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Oto Melara, Wass e non solo. Tutte le possibili sinergie tra Italia e Germania

Italia Germania

Non solo Oto Melara e Wass. Per l’ambasciatore italiano a Berlino, Varricchio, c’è una “stagione nuova” per collaborazione nell’industria della difesa tra Germania e Italia.

 

Italia e Germania sono entrate in “una stagione nuova” nella collaborazione per l’industria della difesa, con una “dimensione molto più integrata”.

È quanto affermato dall’ambasciatore d’Italia a Berlino, Armando Varricchio, durante un incontro con la stampa italiana presso la propria missione, tenuto ieri in occasione della visita del sottosegretario agli Affari europei, Enzo Amendola, nella capitale tedesca. Lo riferisce l’Agenzia Nova.

Tra i dossier sul tavolo spicca la cessione di Oto Melara e Wass da parte di Leonardo.

Dopo aver perfezionato l’acquisizione del 25,1% di Hensoldt, società  tedesca di elettronica della difesa, il gruppo guidato da Alessandro Profumo sta cercando di vendere le due controllate armamenti terrestri e navali. E tra gli offerenti ci sono il consorzio franco-tedesco Knds da una parte e il colosso nazionale della cantieristica Fincantieri dall’altra. Sullo sfondo, anche l’interesse di un altro player tedesco: Rheinmetall Italia.

LA PROPOSTA DEL CONSORZIO DI KNDS

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, l’offerta di Knds (650 milioni) supera quella di Fincantieri (450 milioni, aumentabile a 550 milioni). Per l’offerta di Fincantieri, gruppo controllato da Cdp Equity con il 71,32%, si parla infatti della necessità di un aumento di capitale sostenuto dal suo principale azionista Cdp.

Ma in audizione alle Commissioni riunite Difesa e Attività produttive della Camera a fine dicembre, Profumo ha sottolineato che il gruppo prenderà una decisione considerando diversi aspetti: non solo il prezzo offerto, anche la possibilità di cooperazione internazionale.

“Knds è potenzialmente un partner interessante perché ha il 75% del programma Main battle tank e non compete con Leonardo sull’elettronica”, ha detto Profumo, aggiungendo che l’Italia trarrebbe vantaggio dall’essere parte del progetto del carro armato europeo del futuro Main Ground  Combat System (Mgcs).

A PROPOSITO DELLA CESSIONE OTO MELARA-WASS

In merito alla questione Oto Melara-Wass, alla cui acquisizione è interessato il consorzio per la difesa franco-tedesco Knds, l’ambasciatore Varricchio ha osservato: “Questo è uno dei filoni, così come la cantieristica”.

L’OPERAZIONE CON I CANTIERI TEDESCHI DI TKMS

Le manovre industriali italo-tedesche non si esauriscono nel segmento terrestre ma coinvolgono anche quello della cantieristica navale.

In Germania Fincantieri sta comprando insieme alla tedesca Rheinmetall Tkms, divisione della difesa di Thyssenkrupp che costruisce sottomarini e navi di superfici.

E proprio l’offerta di Fincantieri per Oto Melara e Wass include infatti in maniera informale Rheinmetall. In caso di aggiudicazione dell’ex Oto Melara, il gruppo cantieristico guidato da Giuseppe Bono avrà bisogno di un partner terrestre e quello non può che essere Rheinmetall visto l’operazione congiunta su Tkms.

L’INTERESSE DI RHEINMETALL ITALIA

Alla controllata terrestre di Leonardo guarda anche la tedesca Rheinmetall, come ha spiegato in audizione nelle commissioni Difesa e Attività produttive della Camera l’ad di Rheinmetall Italia, Alessandro Ercolani.

“Siamo sicuramente disponibili a valutare un discorso di cooperazione, come avevamo fatto già a gennaio scorso, anticipammo l’interesse di sviluppare una crescita di Oto Melara in campo terrestre”. Il gruppo tedesco ha manifestato in via informale al governo il proprio interesse su Oto Melara per una collaborazione industriale.

La strategia di Rheinmetall Italia riguarda infatti la creazione di un nuovo Cio, consorzio armamenti terrestri che comprenda al 33% Rheinmetall, con l’obiettivo di partecipare ai programmi dei nuovi carri armati (il nuovo carro leggero per l’Esercito Aifv e Mgcs).

“LA GERMANIA GUARDA CON GRANDISSIMO INTERESSE ALL’ITALIA”

Se negli ultimi mesi è sembrato incrinarsi l’asse franco-tedesco della difesa forse s’insinuerà l’Italia? “Dal momento in cui si parla di autonomia strategica dell’Europa, non vi è un’autonomia strategica senza un’industria della difesa forte e la Germania guarda con grandissimo interesse all’Italia, che altrettanto vuole apprezzare la sua presenza in Germania” ha concluso il diplomatico.

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