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Mgcs, Leonardo entrerà nel carro armato europeo?

Fcas

Il capo del consorzio per la difesa franco-tedesco Knds ha dichiarato di aspettarsi che altre aziende europee del settore entreranno nel progetto del prossimo carro armato europeo Mgcs. Al programma partecipa anche il gruppo per la difesa tedesco Rheinmetall

 

L’italiana Leonardo prossima all’adesione al progetto franco-tedesco Main Ground Combat System (Mgcs)?

È quello che si aspetta l’amministratore delegato del consorzio per la difesa franco-tedesco Knds, Frank Haun.

Il programma per il carro armato europeo del futuro è frutto della cooperazione tra Knds — joint-venture tra la tedesca Krauss-Maffei Wegmann (Kmw) e la francese Nexter Systems — e la tedesca Rheinmetall, lanciata nel 2017.

Come riporta Agenzia Nova, intervistato dal settimanale Wirtschaftswoche, Haun ha dichiarato che “Italia, Norvegia, Polonia e Regno Unito vorrebbero partecipare il prima possibile” al progetto per il carro armato europeo. L’adesione di questi Paesi al programma Mgcs sarebbe possibile già dal 2023.

Torna quindi alla ribalta l’ipotesi dell’ingresso di Leonardo con Oto Melara nel progetto Mgcs.

Con l’annuncio dei piani di riarmo della Germania, che ha stanziato 100 miliardi per rafforzare l’esercito in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, potrebbe accelerare infatti il programma Mgcs. Allo stesso tempo, in Europa si fanno più concrete le possibilità di creare un polo industriale europeo della Difesa.

“Polo su cui sta ragionando da tempo il gruppo Leonardo e del quale potrebbe essere partner la divisione sistemi di difesa dell’azienda italiana, composta dalla spezzina Oto Melara e dalla livornese Wass (Whitehead Alenia Sistemi Subacquei), che potrebbero partecipare alla creazione di un grande gruppo europeo nei sistemi d’arma”, ipotizzava a inizio marzo il Sole 24 Ore.

Tutti i dettagli sull’intervista del numero uno di Knds.

IL PROGRAMMA FRANCO-TEDESCO MGCS

A guida tedesca, Mgcs è una delle due collaborazioni tra Francia e Germania sulla difesa, che mira a sostituire entro il 2035 i Leclerc francesi e i Leopard 2 tedeschi.  l secondo programma è il Future Combat Air System (Fcas), guidato dalla Francia, a cui ha aderito anche la Spagna.

Sia l’Italia sia la Polonia hanno ripetutamente chiesto di aderire al programma Mgcs, ma Parigi e Berlino hanno voluto mantenere il progetto esclusivamente bilaterale fino allo sviluppo di un prototipo.

Attualmente, il programma ha completato le prime due fasi e Francia e Germania hanno fin qui stanziato identici budget per coprire gli studi iniziali.

VANTAGGIO DALL’INGRESSO DI ITALIA, NORVEGIA, POLONIA E REGNO UNITO

“Una volta completati gli studi sull’architettura del sistema, potremmo aggiungere più partner”, ha osservato l’Ad di Knds.

Per Haun, il progetto otterrebbe un notevole vantaggio se vi si unissero Italia, Norvegia, Polonia e Regno Unito.

LA TECNOLOGIA OFFERTA DA LEONARDO

Secondo l’Ad, infatti, “oltre a un esercito da equipaggiare, tutti hanno anche la tecnologia da offrire, come Kongsberg dalla Norvegia o Leonardo dall’Italia”.

I BENEFICI DI UN’ADESIONE ITALIANA

L’ingresso di Leonardo nel programma Mgcs è legato a doppio filo al futuro delle controllate Oto Melara e Wass, che il gruppo intende vendere.
Secondo il think tank americano Cepa, “a livello industriale, l’Italia può offrire capacità tecnologiche per rafforzare il prossimo carro armato europeo. Il possibile ingresso di Oto Melara e Wass nel progetto, fornendo sensori ed elettronica, potrebbe portare le competenze italiane direttamente nel progetto, dando voce anche all’Italia nella fase di sviluppo. Ne gioverebbe sia l’Italia che l’Europa in due modi”. In primo luogo, sottolineano gli analisti del centro studi americano, “l’ingresso dell’Italia nel progetto con il Cio (il consorzio tra Leonardo con Oto Melara e Iveco Defence Vehicles) beneficerebbe di decenni di esperienza nello sviluppo di veicoli terrestri. In secondo luogo, rafforza ulteriormente il carattere europeo del progetto aggiungendo l’Italia come un altro contributo politico e industriale”.
Inoltre, come tutti i progetti multinazionali, ripartirebbe i costi di sviluppo, stimati in 1,8 miliardi di dollari fino al 2028.

L’OFFERTA DI KNDS PER LE CONTROLLATE OTO MELARA E WASS DI LEONARDO

Senza dimenticare che proprio il colosso franco-tedesco Knds ha fatto un’offerta per le controllate di Leonardo, Oto Melara e Wass. (Qui l’approfondimento di Startmag su Oto Melara, Wass e non solo. Tutte le possibili sinergie tra Italia e Germania).

Per il Sole 24 Ore, “un’integrazione di Oto Melara e Wass con Knds andrebbe appunto nella direzione di creare quel grande gruppo europeo integrato cui si è fatto cenno, leader nei sistemi d’arma e con una forte presenza industriale, tecnologica e societaria nei tre maggiori mercati (italiano, francese e tedesco). Un polo che avrebbe, tra l’altro, la capacità di soddisfare i requisiti per la realizzazione dei nuovi mezzi terrestri dell’esercito italiano e, al contempo, di guidare il programma del nuovo carro armato europeo”.

LA PROPOSTA DI RHEINMETALL

Ma anche Rheinmetall punta Oto Melara e Wass.

“Possiamo collaborare con Oto Melara e, nei siluri, con Wass. Possiamo investire per avere tutta la compagnia o anche per una quota di minoranza” ha detto al Sole 24 Ore l’ad di Rheinmetall, Armin Papperger. Secondo il quotidiano, la proposta di Rheinmetall è di acquisire da Leonardo il 49% di Oto Melara e Wass, con opzione per un ulteriore 2%.

L’AUSPICIO DI KNDS PER L’MGCS A LIVELLO INDUSTRIALE…

Infine, tornando all’intervista a Wirtschaftswoche, Haun ha poi chiesto che il progetto per l’Mgcs venga gestito esclusivamente da Knds. “La responsabilità del sistema” deve, infatti, spettare a “un’unica azienda” e la politica deve decidere chi otterrà questo ruolo, riporta Agenzia Nova.

La scelta dovrebbe basarsi su comprovate capacità di guida di sistema e, come sottolineato da Haun, “si deve porre fine alla rappresentanza proporzionale” delle parti nel Mgcs.

… E A LIVELLO POLITICO

Affinché lo sviluppo del carro armato europeo possa compiere rapidi progressi, l’Ad di Knds si aspetta più coinvolgimento da parte del cancelliere tedesco, Olaf Scholz, e del presidente francese, Emmanuel Macron. Al riguardo, Haun ha ricordato come Scholz abbia dichiarato che i programmi franco-tedeschi per gli armamenti hanno la priorità.

Secondo l’Ad, — scrive Agenzia Nova — ciò significa che il capo del governo federale ha assunto la questione Mgcs sotto la sua diretta supervisione. Per Haun, affinché l’Mgcs esca dalle “minuzie tra ministeri, uffici, politici che si occupano di industria da dilettanti e lobbisti”, ha bisogno di una “guida chiara come negli anni ’60, quando il cancelliere Konrad Adenauer e il presidente francese Charles de Gaulle discutevano regolarmente sui progetti” congiunti in materia di difesa.

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