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Eurodrone, Airbus sceglie il motore Avio e delude Safran

Avio Aero Eurodrone

Airbus sceglie Avio Aero per fornire la soluzione di motore ed elica per l’Eurodrone. Batosta per la francese Safran. Tutti i dettagli

 

L’italiana Avio Aero batte la francese Safran: il Catalyst sarà il motore dell’Eurodrone.

“A seguito di una gara competitiva e di un’ampia fase di analisi tecnica, Airbus ha selezionato l’italiana Avio Aero, con la sua soluzione composta da motore ed elica denominata Catalyst, per alimentare il sistema aereo a pilotaggio remoto Eurodrone”. Lo riferisce un comunicato stampa.

Al programma per il velivolo armato a pilotaggio remoto Male Rpas, partecipano Germania, Francia, Spagna e Italia con le rispettive industrie Airbus, Dassault e Leonardo.

“La gara europea per la motorizzazione dell’Eurodrone vale 500 milioni di euro”, ricordava l’anno scorso il Corriere della Sera. La scelta spettava al prime contractor Airbus. La decisione, attesa la scorsa primavera, arriva quindi con un anno di ritardo.

“Safran Helicopter Engines ha preso uno schiaffo” commenta il quotidiano francese La Tribune.

“Questa selezione è un passo avanti decisivo” commenta Airbus. “E garantirà che il programma Eurodrone possa procedere in linea con i tempi, i costi e le specifiche stabilite dai nostri clienti”.

Lo scorso 24 febbraio Airbus e l’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti (Occar) avevano firmato il contratto globale Eurodrone. Il contratto include lo sviluppo e la produzione di 20 sistemi e 5 anni di supporto iniziale in servizio.

Tutti i dettagli.

LA SCELTA TRA LA PROPOSTA DI AVIO AERO E QUELLA DI SAFRAN

Alla fine Airbus Defense ha scelto il motore dell’italiana Avio Aero (controllata dell’americana General Electric) per azionare l’Eurodrone.

La selezione per il motore per il drone europeo Male riguardava il Catalyst (proposto da Avio Aero) e l’Ardiden TP3 (Safran Helicopter Engines).

LE MOTIVAZIONI DELLA SCELTA DI AIRBUS

Come spiega Jean-Brice Dumont, Head of Military Aircraft di Airbus Defence and Space, identificato il Catalyst “come la migliore soluzione sulla base di prestazioni superiori, minori rischi di sviluppo, migliore economia in servizio e maggiore potenziale di crescita.

Secondo il manager di Airbus, “In linea con le esigenze dei clienti, il Catalyst offrirà una soluzione realmente europea, contribuendo così a rafforzare il ruolo complessivo di Eurodrone come facilitatore dell’autonomia strategica”.

IL MOTORE CATALYST

Il Catalyst è un motore collaudato in volo, interamente sviluppato e prodotto in Europa.

“Così come il programma Eurodrone, — riferisce la nota — questo motore è concepito come 100 per cento ITAR-free (International Traffic in Arms Regulation), garantendo così autonomia sulle possibilità di esportazione ed evitando la necessità di ulteriori requisiti prima dell’autorizzazione all’esportazione”.

In caso contrario, significherebbe che i quattro paesi partecipanti dovrebbero chiedere l’autorizzazione agli Stati Uniti prima di poterlo esportare.

“Gli aspetti chiave nella selezione dei fornitori di Eurodrone sono la competitività, le prestazioni, la capacità di rispettare l’impegnativo programma di consegna e la capacità di soddisfare la domanda in servizio” spiega la nota di Airbus.

LE POLEMICHE DELLA STAMPA FRANCESE

Già dall’anno scorso la stampa francese era partita all’attacco contro il motore di Avio.

“Se venisse scelto il motore Avio Aero, come auspicato dall’Italia, questo sarebbe soggetto alle normative extraterritoriali Usa” scriveva Les Echos.

Secondo la stampa francese il motore proposto da Avio sviluppato per il Cessna Denali di Textron Aviation, potrebbe essere soggetto a normative extraterritoriali ITAR.

Accuse che Avio Aero ha rispedito al mittente.

“Sono accuse strumentali, vere menzogne per screditarci. Sia Airbus che Occar, conoscono bene le nostre credenziali e non hanno mosso rilievi. Anche le istituzioni italiane sono con noi. Il Catalyst è interamente europeo, prodotto in gran parte in Italia dove pre-Covid generavamo un fatturato di circa 2 miliardi di euro, con oltre 4mila dipendenti” aveva ribadito l’ad di Avio Aero Riccardo Procacci l’anno scorso a MF.

“Da quando l’Ue ha iniziato a finanziare i programmi militari, i francesi cercano di tenerci fuori, chiedendo che le aziende controllate da capitale straniero vengano escluse dai fondi. Una tesi irragionevole, già respinta nelle sedi opportune, che temiamo si stia rinvigorendo in questi giorni”.

LE RICADUTE SULLA FILIERA NAZIONALE

“La scelta del propulsore da parte di Airbus si tradurrebbe in “una vittoria di Avio Aero ma anche una vittoria dell’Italia in questa competizione”. “Con sensibili ricadute industriali del programma a sostegno della filiera nazionale”, aveva evidenziato Procacci in audizione alla Camera l’anno scorso.

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