Innovazione

Reti 5G basilari per il settore militare. Parola di Lockheed Martin

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Per James Taiclet, nuovo ceo di Lockheed, le reti 5G saranno fondamentali per l’autonomia dei veicoli militari

 

Il 5G sarà decisivo per gli assetti militari del futuro. James Taiclet, il nuovo amministratore delegato di Lockheed Martin, il colosso della difesa statunitense, punterà sulle reti 5G per rafforzare le capacità autonome dei militari. Lo ha dichiarato a Reuters in un’intervista a margine della comunicazione degli utili della società.

L’APPLICAZIONE MILITARE DEL 5G SECONDO TAICLET (LM)

Nominato ceo di Lockheed Martin a giugno, Taiclet ha preso il posto di Marillyn Hewson.

Il nuovo numero uno del principale appaltatore del Pentagono ha dichiarato che, “in un certo senso l’applicazione militare del 5G è più semplice dell’applicazione commerciale”. Taiclet ha un passato infatti nelle tlc: è stato a capo dell’American Tower Corp, un fondo di investimento immobiliare che affitta le antenne alle società di comunicazione.

“Stiamo cercando di migliorare i programmi e le piattaforme e renderli distintamente migliori, uscendo molto più rapidamente dal lato della rete”, ha dichiarato Taiclet. Il ceo di Lockheed Martin immagina dunque un futuro in cui i veicoli militari da metà a tre quarti saranno autonomi e poggeranno su una solida rete 5G.

Durante la call con gli investitori, Taiclet ha dato anche un nome al piano di networking: “Ho un’idea chiamata 5G.mil che cercheremo di sviluppare”.

LA GUERRA USA-CINA SUL 5G

L’importanza del 5G anche per gli assetti militari, non fa che inasprire la competizione in atto sulla rete di quinta generazione tra Stati Uniti e Cina.

Il governo degli Stati Uniti ha esortato i suoi alleati ad escludere il colosso cinese Huawei dalle infrastrutture wireless ad alta velocità, accusando la società di fungere da spia Pechino. Sebbene Huawei abbia sempre negato le accuse, l’amministrazione Trump non molla. La guerra a Huawei fa parte della campagna americana contro gli sforzi cinesi per controllare settori chiave della tecnologia, come il mercato delle telecomunicazioni 5G su cui Huawei domina.

IL BANDO HUAWEI

Un anno fa la società è stata aggiunta alla “lista delle entità” del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti a causa di problemi di sicurezza nazionale, tra le accuse di Washington di aver violato le sanzioni statunitensi sull’Iran.

NELLA BLACK LIST DEL PENTAGONO

A fine giugno il Pentagono ha rilasciato una lista di 20 aziende che sarebbero di proprietà o sotto il controllo delle forze armate cinesi tra cui Huawei.

FAVORIRE I COMPETITOR

Secondo il Wahington Post, gli Stati Uniti sperano nel breve termine di rafforzare i fornitori di telecomunicazioni europei alternativi Nokia ed Ericsson. Nel medio termine, sperano invece che aziende asiatiche come la coreana Samsung o le giapponesi Fujitsu e NEC, entrino nel mercato del 5G.

IL CASO LIGAGO

Nel frattempo, anche a casa propria gli Stati Uniti hanno problemi con il 5G. La recente controversia riguardante la licenza per realizzare il 5G a Ligado contrappone il Dipartimento delle Difesa da un lato, e la Federal Communications Commission dall’altro.

A fine aprile la FCC ha approvato all’unanimità il progetto di Ligado di utilizzare lo spettro della banda L a 1,6 GHz per realizzare negli States una rete 5G terrestre a bassa potenza. Ma il DoD afferma che Ligado interferirà con il GPS, utilizzato anche per delicate operazioni militari.

Come osservato dal Comitato per gli stanziamenti della Camera nella sua relazione sul bilancio della FCC: “Gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto ad altri paesi nell’assegnazione dello spettro [5G]”. Le società di proprietà cinese Huawei e ZTE hanno già acquistato importanti infrastrutture wireless per le sue reti 5G in tutto il mondo e hanno iniziato a distribuire servizi IoT nelle stesse bande o simili autorizzate da FCC per Ligado. Se ciò accade, è la Cina che stabilisce i termini per il 5G, influendo negativamente sulla sicurezza della nazione, data la propensione della Cina per l’aggregazione internazionale dei dati”.

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