Innovazione

Tempest, ecco perché il Regno Unito non va a caccia del franco-tedesco Fcas

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Tempest

Tutte le ultime novità sul caccia di sesta generazione Tempest.

 

Il sistema di combattimento aereo del futuro progettato dal Regno Unito, con Italia e Svezia potrebbe essere alimentato da batterie. Come ha riportato Bloomberg, Bae Systems, sviluppatore del caccia di sesta generazione, ha dichiarato che sta prendendo in considerazione l’idea di alimentare il velivolo utilizzando una propulsione alternativa come i sistemi ibridi o completamente elettrici.

Con le scadenze che incombono per presentare l’analisi di programma alla fine dell’anno, il Ministero della Difesa del Regno Unito e il consorzio del Team Tempest composto da Bae Systems, Leonardo Uk, Mbda e Rolls-Royce mettono il turbo.

Il piano di acquisizione del programma Tempest entrerà nella fase di valutazione nel 2021. Come sottolinea AviationWeek, il Regno Unito ha ambizioni globali per il velivolo e spera di poter sfruttare le sue relazioni internazionali post Brexit per trovare futuri partner e clienti. Allontanata invece l’ipotesi di convergenza con il progetto rivale franco-tedesco Fcas. Tutti i dettagli.

COSA HA IN MENTE BAE SYSTEM

Il direttore della produzione di Bae, Dave Holmes, ha dichiarato che sta “esaminando tutte le opzioni” per alimentare il caccia. “Non escluderei nulla”, ha sottolineato Holmes. “Se stai guardando qualcosa che sarà in servizio dal 2050 al 2060 e oltre, tutte queste opzioni sono molto possibili”.

Il caccia multiruolo di sesta generazione dovrebbe sostituire tutti i Tornado esistenti e quindi il già collaudato Eurofighter “Typhoon” entro il 2035, integrandosi con l’F-35.

Ma il volo elettrico è ancora agli inizi. Una delle maggiori sfide rimane il peso delle batterie necessarie per portare in aria qualcosa di diverso da un aereo molto piccolo. Rolls-Royce ha sviluppato un concetto di aereo commerciale ibrido-elettrico chiamato E-Fan X con il costruttore europeo Airbus, ma hanno sospeso il progetto quest’anno il progetto a causa della pandemia di coronavirus.

IL PROGETTO TEMPEST

A luglio 2018 il ministero della Difesa del Regno unito ha annunciato il programma Tempest e il governo britannico ha prospettato un investimento iniziale di 2 miliardi di sterline nel progetto, che è stimato essere solo un terzo del capitale necessario.

Nel luglio 2019, Svezia e Regno Unito hanno firmato un protocollo d’intesa per esplorare le modalità di sviluppo congiunto delle tecnologie di combattimento aereo di sesta generazione. A settembre 2019 anche l’Italia ha fatto il suo ingresso nel programma con Leonardo (ex Finmeccanica) come capogruppo insieme a Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia. In particolare, Leonardo svilupperà la sensoristica del Tempest e di integrarla nel sistema di missione della piattaforma. La società è già al lavoro per la realizzazione di alcune delle avanzate tecnologie del nuovo programma, in linea con la tabella di marcia che prevede l’entrata in servizio del primo velivolo con la Royal Air Force nel 2035.

Per la Svezia troviamo Saab Group come capofila quale principale contraente della difesa svedese.

IN CONCORRENZA CON IL FCAS FRANCO-TEDESCO

Ma prima del Regno Unito, nell’estate 2017 già Francia e Germania avevano annunciato lo sviluppo di proprio Future Air Combat Air System (Fcas). Al centro di questo sistema aereo del futuro c’è il caccia di sesta generazione che sostituirà l’attuale Rafale ed Eurofighter. Anche la Spagna ha aderito ufficialmente al progetto franco-tedesco.

Lo scorso febbraio, il consorzio guidato da Dassault Aviation e da Airbus ha ricevuto il contratto per la fase 1A del dimostratore, per 155 milioni di euro e una durata di 18 mesi, che segna l’inizio dello sviluppo tecnologico del Fcas. Gli altri partner includono MTU Aero Engines, Safran, MBDA e Thales.

Nel frattempo, naturalmente, sono iniziate le trattative con i governi e i partner del settore per una fase 1B dimostrativa che si baserà sul lavoro attualmente svolto nella fase 1A. Inoltre, è in corso la piena integrazione dell’industria spagnola (con Indra come capofila) nel Fcas.

CONVERGENZA TRA I DUE PROGETTI?

Riguardo una possibile convergenza dei due progetti rivali, Bae System ha precisato comunque di non concentrarsi sulla concorrenza ma sul raggiungimento dei propri obiettivi e di continuare le discussioni attive con altri potenziali partner.

Eppure dal lato francese, non mancano le sollecitazioni per una futura convergenza dei programmi Tempest e Fcas.

Nel novembre 2019, in un’intervista sul Sunday Times, l’ad di Airbus Guillaume Faury, aveva auspicato un unico programma europeo per il caccia di sesta generazione.

Per Faury avrebbe senso combinare i due programmi unendo gli sforzi britannici e dell’Europa continentale.

“L’Europa ha bisogno di un progetto forte per garantire la sua sovranità aerea e spaziale”, aveva dichiarato il numero uno di Airbus. “Ci sarà la possibilità di avere un progetto europeo in una fase successiva? Lo spero.”

EVITARE LA CONCORRENZA TRA DUE CACCIA EUROPEI

IPOTESI ALLONTANATA DA LONDRA

Ma i funzionari britannici respingono la necessità di unire l’iniziativa Tempest con quella franco-tedesca-spagnola. Come ha sottolineato l’analista Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa, “Londra respinge l’idea di fondere il programma Tempest con il Fcas per motivi tecnologici ed industriali. Infatti, la Gran Bretagna sostiene che il programma Fcas nasce per esigenze diverse, tra cui quella di sostituire i Rafale imbarcati sulla portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle della Marine Nationale, nonché di sostituire i Rafale dell’Armée de l’Air, i Tornado IDS e gli eventuali successori nella Luftwaffe per lo strike nucleare. Quindi, per i Britannici il programma Fcas è molto (forse anche troppo) ambizioso con parecchia alea tecnologica-industriale e dai costi tutti da quantificare. Al momento non è prevista alcuna versione imbarcata del caccia Tempest ma, soprattutto, la principale critica britannica al programma franco-tedesco è che questo deve partire, praticamente, da zero, con lo sviluppo delle tecnologie e dell’architettura di sistema”.

Infine, avere due programmi in Europa mantiene “un livello di pressione competitiva sui nostri settori”, ha fatto presente ad AviationWeek Richard Berthon, direttore del programma di acquisizione di aerei da combattimento del Ministero della Difesa britannico: “Tale concorrenza è stata utile non trascinando l’Europa in un monopolio dell’offerta”.

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