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Ecco le risorse previste nel Dpp della Difesa per il Tempest

Dpp Tempest

Pubblicato il Documento programmatico pluriennale (Dpp) della Difesa per il triennio 2022-2024: quasi raddoppiati i fondi per il programma Tempest (cui partecipa l’Italia con il gruppo Leonardo)

 

La Difesa italiana raddoppia le risorse per il programma Tempest, il sistema di combattimento aereo di sesta generazione d’iniziativa britannica a cui hanno aderito il nostro paese e la Svezia nel 2019 (con il potenziale coinvolgimento del Giappone).

Il 25 luglio è stato pubblicato il documento programmatico pluriennale (Dpp) per la Difesa per il triennio 2022-2022. Questo contiene le risorse assegnate per il Tempest: da 2 miliardi di euro allocati lo scorso anno si passa a 3,795 miliardi, con 220 milioni quest’anno e 345 milioni il prossimo.

A differenza del documento dell’anno scorso infatti, l’Italia ha duplicato quasi le risorse da due miliardi di euro, distribuiti in quindici anni, con 20 milioni nel 2021, altrettanti nel 2022 e 2023, 90 milioni nel biennio 2024-26 e il restante tra il 2027 e il 2035.

“Tali fondi coprono la fase di ricerca e sviluppo del programma, che fino allo scorso anno aveva un fabbisogno complessivo calcolato in 6 miliardi di euro. Probabilmente, questa stima è adesso in fase di rivalutazione” commenta Pietro Batacchi, direttore di Rid.

Il programma Tempest sta così accelerando rispetto al progetto rivale franco-tedesco-spagnolo Fcas i cui negoziati sono in fase di stallo. Le tre industrie nazionali comprendono le principali società di difesa del Regno Unito (Bae Systems, Leonardo Uk, Rolls Royce e Mbda Uk), Italia (Leonardo Italia, Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia) e Svezia (Saab e Gkn Aerospace Sweden).

Proprio lo scorso 19 luglio, in occasione dell’apertura del Farnborough International Airshow, il ministero della Difesa britannico insieme al produttore Bae Systems, leader del Team Tempest (insieme a Leonardo Uk, Rolls-Royce e Mbda Uk) ha annunciato che un dimostratore del caccia di sesta generazione decollerà entro cinque anni.

Ecco i dettagli del Dpp 2022-2024 pubblicato ieri riguardo il finanziamento al programma Tempest.

IL PROGRAMMA TEMPEST NEL DPP 2022-2024

Tra i programmi operanti nel Dpp 2022-2024 figura il Tempest: “il programma prevede concezione, progetto, sviluppo ed acquisizione di un Combat Air System, concetto radicalmente innovativo che indica un “Sistema-di-Sistemi”, volato sia con equipaggio che senza (optionally unmanned), progettato per l’integrazione con la più ampia struttura dell’ambiente operativo e orientato a nativa cooperazione architetturale per il raggiungimento di specifiche capacità in cui le prestazioni risultino maggiori della somma dei sistemi costituenti”.

“Esso sarà in grado di svolgere molteplici ruoli (controllo dello spazio aereo, attacco, sorveglianza, ricognizione e intelligence), in ambienti operativi altamente contesi e/o degradati, caratterizzati dalla futura completa fusione dei cinque domini operativi (Spazio, Aria, Mare, Terra, Cyber). L’ambito del programma copre la piattaforma aerea principale, quelle cooperative (secondo il concetto manned‐unmanned teaming), gli attuatori ed i sensori e la loro connessione nelle reti di C2, nonché le tecnologie che massimizzeranno l’integrazione con sistemi terrestri e navali, di odierna e futura dotazione” si legge nel nuovo documento programmatico pluriennale.

LE RISORSE PREVISTE

Come detto all’inizio, nel Dpp 2022-2024 le risorse stanziate per il programma Tempest risultano di 3,795 miliardi di euro spalmati fino al 2036. In particolare 220 milioni previsti quest’anno, 345 milioni nel 2023, 3,6 milioni nel 2024, 75,4 milioni nel bienno 2025-27 e il restante negli anni successivi.

“Il programma ha ricevuto una necessaria integrazione di 1.795,0 M€ attraverso risorse a “fabbisogno” recate dalla LdB 2022. È stato realizzato il previsto D.M./D.I. ai sensi dell’art. 536 del C.O.M. nell’annualità 2021″ si legge nel Dpp 2022-2024.

L’OBIETTIVO

“L’investimento mira a sostenere le attività di Ricerca & Sviluppo, nell’ottica di garantire all’Italia il giusto posizionamento industriale in seno al programma, inteso non solo come mero sviluppo di un sistema d’arma, ma quale storico momento di cooperazione e confronto internazionale suscettibile di promuovere un processo di profonda discontinuità tecnologica, consentendo all’industria nazionale di accedere ai segmenti più tecnologicamente avanzati dei processi di sviluppo finale e produzione” si specifica nel Documento.

“In tale ottica, sono già in corso contatti con il dicastero dello Sviluppo Economico, partner storico nella promozione dell’industria nazionale a più alto contenuto tecnologico, per favorire uno sforzo congiunto a favore della partecipazione dell’industria nazionale all’impresa, strumentale alla negoziazione di vantaggiosi ritorni industriali, tecnologici e, di rimando, occupazionali”.

COSA C’ERA SCRITTO NEL DPP 2021-2023 RIGUARDO IL TEMPEST

L’Italia accelera così il suo impegno nel programma di caccia di sesta generazione.
Nel Dpp dello scorso anno le risorse assegnate per il Tempest erano inferiori: due miliardi di euro, distribuiti in quindici anni, con 20 milioni nel 2021, altrettanti nel 2022 e 2023, 90 milioni nel biennio 2024-26 e il restante tra il 2027 e il 2035.

IL PROGRAMMA LANCIATO DAL REGNO UNITO

Nel 2018 il Regno Unito ha lanciato con un impegno iniziale di 2 miliardi di sterline il programma Tempest, che punta a iniziare la produzione entro il 2025, con consegna del sistema aereo da combattimento entro il 2035. Il caccia stealth di sesta generazione dovrebbe sostituire l’Eurofighter Typhoon dal 2040.

Il 22 luglio 2020 le industrie di Italia, Regno Unito e Svezia hanno dato il via ad una collaborazione trilaterale nell’ambito del progetto.

La settimana scorsa il ministero della Difesa Uk ha dichiarato di aver avviato lo sviluppo del velivolo dimostrativo in collaborazione con il Team Tempest presso la struttura di Bae Systems a Preston, in Inghilterra.

“Il velivolo dimostrativo è già in fase di sviluppo tra il governo e i partner industriali del Team Tempest e il Regno Unito sta attivamente progredendo le opportunità di collaborazione sul progetto con i partner industriali italiani”, ha affermato il dicastero della Difesa britannico in una dichiarazione a DefenseNews.

IL PERCORSO DI COLLABORAZIONE TRA ITALIA E UK NELLA DIFESA

Infine, la scorsa settimana Italia e Regno Unito hanno avviato un percorso di cooperazione nel settore della Difesa. Durante il Farnborough International Airshow, Leonardo e Bae Systems hanno annunciato di collaborare al programma Future Combat Air System (Fcas). Le aziende dei due Paesi hanno identificato aree condivise di collaborazione effettuando analisi congiunte su attività di reciproco interesse. Nello stesso contesto, le aziende elettroniche italiane e britanniche di Leonardo ed Elettronica SpA stanno sviluppando attività dimostrative su sensori e sistemi avanzati. Il programma Fcas svilupperà un sistema di sistemi multidominio tecnologicamente avanzato, imperniato su tecnologie altamente innovative e dirompenti, con una piattaforma centrale di sesta generazione, che sostituirà la flotta Eurofighter a partire dal 2035

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