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Atos Governo

La francese Atos nella bufera si aggrapperà a Mustier (ex Unicredit)

Il gruppo informatico, fortemente indebitato, nomina l'ex capo di Unicredit, Mustier, per sostituire il presidente Bertrand Meunier. Nel frattempo Atos rinvia il contestato progetto di vendita a Kretinsky, osteggiato sia da alcuni azionisti sia dai politici francesi

Bufera per Atos, società francese che vende soluzioni tecnologiche, sicurezza informatica e analisi alle aziende.

Il presidente della società Bertrand Meunier, si è dimesso e la conclusione del contestato progetto di vendita al miliardario ceco Daniel Kretinsky è rinviata “all’inizio del secondo trimestre del 2024”, ha annunciato oggi il gruppo informatico.

Bertrand Meunier sarà sostituito da Jean-Pierre Mustier, ex numero uno dell’istituto bancario Unicredit. Negli ultimi mesi, la società è stata oggetto di forti critiche da parte di piccoli azionisti e diversi politici francesi, a causa della proposta di dividere Atos in due rami, per venderne uno (quello delle attività di outsourcing ovvero manutenzione dei parchi informatici) a Kretinsky.

I titoli, che erano partiti con un balzo di oltre il 20%, ora cedono il 3,73%. Le azioni della società francese di servizi IT hanno aperto a 5,7 euro per poi toccare un massimo di 5,97. Dopo poco più di un’ora dall’apertura delle contrattazioni il valore è sceso a 4,66 euro, segnando il minimo annuale, segnala Radiocor.

“L’uscita di Meunier mette in dubbio il piano di ristrutturazione e vendita di asset da lui sostenuto presso il gruppo fortemente indebitato, che possiede asset ritenuti strategici dal governo francese”, commenta il Financial Times.

Tutti i dettagli.

SUBENTRA L’EX NUMERO UNO DI UNICREDIT

Quindi Mustier, ex ceo di UniCredit, sostituirà Bertrand Meunier, recentemente al centro delle critiche di diversi azionisti di minoranza dopo che Atos ha abbandonato il piano iniziale di dividere la società in due entità quotate in favore della vendita della sua divisione più grande a Kretinsky.

Secondo Reuters, Mustier, a cui viene riconosciuto il merito di aver ripristinato la solidità patrimoniale di UniCredit, avrà il compito di ravvivare la fiducia degli investitori dopo che una crisi di governance e una serie di battute d’arresto hanno colpito le azioni di Atos, ora scambiate a minimi storici.

CHE SUCCEDERÀ ALLA VENDITA A KRETINSKY

Lunedì Atos ha ribadito il piano di vendere la sua attività in perdita nota come Tech Foundations a Kretinsky secondo i termini annunciati in agosto.

“L’operazione progettata costituisce la strada più percorribile per la separazione di Tech Foundations (che riunisce le storiche attività di outsourcing) ed Eviden (cybersecurity, supercomputer e cloud, ndr) e per migliorare il profilo di rischio del gruppo), indica Atos.

Tuttavia, la società ha affermato che ora prevede di completare l’accordo nel secondo trimestre del 2024. Le scadenze precedenti avevano previsto che l’accordo si sarebbe concluso entro la fine di quest’anno. L’accordo consentirebbe a Kretinsky di acquisire una partecipazione del 7,5% nelle rimanenti attività di Atos, Eviden.

TURBOLENZE FINANZIARIE PER ATOS

Come ricorda il Ft, Atos ha lottato per risanare la propria attività sotto il mandato di Meunier, e il suo piano di dividere il gruppo è stato irto di difficoltà e ritardi. All’inizio di questo mese ha nominato un nuovo amministratore delegato, il terzo in due anni.

Le azioni di Atos sono scese di oltre il 90% negli ultimi cinque anni. E ora il cambio al vertice arriva quando Atos è in trattative per vendere Tech Foundations a Kretinsky.

“Se l’operazione con Epei (il gruppo di Kretinsky) non avrà luogo, il gruppo dovrà accedere ai mercati dei capitali (debito e azioni) e/o prendere in considerazione la vendita di attività aggiuntive” per “affrontare le scadenze del debito nel 2025”, fa sapere la società francese. Atos deve rifinanziare infatti un prestito a termine di 1,5 miliardi di euro con scadenza a gennaio 2025 e obbligazioni da 750 milioni di euro con scadenza a maggio 2025. Alla fine, il management di Atos vuole tutto ciò che arriva per portare avanti questo piano di separazione.

CONVINCERE GLI AZIONISTI

L’operazione di vendita di Tech Foundations implicherebbe un aumento di capitale di 900 milioni di euro da parte di Atos, di cui 180 milioni di euro riservati al gruppo di Kretinsky. Ma non tutti gli azionisti sono d’accordo, anzi.

Due azionisti di minoranza, i fondi Alix Am e Ciam, hanno presentato denuncia alla Procura nazionale delle finanze, il primo per corruzione attiva e passiva, il secondo per ‘informazioni false o fuorvianti’. Altri, riuniti nell’Unione degli Azionisti Costruttivi Atos, stanno preparando un ‘piano strategico alternativo’ senza vendita.

Sempre oggi il management di Atos promette che gli azionisti riceveranno “tutte le informazioni necessarie” sull’operazione finale, sull’ambito restante (Eviden) e sul finanziamento, per l’approvazione dell’assemblea generale. Ciò vale in particolare per i termini definitivi dell’operazione e per gli aumenti di capitale volti a rafforzare la struttura patrimoniale di Eviden, che sono “intercondizionati con la prevista vendita di Tech Foundations”, sottolinea il quotidiano francese La Tribune.

Resta però il rischio che gli azionisti non approvino l’aumento di capitale data la sua natura diluitiva, il che potrebbe impedire la conclusione dell’operazione Kretinsky, aggiunge ancora il Financial Times.

PERCHÉ IL GOVERNO FRANCESE È IN ALLERTA

Infine, anche il governo francese ha seguito da vicino la situazione dell’azienda perché Atos possiede la tecnologia di calcolo quantistico utilizzata per svolgere lavori per il programma francese sulle armi nucleari.

Sempre la Tribune, ricorda che la protesta ha preso anche una piega politica: in agosto, 82 parlamentari della Lr hanno chiesto che Atos fosse mantenuta “sotto il controllo francese”, soprattutto perché la sua branca specializzata in supercomputer è essenziale per la simulazione dei test nucleari e per la deterrenza. “Anche se l’operazione venisse portata a termine, non avrebbe alcun impatto in termini di controllo o di blocco dei diritti sulle attività sensibili’, aveva risposto a fine settembre la prima ministra Elisabeth Borne.

Nel 2020 la francese Atos si è aggiudicata anche i lavori per Leonardo, il supercomputer europeo gestito dal consorzio multiuniversitario italiano Cineca, installato al Tecnopolo di Bologna, inaugurato lo scorso novembre. Non solo, la società aveva vinto altri due appalti nel settore del calcolo quantistico: Vega, il calcolatore in Slovenia per 17,2 milioni, e Meluxina, la macchina petascale del Lussemburgo (30 milioni). Inoltre il gruppo dell’aerospazio e difesa Leonardo (ex Finmeccanica) aveva scelto Atos come partner tecnologico per lo sviluppo del supercomputer del gruppo Davinci-1 installato a Genova, in una delle sei sedi italiane dei Leonardo Labs.

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