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Poste Italiane, ecco le idee a 5 stelle di Del Fante (non solo sul reddito di cittadinanza)

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Tutte le sintonie fra Poste Italiane, governo Conte e vertici del Movimento 5 Stelle. Reddito di cittadinanza e non solo. 

Saranno tre i compiti di Poste Italiane sul reddito di cittadinanza: nella ricezione della domanda del potenziale beneficiario, nella consegna della carta e nella gestione operativa. Li ha illustrati oggi Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, al vicedirettore del Fatto Quotidiano, Stefano Feltri. Nel giorno in cui il Movimento 5 Stelle con uno show a Roma ha illustrato la misura tanto voluta dai Pentastellati in cui sono stati protagonisti in particolare Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Davide Casaleggio e Lino Banfi.

Nell’intervista al quotidiano diretto da Marco Travaglio, Del Fante ha parlato anche di altro, facendo emergere sintonie a 5 stelle fra gruppo statale, governo Conte e vertici del Movimento 5 Stelle.

Ma sulla base di quale contratto Poste agirà per il governo sul reddito di cittadinanza? “Tutto nasce sulla base di una convenzione preesistente, facciamo già da sportello della pubblica amministrazione per certificati catastali, anagrafe, permessi di soggiorno e molto altro”, ha risposto Del Fante, che è a capo della società controllata da Cdp (35%) e Tesoro (29,26%).

CHE COSA HA DETTO DEL FANTE DI POSTE ITALIANE SUL REDDITO DI CITTADINANZA

“Secondo il decreto legge, l’Inps ha cinque giorni per verificare i requisiti, quando l’Inps ci risponde noi convochiamo l’utente e gli consegniamo carta e pin insieme. Non si può spedire a casa perché la normativa antiriciclaggio impone di verificare il documento di identità prima di consegnare una carta di pagamento. Dopo la consegna, la carta è già funzionante con l’importo definito”, ha spiegato l’amministratore delegato di Poste Italiane (che ha chiuso il 2007 fra luci e ombre, secondo una relazione della Corte dei Conti).

LE CARTE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

“Le carte sono già in stampa – ha detto Del Fante – e sono già pronte potenzialmente per tutti gli aventi diritto. Saranno disponibili nei singoli uffici postali. Noi mandiamo la comunicazione al beneficiario di venire a ritirare la carta, il tempo della procedura sarà variabile, a seconda di quanto sono concentrate le domande sul territorio, ma comunque all’incirca 10 giorni”.

LE CARATTERISTICHE DELLA CARTA

Del Fante ha spiegato anche che sarà una card gialla, con il logo di Poste: “E’ uno strumento che non stigmatizza chi la usa, il destinatario del reddito non deve sentirsi imbarazzato a usarla, per legge ci devono essere differenze da una normale PostePay, ma non saranno molto riconoscibili”. “Ogni utente – ha aggiunto – potrà consultare l’estratto conto, se il ministero lo chiederà daremo un report sul tipo di acquisti fatti”.

Nella stessa intervista al Fatto, Del Fante ha sottolineato un’altra mossa di Poste ben vista dall’esecutivo M5S-Lega: non chiudere gli uffici postali in circa 5.800 piccoli comuni. Annunci così ricambiati dal governo: l’esecutivo ha promesso niente più tagli a Poste, ha chiosato nei giorni scorsi il Sole 24 Ore.

IL PIANO DI POSTE CON CDP E NON SOLO

Ecco che cosa ha annunciato nelle scorse settimane il capo azienda di Poste, come ha sintetizzato nei giorni scorsi Start: sfruttare la rete degli oltre 12.800 uffici sul territorio per saldare un patto di ferro con i 5.539 Comuni con meno di 5mila abitanti dove vive un quarto degli italiani; garantire vecchi e nuovi servizi, come quello di tesoreria (insieme a Cdp) molto utile per tanti sindaci lì dove le banche chiudono gli sportelli. Infine, Poste punta sulla nuova domanda di pacchi (oggi a quota 60 milioni), che con l’effetto e-commerce nel giro di 5 anni potrebbero anche triplicare. E ora per gli uffici postali dei piccoli comuni arriva anche la gestione del reddito di cittadinanza.

I RAPPORTI DI POSTE ITALIANE CON CASALEGGIO

Proprio la strategia che è valsa al gruppo capitanato da Del Fante parole di apprezzamento da parte di Davide Casaleggio che, secondo la Stampa di giorni fa, ha indicato nel gruppo postale un esempio lodevole di adattamento: “Le Poste italiane – ha detto di recente il numero uno di Rousseau perno tecnologico e non solo tecnologico del Movimento 5 Stelle – hanno perso oltre la metà delle spedizioni di lettere, oggi calano ancora del 4% all’anno. Qualunque azienda con numeri del genere avrebbe qualche preoccupazione. E infatti nel nuovo piano industriale le Poste si sono focalizzate sui pacchi, che cresceranno del 6% all’anno, grazie soprattutto all’e-commerce, il che ha suggerito di allungare l’orario delle consegne e lavorare anche nei weekend”.

LE SINTONIE A 5 STELLE TRA POSTE ITALIANE E CASALEGGIO ASSOCIATI

Nessun mistero, infatti, sulle sintonie Poste-Casaleggio. Ha scritto su Huffington Post Italia Claudio Giua, digital strategy advisor del gruppo Gedi (Repubblica, l’Espresso e Stampa) parlando dei numeri della società di consulenza Casaleggio Associati: “Per fortuna negli ultimi dodici mesi a sistemare un po’ i conti sono arrivati i Rapporti della Casaleggio Associati, smilzi volumetti su temi di attualità sponsorizzati da enti e aziende. Ne sono stati pubblicati due prima di quello presentato di recente a Milano: “Artificial Intelligence and Business Evolution” esattamente un anno fa e “Ecommerce in Italia 2018″ nel maggio scorso. In tutti i casi, tra i finanziatori ci sono sempre Poste Italiane, guidate dal fiorentino e supposto renziano Matteo Del Fante, l’unico manager pubblico di primo livello rimasto al suo posto dopo la formazione del governo di Di Maio e Salvini”.

NUMERI E STUDI TRA POSTE E CASALEGGIO

Secondo Repubblica i soldi raccolti dall’azienda del co-leader del M5s con le ultime consulenze valgono da soli già il 10% del giro d’affari del 2017. «Il numero di ricerche elaborate è già raddoppiato nel 2018. Quantità (e qualità) degli sponsor dei report è in crescita verticale. Come la loro visibilità, ultima prova il volantino patinato allegato allo studio sulla blockchain, griffato – grazie a un assegno da 30mila euro – da Poste Italiane e Consulcesi». Non solo il numero, ma anche l’importanza degli sponsor dell’azienda del presidente dell’associazione Rousseau crescono di dimensioni nel 2018, “casualmente l’anno in cui il M5s ha conquistato il potere”, ha scritto Il Giornale: “Amazon, Coop, Ikea, Decathlon, Italo, Sky, Mediaset, Tim, Intesa, Ibm e Unicredit alcuni dei nomi che quest’anno figurano nel portafoglio della Casaleggio Associati Srl”.

CHE COSA HA DETTO DEL FANTE DI CASALEGGIO

Rapporti stretti Del Fante-Casaleggio dunque? Il numero uno di Poste, al Fatto, nota: “L’inizio del rapporto di Poste con la Casaleggio risale al 2016, prima del mio arrivo a Poste, abbiamo finanziato due ricerche. In particolare quella sull’e-commerce ci ha permesso di accedere a dati che noi non avevamo. Finanziamo molte ricerche prodotte da centri di ricerca esterni”.

IL SUBBUGLIO TRA POSTE, SIA E NEXI

Non sono mancati attriti, comunque, fra Poste e governo. Non, al momento, sul dossier assicurativo, ossia sulle mire di Poste su Rc auto e dintorni con partnership in fieri che stanno mandando in fibrillazione alcune compagnie, bensì su Sia. Poste, infatti, puntava alla società controllata dalle banche e partecipata dal gruppo Cdp per espandersi nel sistema dei pagamenti elettronici. Ma gli istituti di credito italiani soci di Sia hanno detto no trovando l’avallo anche della maggioranza di governo, come ricostruito da Start Magazine. E ora i soci bancari di Sia stanno pure sbuffando sullo scenario – auspicato dai vertici del Movimento 5 Stelle – che prevede la nascita di una sorta di campione nazionale nei sistemi di pagamento (campione nazionale imperniato sulla Cdp, che è già indirettamente azionista di Sia), frutto della fusione fra Sia e Nexi (ora alle prese con diversi dossier, come quotazione, vendita di Oasi e futuro della controllata Bassilichi).

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