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F-35, cosa prevede il nuovo contratto del Pentagono per la Faco di Leonardo

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F 35 faco cameri

Il recente contratto da 9 milioni di dollari da parte del Dipartimento della Difesa Usa a Lockheed Martin riguarda miglioramenti per la Faco di Cameri, unico sito di assemblaggio e checkout finale per gli F-35 in Europa

Novità in arrivo per la Faco di Cameri. Venerdì scorso Lockheed Martin ha ricevuto un contratto di 9.049.721 di dollari da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti relativo al potenziamento della struttura Faco di Cameri. Si tratta dell’unico sito di assemblaggio e checkout finale per gli F-35 in Europa.

COSA PREVEDE L’ACCORDO

Questa modifica a un predente accordo prevede la fornitura di manodopera, pianificazione degli ordini di modifica ingegneristica, installazione ed attività di supporto del sito per gestire la struttura di modifica, riparazione, revisione e aggiornamento regionale di Cameri per gli F-35 italiani.

I lavori saranno eseguiti a Cameri, Italia (85%) e Fort Worth, in Texas (15%), e dovrebbero essere completati entro il mese di dicembre 2020.

LA FACO DI CAMERI

Il contratto menziona dunque la struttura di assemblaggio e checkout finale (Faco) di Cameri, in Italia. Si tratta dell’unico sito di assemblaggio e checkout finale per gli F-35 in Europa.

La struttura gestita da Leonardo a Cameri viene utilizzata per assemblare F-35 per Italia e Paesi Bassi.

Come ha sottolineato Aurelio Giansiracusa su AresDifesa, “lo stabilimento di Cameri è in grado di eseguire lavorazioni a livello industriale tecnologicamente avanzate, rappresentando il principale polo ingegneristico-manutentivo e logistico dell’Aeronautica Militare per velivoli di elevate prestazioni (fast jet)”.

COME PROCEDE IL PROGRAMMA F-35 IN ITALIA

Nel frattempo avanti tutta con il programma F-35 in Italia, il più costoso programma militare mai realizzato. Lo scorso giugno il colosso della difesa statunitense, Lockheed Martin, ha ricevuto dal Pentagono un ordine da 368 milioni di dollari per la consegna di 6 F-35 all’Italia.

Ignorata dunque la richiesta di 50 senatori di M5S di sospendere per un anno il programma F-35 per destinare un miliardo alla Sanità, a causa della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19. Tanto che a fine maggio il ministro della Difesa Lorenzo Guerini (Pd) aveva dichiarato il proseguimento del programma F-35.

Il programma, una volta completato, vedrà l’Italia dotarsi di 90 nuovi velivoli per un costo totale di circa 14 miliardi di euro.

Resta da capire come il governo italiano intende rinegoziare con gli Stati Uniti la parte che manca al completamento della flotta di F-35.

LA RECENTE COMMESSA

Come ha riportato per primo in Italia Giacomo Cavenna su AresDifesa, “i sei F-35 saranno suddivisi in cinque F-35A (Ctol) del lotto 14 ed un F-35B (Stovl, contesi tra Am e MM) sempre del lotto 14.

L’importo per la fornitura dei velivoli si attesta a 368 milioni di dollari (pari a circa 61 milioni di dollari a velivolo, considerare che la versione -B ha un costo superiore alla -A). Tale cifra molto probabilmente copre i costi di produzione del velivolo ma difficilmente include altre voci come motori, ricambi, etc.”.

Si prevede che la consegna si concluda entro giugno 2023.

I VELIVOLI PRESI IN CONSEGNA FINORA

Al momento l’Italia ha preso in consegna 15 aerei F-35 di cui 12 F-35A e tre F-35B.

L’IMPEGNO DELL’ITALIA NEL PROGRAMMA JSF

L’Italia è partner di livello 2 del programma F-35 Joint Strike Fighter con l’impegno di acquistare  90 F-35 (ridotti nel 2012 dagli iniziali 131).

“Messi in hangar 28 aerei – gli ultimi giungeranno a cavallo fra il 2022 e il 2023 – sul totale di 90” – scriveva Silvio Lora Lamia su AnalisiDifesa – c’è da decidere una buona volta che cosa faremo dopo, cioè come, quando e con quanti denari completeremo la commessa con i rimanenti 62 aerei”.

Sempre AnalisiDifesa ha ricordato come i 28 gli F-35 italiani rispecchino con quanto previsto dal Documento programmatico pluriennale (DPP 2019-2021) della Difesa.

IL TRAGUARDO DELLE 5MILA ORE DI VOLO

Quest’estate inoltre, precisamente il 12 agosto, il 32° Stormo di Amendola (FG), supportato da tutta la Forza Armata, ha raggiunto il traguardo di 5.000 ore di volo con il velivolo F-35A.

Gli F-35A del 32° Stormo, primo reparto in Europa ad acquisire i velivoli di quinta generazione, sono integrati nel sistema di Difesa Aerea Nazionale dal 2018.

LE CONSEGUENZE DELLA PANDEMIA

Ma la crisi Covid-19 ha scombussolato un po’ i piani del produttore Lockheed Martin. A causa dei rallentamenti legati alla pandemia, Lockheed Martin prevede di consegnare 122 F-35 nell’anno solare 2020. Ovvero 20 velivoli in meno del previsto.

Inversione di tendenza dunque rispetto al 2019 quando ha consegnato ai diversi clienti 134 F-35 contro i 131 previsti.

Per evitare l’aumento e quindi il rallentamento della produzione, il che aumenterebbe i costi, i 20 caccia in ritardo saranno consegnati nei prossimi due anni. Lo ha dichiarato il vicepresidente esecutivo di LM per l’aeronautica Michele A. Evans lo scorso 9 settembre.

E IL DEFICIT DEL BUDGET DEL PENTAGONO

Ma non è finita qui. Secondo un rapporto di Bloomberg di venerdì scorso, il caccia di quinta generazione prodotto da Lockheed Martin potrebbe essere troppo costoso da gestire e mantenere nei prossimi anni.

Secondo l’unità indipendente di analisi dei costi dell’esercito, il piano di bilancio quinquennale del Pentagono per l’F-35 è inferiore di ben 10 miliardi di dollari rispetto a quelli necessari.

Il progetto del Dipartimento della Difesa per i prossimi cinque anni fiscali prevede la richiesta di 78 miliardi di dollari per ricerca e sviluppo, approvvigionamento di jet, operazioni e manutenzione e costruzione militare dedicata all’F-35. Ma l’unità di analisi dei costi stima che serviranno in realtà 88 miliardi di dollari.

Al momento il costo totale del “ciclo di vita” dell’F-35 è stimato a 1.727 trilioni di dollari. Di questi, 1.266 miliardi di dollari sono destinati alle operazioni e al supporto dell’aereo di quinta generazione.

PROBLEMI DI COSTI?

Il rapporto ha aggiunto che l’aumento dei costi previsto non è dovuto ad alcun aumento significativo previsto del costo unitario dell’aeromobile. In effetti, l’ufficio di analisi dei costi prevede che il costo medio di acquisto di un F-35, compresi i suoi motori, scenderà dai 109 milioni di dollari previsti a 101,3 milioni di dollari. Al contrario, è emerso che i costi di supporto stimati — una volta costruiti i velivoli — sono aumentati di circa il 7% rispetto a una stima del 2012.

L’obiettivo del Dipartimento della Difesa di ridurre il costo medio orario di volo dell’F-35 a 25.000 dollari entro il 2025 dall’attuale stima di 35.000 dollari “è probabile che si riveli irrealizzabile”, ha concluso l’ufficio di analisi dei costi, a causa della “mancanza di azioni definite” per ridurre le spese.

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