Mobilità

Perdita record. Perché Uber sbanda

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Uber ha registrato una perdita record di 5,2 miliardi di dollari. La società di ride-sharing numero uno ha riportato una crescita dei ricavi più lenta rispetto alla rivale Lyft

 

Uber sbanda e finisce in una buca di 5,2 miliardi di dollari. A tanto ammonta la perdita registrata nel secondo trimestre: la più grande mai raggiunta dalla compagnia di San Francisco nel secondo trimestre da quotata. Ieri il prezzo delle azioni di Uber è diminuito di oltre il 12% dopo la comunicazione della trimestrale agli investitori. Ricavi e perdite del secondo trimestre hanno mancato le aspettative degli analisti. Ecco i dettagli del secondo trimestre da incubo per la piattaforma di taxi hailing numero uno al mondo.

PERDITA RECORD

La perdita netta è sprofondata a 5,24 miliardi di dollari. Uber ha giustificato il rosso con il pagamento di  3,9 miliardi di dollari per i compensi in azioni legati al suo sbarco in Borsa a maggio. Ha anche pagato 298 milioni di dollari in azioni e contanti ai conducenti in seguito all’Ipo. Compensazione delle azioni a parte, Uber ha perso 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 30% rispetto al primo trimestre.

La perdita per azione, comprese quelle spese, è stata di 4,72 dollari, contro 3,12 dollari previsti.

RALLENTA LA CRESCITA

Anche i ricavi hanno deluso le aspettative. Le entrate della compagnia di ride-hailing per il periodo sono aumentate del 14% su base annua a 3,1 miliardi di dollari (contro 3,36 miliardi di dollari previsti), suscitando preoccupazioni per una crescita più lenta che mai.

RALLENTA DIETRO LA RIVALE LYFT

La notizia della perdita di Uber arriva un giorno dopo che il suo principale concorrente statunitense, Lyft, ha battuto i ricavi con 867 milioni di dollari nel trimestre (con un aumento del 72% rispetto all’anno precedente) e perdite nette di 644 milioni di dollari. Sebbene anche le entrate di Uber siano in crescita, ma a un ritmo decisamente più lento di Lyft.

SOTTO PRESSIONE

Da maggio entrambe le società di ride-sharing sono pubbliche e sono sotto pressione per realizzare un profitto il prima possibile.

FIDUCIOSO IL CEO KHOSROWSHAHI

“Pensiamo che il 2019 sarà il nostro anno di investimento di punta e pensiamo che nel 2020 e 2021 vedrete diminuire le perdite” ha detto il ceo di Uber Dara Khosrowshahi in una conversazione con gli analisti della Cnbc. “Senza dubbio nella mia mente il business alla fine sarà redditizio e raggiungerà il break even”.

AUMENTANO LE PRENOTAZIONI

“Sebbene continuiamo ad investire massicciamente per la nostra crescita, vogliamo anche che sia di qualità ed in questo trimestre abbiamo fatto dei progressi in questa direzione”. Ha dichiarato il direttore finanziario Nelson Chai. Segno positivo infatti per la quantità lorda di prenotazioni che ha registrato un +3%. In crescita anche il numero di gare, del 35% ad 1,68 miliardi, mentre gli utenti attivi al mese sono aumentati del 30%, toccando quota 99 milioni a livello mondiale.

DIVERSIFICARE IL BUSINESS

Mentre Uber ha contribuito a stabilire un grande successo nei mercati di tutto il mondo, negli ultimi dieci anni, l’azienda ha investito e gestito una miriade di attività “on demand”, tra cui consegna di cibo, bike sharing e un servizio di trasporto merci che abbina gli spedizionieri ai corrieri chi può trasportare i loro beni.

COME PROCE UBER EATS

Per quanto riguarda Uber Eats, la società di San Francisco ha reso noto che i suoi “consumatori mensili attivi su piattaforma” sono cresciuti del 140% su base annua. La piattaforma ora lavora con 320.000 ristoranti. Per quanto riguarda le entrate, il servizio è cresciuto del 72%, a 595 milioni di dollari.

Tuttavia Khosrowshahi ha affermato di non aspettarsi che l’attività Eats diventi redditizia il prossimo anno o l’anno successivo. Anche se la crescita di questo business “aumenterà nei prossimi due anni”.

CONCORRENZA SU TUTTI I FRONTI

Nella corsa alla redditività, Uber non deve solo conquistare la fedeltà dei suoi piloti (con offerte di abbonamento e premi fedeltà) e superare i rivali Lyft in Nord America e Grab e Didi in Asia.

La concorrenza per Uber potrebbe aumentare anche nel segmento delle consegne alimentari. Di recente Just Eat e Takeaway.com hanno concordato ufficialmente la loro mega fusione e a maggio Deliveroo ha aggiunto Amazon alla sua base di investitori. Anche la corsa per Uber Eats si prospetta sempre più a ostacoli.

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