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Tempest, Eurodrone e non solo: tutti gli strattoni di Avio Aero

Avio Aero

Dal Tempest all’Eurodrone: ecco che cosa hanno detto i vertici di Avio Aero in commissione Difesa alla Camera

 

Dal Tempest all’Eurodrone è fondamentale il supporto del governo nei programmi di difesa europei.

È il messaggio dell’amministratore delegato di Avio Aero, Riccardo Procacci, ieri nel corso di un’audizione nella commissione Difesa della Camera sulla pianificazione dei sistemi di difesa.

Procacci ha sottolineato l’importanza del “supporto governativo nelle gare nazionali e internazionali e nei programmi di collaborazione cui partecipa l’Italia”. “Un modello Paese — ha sottolineato Procacci — ben utilizzato dai nostri competitor”.

Il propulsore italiano, ha detto, “ha raggiunto la fase finale della competizione e la soluzione italiana, oltre a offrire una serie di vantaggi competitivi significativi, è frutto di investimenti fatti nel corso degli anni da Avio Areo in stretta sintonia e con il supporto delle politiche adottate dalla Cabina di regia aerospaziale e dal ministero dello Sviluppo economico”.

Tutti i dettagli.

ESSENZIALE INVESTIMENTO SUL TEMPEST

“L’investimento sul Tempest è esistenziale per l’intero settore, non solo militare ma anche civile”, ha evidenziato Procacci.

Il programma di caccia di nuova generazione guidato dal Regno Unito al momento è alla fase iniziale. Al programma Tempest hanno aderito anche il nostro paese e la Svezia nel 2019. Il sistema di difesa aereo del futuro dovrebbe entrare in servizio dal 2035. (Qui l’approfondimento di Start sulle aziende italiane coinvolte nel programma).

Investire sul programma di “significa dotare il sistema industriale italiano ed europeo di tecnologie a oggi non disponibili” per l’ad di Avio (gruppo GE).

Questo, quindi, “significherà da una parte essere poi in grado di sostenere un sistema d’arma innovativo e di competere sui mercati internazionali”, dall’altra di “creare una base di conoscenza e di proprietà intellettuale che sarà distintiva per tutto il settore aeronautico italiano ed europeo per i prossimi anni”, ha spiegato Procacci.

RIGUARDO IL PROGRAMMA EURODRONE

Stessa cosa vale per l’altro programma di cooperazione europea Eurodrone. Il Male Rpas (Medium Altitude Long Endurance, Remotely Piloted Aircraft System) europeo è un programma di cooperazione lanciato cinque anni fa da Airbus D&S, Leonardo Divisione Velivoli e Dassault Aviation.

Si tratta di un’iniziativa comune industriale-governativa per rispondere ai futuri requisiti europei ed è supportato dai governi di Francia, Germania, Spagna e Italia.

Il 20 novembre l’Occar ha annunciato che era stata raggiunta l’approvazione degli Stati partecipanti al programma. Il prossimo passo è la firma del contratto Stage 2 che prevede l’accordo sullo sviluppo, la produzione e il supporto iniziale in servizio — previsto per una durata fino a cinque anni per 20 sistemi Eurodrone.

In questo contesto, se Airbus Defence ha risolto la maggior parte delle pratiche industriali, deve ancora portare a termine le trattative con General Electric (Ge) e Safran, i due gruppi in competizione per il motore dell’Eurodrone.

La selezione per il motore per il drone europeo Male riguarderà il Catalyst (proposto da Avio, sussidiaria di Ge) e l’Ardiden TP3 (Safran Helicopter Engines).

SUPPORTARE LA SCELTA DEL CATALYST DI AVIO AERO

“Un’azione corale e condivisa per supportare la scelta del Catalyst nel programma Euromale risulterebbe coerente dal punto di vista dell’azione di sistema Paese”, ha sottolineato l’ad di Avio Aero.

LE RICADUTE SULLA FILIERA NAZIONALE

La scelta del propulsore da parte di Airbus si tradurrebbe in “una vittoria di Avio Aero ma anche una vittoria dell’Italia in questa competizione”. “Con sensibili ricadute industriali del programma a sostegno della filiera nazionale”, ha evidenziato Procacci.

 

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