Innovazione

Leonardo-Finmeccanica, ecco chi spinge sul Tempest britannico (silurando il caccia franco-tedesco)

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Come devono muoversi l’Italia e Leonardo-Finmeccanica sul caccia di sesta generazione. L’analisi di Paolo Crippa del Cesi, il centro studi internazionali presieduto da Andrea Margelletti

Lo scorso luglio 2017, al termine di un summit intergovernativo, il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel hanno annunciato l’intenzione, da parte dei rispettivi Paesi, di collaborare allo sviluppo e alla produzione di un nuovo aereo da caccia di 6° generazione, che al momento prende il nome di FCAS (Future Combat-Air System).

COME FRANCIA E GERMANIA SI MUOVONO IN SIMBIOSI

L’iniziativa è stata formalizzata a distanza di un anno, durante il salone aeronautico internazionale ILA di Berlino, nell’aprile 2018. In tale occasione è stato siglato un duplice Memorandum of Understanding (MoU), intitolato ‘High Level Common Operational Requirements’, per avviare la fase preliminare del programma.

CHI E’ LEADER DEL PROGETTO FRANCO-TEDESCO

La francese Dassault sarà l’azienda leader del programma, facendosi carico di tutta la progettazione, mentre al gruppo AIRBUS SE (11% Francia, 11% Germania e 4.10% Spagna), in particolare la divisione Defence&Space, sarà affidato tutto il comparto della sensoristica, dell’avionica e delle comunicazioni. Sempre Dassault prenderà in consegna lo sviluppo e l’integrazione della suite di armamenti di nuova generazione a bordo del caccia, con AIRBUS D&S come junior partner.

CHI SONO LE ALTRE AZIENDE COINVOLTE NEL PROGRAMMA FRANCO-TEDESCO

Per quanto riguarda invece il sistema di propulsione, il suo studio verrà affidato congiuntamente alla società francese Safran e alla tedesca MTU Friedrichshafen. Lo scorso gennaio 2019, Dassault e AIRBUS hanno ottenuto un vero e proprio contratto biennale per l’avvio del programma, mentre il 31 dello stesso mese sono stati raggiunti gli accordi preliminari tra i rispettivi Ministeri della Difesa per i piani di finanziamento, che vedranno Francia e Germania stanziare congiuntamente 65 milioni di euro, divisi equamente.

LA SPAGNA SI E’ ACCODATA A FRANCIA E GERMANIA

All’iniziativa franco-tedesca, lo scorso 31 dicembre 2018, si è aggiunta ufficialmente anche la Spagna, che fino a quel momento aveva mantenuto il ruolo di osservatore esterno. Il Ministero della Difesa spagnolo Margarita Robles ha fatto pervenire una lettera ai corrispettivi di Francia e Germania chiedendo ufficialmente di poter partecipare come partner inter pares al progetto FCAS, con un finanziamento iniziale di 25 milioni di euro per i primi due anni.

COME SARA’ IL TEMPEST BRITANNICO

Dopo il Tornado e il Typhoon, il Tempest (che prende il nome da un vecchio aereo da caccia degli anni ’40) sarà dunque il prossimo prodotto-bandiera dell’industria aerospaziale inglese. Nonostante il team di aziende, a guida BAE Systems, che si occuperà dell’avvio del programma sia già stato definito, il Regno Unito è alla ricerca di partner stranieri, per conferire un respiro più internazionale al progetto e per un maggiore burden-sharing, anche in vista dell’impatto economico che la Brexit avrà sui bilanci del Paese. Sebbene, ad oggi, Londra abbia inoltrato una richiesta di collaborazione ufficiale soltanto all’India, altri Paesi sembrerebbero candidati plausibili per una eventuale partecipazione, tra cui Giappone, Turchia, Svezia e Italia.

L’ITALIA ANCORA NON HA DECISO

Ad oggi l’Italia non ha ancora espresso una propria posizione nel merito. Si riscontra, tuttavia, l’urgenza di operare una scelta di campo, prima che l’opportunità di ritagliarsi un ruolo di primo piano all’interno del progetto sfumi, al fine di valorizzare al meglio le nostre competenze nazionali. È ovvio che la scelta, che si restringe ormai tra FCAS e Tempest, comporterà significative conseguenze di carattere politico-strategico. Da un lato, emerge l’esigenza per l’Italia di non rimanere ai margini della nascente industria della Difesa integrata europea. Tale obiettivo non può esimere il nostro Paese dal dialogo con Francia e Germania, unici player del settore ad avere un’ampia rilevanza internazionale.

PERCHE’ E’ PREFERIBILE ADERIRE AL TEMPEST

Tuttavia, a fronte della sostanziale chiusura da parte di Berlino e Parigi, risulterebbe naturale per l’Italia optare in tempi brevi per il programma Tempest. Si tratterebbe di una scelta sì controcorrente rispetto alla direzione che sta seguendo l’Europa, in luce soprattutto della Brexit, ma basata su una già florida e radicata cooperazione industriale.

IL RUOLO DI LEONARDO-FINMECCANICA

Non solo Leonardo e BAE Systems sono entrambi presenti all’interno del consorzio MBDA e vantano avviate collaborazioni nell’ambito dei sistemi di sicurezza e di Difesa, ma, in particolare, l’azienda Leonardo è stabilmente presente nel Regno Unito con 7 sedi che impiegano circa 7.000 dipendenti.

LE ATTIVITA’ DELL’ITALIA

Inoltre, l’Italia, che ha collaborato proficuamente con Londra per quanto riguarda i caccia Tornado, Harrier e Typhoon, condividerà presto con la Gran Bretagna entrambe le due linee di volo, basate sui velivoli F-2000 e F-35. Ciò si traduce in un concreto vantaggio per quanto riguarda le tempistiche di sostituzione e le possibilità di integrazione dei sistemi. Un chiaro ostacolo alla collaborazione potrebbe essere rappresentato dall’uscita di Londra dall’Unione Europea, che rischia di complicare le relazioni industriali, soprattutto per quanto riguarda le procedure di export, e costituire un’incognita circa l’andamento della spesa militare del Regno Unito.

LO SCENARIO E L’AUSPICIO

Da un lato, Francia e Germania, condividono non soltanto una precisa agenda politica per l’Europa, ma anche l’esigenza di unire le proprie competenze industriali al fine di colmare il gap della 5° generazione di caccia. Dall’altro, Italia e Regno Unito, nonostante gli ostacoli rappresentati dalla Brexit, sono agevolati dalla comune esperienza con l’F-35, e uniti da una corroborata cooperazione industriale nel campo della Difesa, come testimonia l’evoluzione dell’azienda Leonardo. Pertanto, alla luce di requisiti operativi e industriali convergenti, risulta nell’interesse nazionale dell’Italia aderire con urgenza al programma Tempest.

 

estratto di un report che si può leggere in maniera integrale qui

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