecnologiche della Silicon Valley, come Facebook e Amazon”.

I motivi? Molteplici, quel che è certo è che “Uber è in realtà un produttore di servizi di mobilità urbana a costi più elevati e meno efficiente rispetto alle compagnie di taxi che ha fatto fallire” e che “Uber è in realtà un produttore di servizi di mobilità urbana a costi più elevati e meno efficiente rispetto alle compagnie di taxi che ha fatto fallire”, spiega Hubert Horan. Gli “investitori di Uber stavano tentando di impadronirsi del controllo efficace dell’industria dei taxi da parte dei cittadini locali e dei loro governi democraticamente eletti. La “libertà economica” che Uber stava perseguendo era la libera libertà di accumulare capitali e l’eliminazione di qualsiasi legge in conflitto intesa a proteggere il benessere di qualcun altro, aggiunge Horan.

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