La Cina sta per lanciare uno degli interventi infrastrutturali più ambiziosi degli ultimi anni nel campo tecnologico.
Come osserva Bloomberg, che approfondisce la notizia, nei prossimi cinque anni Pechino prevede di destinare circa 2 mila miliardi di yuan, equivalenti a 295 miliardi di dollari, alla realizzazione e al potenziamento di data center su tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo è imprimere una forte accelerazione allo sviluppo dell’IA domestica, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e cercando di conquistare un vantaggio competitivo in una tecnologia cruciale.
Il piano, ancora in fase di elaborazione, rappresenta il tentativo più deciso compiuto finora dal governo cinese per costruire un ecosistema IA autonomo e all’avanguardia.
Un investimento per la sovranità tecnologica
Il progetto si pone al centro dell’ambizione di Pechino di superare Washington nel settore dell’IA.
L’iniziativa richiama le grandi campagne nazionali del passato che hanno permesso a imprese come Huawei di emergere e di sostituire progressivamente i fornitori tecnologici americani.
In sostanza, si tratta di gettare basi solide e durature per lo sviluppo futuro dell’IA cinese, puntando su infrastrutture proprie che garantiscano maggiore autonomia e capacità innovativa.
Il programma “Six Networks”
L’iniziativa costituisce uno dei pilastri fondamentali del programma “Six Networks”, presentato all’inizio dell’anno, che mira allo sviluppo coordinato di infrastrutture strategiche: dall’approvvigionamento idrico ed elettrico fino alle reti di calcolo.
Fonti vicine al dossier riferiscono che il piano è ancora in fase di discussione preliminare e che alcuni dettagli potrebbero essere rivisti, ma la determinazione di Pechino appare salda.
Questo sforzo prosegue anche in un momento in cui la spesa pubblica in altri settori sta rallentando sotto il peso crescente del debito governativo.
Modalità di finanziamento
Per sostenere un investimento di questa portata, il governo ricorrerà principalmente al debito sovrano, attraverso l’emissione di obbligazioni ultra-lunghe e l’utilizzo di fondi statali destinati allo sviluppo delle industrie strategiche.
A completare il quadro arriveranno anche prestiti dalle banche e capitali provenienti dal settore privato. Questa struttura di finanziamento ibrida dovrebbe consentire di mobilitare risorse ingenti senza gravare eccessivamente sui bilanci ordinari dello Stato.
La rete di calcolo unificata
Uno degli elementi più innovativi del progetto è la creazione di una rete di calcolo unificata a livello nazionale.
Attualmente le risorse di computing sono frammentate tra le diverse province e città; l’idea è di metterle in rete per offrire a imprese e istituzioni un accesso più ampio, stabile e potente a capacità di calcolo ad alte prestazioni.
Secondo Charlie Dai, principal analyst di Forrester Research, questo sistema consentirebbe di accelerare notevolmente l’iterazione dei modelli di IA e di favorire lo sviluppo di applicazioni agentiche e di IA fisica in settori chiave.
Il concetto era già stato inserito nel più recente piano quinquennale, che identifica la costruzione di infrastrutture dati come una priorità strategica fino al 2030.
Costi e confronto con gli Stati Uniti
Pur essendo imponente, l’investimento da 2 mila miliardi di yuan resta inferiore ai 725 miliardi di dollari che solo quest’anno colossi americani come Meta Platforms e Microsoft stanno destinando all’IA.
Va però sottolineato che realizzare data center in Cina costa sensibilmente meno rispetto agli Stati Uniti, grazie a manodopera più economica, costi delle componenti ridotti e generosi incentivi offerti dai governi locali.
Inoltre la cifra ufficiale non include gli investimenti paralleli delle grandi aziende private come Alibaba e Tencent, che continueranno a espandere i propri centri dati.
L’obiettivo temporale è ambizioso: collegare tutti questi impianti in un’unica rete coesa entro il 2028.
Integrazione con la rete elettrica
Il progetto non si limita ai soli data center e alle infrastrutture di comunicazione ad alta velocità. È prevista anche una stretta integrazione con la rete elettrica nazionale, in modo da garantire l’alimentazione stabile e sostenibile dei futuri enormi consumi energetici.
Secondo le fonti, questo ampliamento potrebbe far salire l’investimento complessivo fino ad almeno 5 mila miliardi di yuan, trasformandolo in uno dei programmi infrastrutturali più costosi e complessi mai intrapresi dal Paese.
La questione dei chip
Gli Stati Uniti hanno recentemente concesso a Nvidia di vendere in Cina i chip H200, una generazione indietro rispetto ai più avanzati Blackwell.
Nonostante l’autorizzazione, le consegne non sono ancora iniziate, un segnale che Pechino sta acquisendo sempre maggiore fiducia nella qualità delle soluzioni hardware sviluppate in casa.
A maggio scorso, nove tipologie di chip IA cinesi – tra cui quelli di Huawei, Alibaba, Biren Technology e Moore Threads – hanno superato con successo un rigoroso esame di sicurezza nazionale, aprendo così la strada al loro impiego su larga scala anche in settori altamente sensibili.
Benefici per imprese, settori e province
Se il piano verrà realizzato nella sua piena portata, i principali beneficiari saranno le aziende cinesi. I titoli di importanti operatori di data center come GDS Holdings e Vnet Group sono già schizzati in borsa dopo le prime indiscrezioni sul progetto.
Imprese operanti in campi come finanza, manifattura, sanità e logistica potranno finalmente accedere a capacità di IA più convenienti e flessibili.
Anche le province interne del Paese, spesso rimaste indietro nello sviluppo digitale, avranno l’opportunità di attirare nuovi investimenti e talenti specializzati.
Come ha osservato Charlie Dai, “ogni attore dell’ecosistema ne trarrà beneficio”.




