Innovazione

Tutti i lati oscuri della (magnifica) Blockchain. Report Casaleggio Associati

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Blockchain

Pubblichiamo un estratto del rapporto “Blockchain for Business – Come la blockchain rivoluzionerà il modo di operare delle imprese” realizzato dalla Casaleggio Associati e presentato oggi a Milano

Come accade per ogni nuova tecnologia, esistono dei lati oscuri, ovvero alcuni temi che dovranno essere affrontati e risolti in quanto, anche se non impattano direttamente il business, potrebbero influenzarne lo sviluppo.

La rete Bitcoin è oltre 10 mila volte più potente dei 500 supercomputer del mondo messi assieme. La tecnologia blockchain prevede che le transazioni debbano essere accettate dalla rete e organizzate in blocchi. Per farlo viene utilizzato il sistema Proof of Work (PoW) che consiste nel dover lavorare per almeno 10 minuti su blockchain, nel tentativo di risolvere in modo semplice problemi matematici casuali e complessi (se i computer ci mettono meno a risolverli il sistema li rende più complessi) e nell’essere poi ricompensati con la creazione di nuova criptovaluta.

La blockchain Bitcoin oggi ha un consumo di energia complessivo pari a quello dell’intera Svizzera ma, nonostante ciò, è sostenibile dal punto di vista economico. Si stima che per la fine del 2018 il consumo generato dalla blockchain di Bitcoin varrà 7.7 gigawatts e che l’80% dei costi dei cosiddetti “minatori” (ovvero coloro che risolvono questi problemi matematici in 10 minuti) è proprio dovuto al consumo di elettricità.

I metodi utilizzati per alimentare i vari tipi di blockchain sono diversi, ma in ogni caso onerosi dal punto di vista energetico. Un tema che oggi è necessario porsi, è dunque come evitare di sprecare tutta questa energia e come utilizzarla per finalità comunitarie.

L’approccio Proof of Activity potrebbe consentire di identificare attività che possano risolvere problemi delle comunità e risultare sostenibili dal punto di vista del business. In quest’ottica vengono a crearsi nuove infrastrutture blockchain consorziate basate sul bene della comunità e non sullo spreco di energia.
Tra gli esempi, troviamo aziende come Recycle to Coin, di cui si è parlato in precedenza, o PlasticBank che certificano la raccolta e il riciclo della plastica, Watly che ha un progetto per certificare su blockchain la depurazione dell’acqua, o altre aziende che potrebbero certificare azioni a favore della comunità come aver piantato un albero.

Tempo di esecuzione delle transazioni Una caratteristica strutturale della blockchain Bitcoin consiste nel fatto di avere i tempi definiti per creare un nuovo blocco di informazioni. Questo allunga di molto il tempo di esecuzione delle transazioni o della scrittura delle informazioni. Per questo motivo altre blockchain si sono specializzate sulla velocità di transazione.

Metagate ne è un esempio in quanto si è trasformato da browser da mining a forging. Con questo termine si intende il fatto che il blocco viene creato insieme dai membri del network, non più dalla somma delle verifiche dei singoli, che poi divideranno tra di loro le commissioni delle transazioni hanno processato. Un altro esempio è Trachechain, che si è specializzata nell’approvare le transazioni in meno di 3 secondi.

PRIVACY

Un dato scritto su blockchain rimane per sempre visibile a tutti. Un commerciante a cui paghiamo un prodotto può vedere nel nostro account la nostra disponibilità presente e futura di Bitcoin e potrebbe inoltre vedere la nostra storia di acquisti effettuati con altri esercenti o privati. Questa trasparenza crea evidenti problemi di privacy. Per risolverli sono nati sistemi per criptare i dati o creare borsellini elettronici paralleli. Questo non risolve però tutti i problemi di riservatezza legati alla tecnologia blockchain e il tema della privacy rimane centrale nel momento in cui si progetta un nuovo servizio con dati degli utenti, visto appunto che le informazioni registrate non potranno essere più rimosse.

SICUREZZA

La sicurezza di un sistema distribuito si basa sul fatto che non esiste un sistema centrale da cui recuperare, ad esempio, le credenziali di accesso. Se si smarriscono o vengono rubate le credenziali di un borsellino Bitcoin, non esiste un sistema di “recupera password”.

Al fine di tutelarci, sono stati dunque sviluppati sistemi distribuiti tramite gli Smart Contract, ad esempio su Ethereum. Tuttavia, se non lo prevediamo tramite gli Smart Contract, non esiste un paracadute: se inviamo dei Bitcoin ad un account sbagliato, l’operazione rimane irreversibile.
La sicurezza intrinseca alla blockchain è dunque limitata al cosiddetto attacco del 51%. Questo significa che il dato potrà essere cambiato solo e se più di metà dei nodi che compongono la blockchain (su Bitcoin esistono circa 9 mila nodi) decidono di modificarlo.

IDENTITÀ

Un tema al centro del dibattito è la gestione dei dati personali. L’impossibilità di rimuovere i dati scritti sulla blockchain è determinante nella scelta di quali debbano effettivamente esserci scritti. Per questo motivo i sistemi che trattano la gestione di dati personali spesso scindono la riconducibilità dei dati all’individuo dai database esterni.

Ma il tema non è sempre affrontato allo stesso modo. Shocard.com utilizza la blockchain per validare l’identità di un individuo sul proprio cellulare per effettuare l’accesso, ad esempio, agli uffici. L’Università di Pisa permette di registrare permanentemente i propri titoli di studio su blockchain e permetterà di aggiungere titoli certificati successivamente da altre istituzioni o datori di lavoro. Il governo di Dubai sta sviluppando un sistema di passaporti digitali con registrazione su blockchain per entrare all’aeroporto di Dubai.

La creazione di sistemi di gestione dei propri dati personali è oggi un punto centrale e, nell’attesa che possa essere risolto direttamente dagli Stati, alcune società hanno avviato dei progetti che permettono all’individuo di gestire i propri dati. Microsoft sta valutando una soluzione all’interno del suo sistema Microsoft Authenticator, ID2020 è un progetto di alcune strutture governative per permettere agli individui di memorizzare i propri dati. Le Nazioni Unite hanno sperimentato l’uso della blockchain Ethereum per identificare e distribuire forniture essenziali ai rifugiati in Siria. Società private come Uport.me gestiscono l’identità decentralizzata su Ethereum. Known Traveler Digital Identity System (Accenture) permette invece ai viaggiatori frequenti di condividere le loro informazioni con il controllo di sicurezza degli aeroporti per velocizzare i controlli.

Un focus in particolare sta emergendo negli ultimi tempi ed è relativo alla gestione delle proprie informazioni mediche. Doc.ai gestisce la scheda medica di ciascun individuo su blockchain e tramite intelligenza artificiale predice possibili questioni da prevenire. Iryo è un sistema testato in Slovenia per gestire le cartelle sanitarie e avere la propria storia medica a disposizione per la condivisione con il medico.

Guardtime ha sviluppato un sistema per memorizzare le schede sanitarie del paziente su blockchain per l’Estonia e gli Emirati Arabi e molti altri progetti stanno emergendo, come Patientory, Cryph, MedRec. Fino ad arrivare a progetti come EnrypGen che permette di vendere informazioni contenute nel proprio DNA per criptovaluta.

Il concetto su cui si basano questi progetti è lo spostamento della proprietà dei dati sull’individuo.

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