Innovazione

Leonardo, ecco come il Regno Unito accelererà sul Tempest

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Tempest

Tutte le ultime novità sul Tempest, il programma per il caccia di sesta generazione di Regno Unito, Italia e Svezia al quale partecipano Leonardo (ex Finmeccanica), Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia.

 

Italia e Regno Unito mettono il turbo al Tempest. Ieri il sottosegretario di Stato alla Difesa, Angelo Tofalo (M5s), e il suo omologo del Regno Unito, Jeremy Quin, hanno firmato una lettera di intenti per rafforzare la collaborazione tra i due Paesi nell’ambito del programma dal velivolo Typhoon al Tempest.

“In particolare, ritengo che il coinvolgimento dell’Italia, sia dal punto di vista industriale che governativo nelle attività di sviluppo in ambito Eurofighter possano portare notevoli benefici in campo tecnologico ed operativo per entrambi i nostri Paesi, gettando le basi per una sinergica ed efficace futura collaborazione nell’ambito del Team Tempest”, ha detto Tofalo.

Nel colloquio di ieri, i due rappresentanti della Difesa hanno ribadito inoltre i punti salienti di collaborazione e la via da seguire per mantenere una comune linea d’indirizzo.

Ecco tutte le novità  sul progetto britannico Tempest, la realizzazione di un caccia multiruolo di sesta generazione.

DALL’EUROFIGHTER TYPHOON

“Il velivolo Eurofighter rappresenta la base di sviluppo di tecnologie e soluzioni di pregio per facilitare la transizione verso la “sesta generazione”. Nondimeno, il programma rappresenta un importantissimo volano per le principali industrie aerospaziali europee”, ha evidenziato il sottosegretario Tofalo: “Il livello occupazionale da esso derivato è stimato in oltre 100 mila unita'”.

Il programma Eurofighter Typhoon è frutto della cooperazione tra Italia, Germania, Regno Unito e Spagna, avviata in base al Memorandum of Understanding generale sottoscritto nel 1986. L’Agenzia governativa denominata Netma (Nato Eurofighter and Tornado Managenent Agency) gestisce il programma e rappresenta per tutti e quattro i Paesi clienti, l’unica interfaccia autorizzata ad evidenziare le loro esigenze ai produttori.

AL CACCIA DI SESTA GENERAZIONE

“Con la firma di oggi abbiamo messo solide basi sul lavoro congiunto che ci porterà in futuro alla 6ª Generazione di velivoli”, ha sottolineato Tofalo.

In pratica, sottolinea Pietro Batacchi su Rid, “tale accordo si inserisce nel contesto della cooperazione con gli inglesi sul nuovo caccia avviata formalmente nel settembre 2019, con la sigla sulle prime intese governative e industriali. Nel dettaglio, come ci hanno confermato fonti della stessa Difesa, l’accordo consentirà anche di testare/valutare sugli Eurofighter Thyphoon sistemi e apparati destinati poi al Tempest, nell’ottica di una strategia di mitigazione del rischio”.

IL PROGRAMMA TEMPEST

Nel luglio 2018 la Gran Bretagna ha acceso i motori per il progetto Tempest: la realizzazione di un caccia multiruolo di sesta generazione che dovrebbe sostituire tutti i Tornado esistenti e quindi il già collaudato Eurofighter “Typhoon” entro il 2035, integrandosi con l’F-35.

Il governo britannico ha annunciato un investimento iniziale di 2 miliardi di sterline nel progetto, che è stimato essere solo un terzo del capitale necessario.

Il programma è sviluppato da Bae Systems, consorzio che include Rolls-Royce, Mbda e la divisione britannica di Leonardo (ex Finmeccanica). Le aziende avranno tempo fino al dicembre 2020 per completare la propria analisi di programma.

IL CONTRIBUTO DELLE AZIENDE ITALIANE: LEONARDO, ELETTRONICA, AVIO AERO E MBDA ITALIA

Lo scorso settembre l’Italia è entrata ufficialmente nel programma Tempest con Leonardo (ex Finmeccanica), Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia. In particolare, Leonardo svilupperà la sensoristica del Tempest e di integrarla nel sistema di missione della piattaforma. La società è già al lavoro per la realizzazione di alcune delle avanzate tecnologie del nuovo programma, in linea con la tabella di marcia che prevede l’entrata in servizio del primo velivolo con la Royal Air Force nel 2035.

SI RAFFORZA LA COOPERAZIONE ITALIA-UK

“Con la firma di oggi si rafforza ulteriormente la cooperazione Italia-Uk nei programmi Eurofighter e Tempest”, ha commentato così Giovanni Russo, capogruppo M5S in Commissione Difesa alla Camera e coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare per la Valorizzazione della Industria della Difesa.

“Questo accordo si inserisce nel contesto della cooperazione Italia-Uk sul futuro del caccia e sui velivoli di sesta generazione. Ringrazio, anche a nome dell’Intergruppo, il sottosegretario Tofalo da sempre attento al tema dell’Industria aerospaziale nazionale, per la quale questi programmi rappresentano certamente un grande volano”.

LE PRESSIONI DELL’INDUSTRIA BRITANNICA AL GOVERNO JOHNSON

La firma dell’accordo da parte del rappresentante della Difesa del Regno Unito arriva dopo le sollecitazioni delle compagnie aerospaziali del Paese. Come aveva riportato il Guardian a metà giugno, gli industriali hanno fatto pressioni sul Tesoro per accelerare il piano di spesa militare.

Come ha riferito l’Ads — l’organizzazione che riunisce e rappresenta oltre mille imprese britanniche dell’aerospazio e difesa — il Ministero del Tesoro britannico stava ostacolando il piano per anticipare le spese militari per aiutare i produttori aerospaziali e della difesa nella crisi da coronavirus.

Gli industriali dell’aerospazio hanno chiesto al governo Johnson di accelerare i loro programmi di approvvigionamento della difesa per aiutare le aziende le cui attività nel settore dell’aviazione civile sono state maggiormente colpite.

ACCELERAZIONE SUL TEMPEST

Sempre il Guardian ha riferito che il sindacato britannico Unite ha proposto proprio l’accelerazione del programma Tempest da parte di Downing Street. Tuttavia, da un documento dell’Ads visto dal Guardian, emerge che gli industriali hanno trovato il Ministero del Tesoro riluttante a cambiare i tempi degli impegni di spesa, che possono incorrere in miliardi di sterline.

PER NON RESTARE INDIETRO CON LA FRANCIA

Ma la pressione sul governo del Regno Unito a sostegno dell’industria aerospaziale è cresciuta dopo che il governo francese ha presentato il 10 giugno un pacchetto di misure statali da 15 miliardi di euro per soccorrere il settore. La disparità di supporto ha già portato l’ad di Airbus, Guillaume Faury, ad avvertire che le sue operazioni nel Regno Unito dovranno affrontare perdite di posti di lavoro più consistenti rispetto alla Francia o alla Germania.

PROCEDE SPEDITO IL FCAS

Non va dimenticato inoltre che il programma britannico Tempest sarà in competizione con l’iniziativa del Fcas (Future Combat Air System) franco-tedesco, guidata da Airbus e dalla francese Dassault, a cui si è aggiunta anche la Spagna. Il consorzio franco-tedesco punta a consegnare i primi prototipi e a iniziare i voli di prova entro il 2026.

A febbraio i ministri della Difesa francese e tedesco hanno firmato a Parigi un contratto da 150 milioni di euro per la realizzazione dei dimostratori del Fcas. L’avvio della fase di progettazione dei dimostratori segna un passaggio importante per il progetto franco-tedesco-spagnolo.

VERSO UNA CONVERGENZA?

Al momento dunque ci sono due assi in Europa per il caccia di sesta generazione, da una parte il Tempest a guida britannica al quale hanno aderito l’Italia e la Svezia e dall’altra il Fcas di Germania, Francia e Spagna.

Gli ultimi decenni hanno mostrato come lo sviluppo e il funzionamento dei caccia stealth siano entrambi estremamente costosi e inclini a enormi sovraccarichi di costi e problemi tecnici (ne sa qualcosa il programma F-35). La messa in comune di più nazioni partner potrebbe aiutare a dividere i costi di ricerca e sviluppo e migliorare i costi unitari creando economie di scala attraverso appalti più grandi. Come nel caso del già citato Eurofighter Typhoon con la collaborazione di Regno Unito, Germania, Spagna e Italia.

Di recente, proprio il sottosegretario Tofalo ha espresso come riguardo al caccia di sesta generazione il futuro sia la convergenza dei programmi finora avviati. “Bisogna capire quanti paesi si aggregheranno a quest’idea”.  Per Tofalo i due programmi dovranno assolutamente convergere se “vogliamo andare a realizzare un vero prodotto di sesta generazione”.

Senza dimenticare che anche il Giappone prevede di avviare la produzione di un caccia nazionale stealth nel 2031. Nikkei Asia Review ha riportato oggi che Tokyo discuterà anche della potenziale cooperazione, inclusa la condivisione dei costi di sviluppo, con il Regno Unito al lavoro sul Tempest.

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