Economia

Poste Italiane, ecco i subbugli in Parlamento e Unipol su Rc auto (Del Fante fa retromarcia?)

di

Rc Auto

Che cosa succede al gruppo Poste Italiane guidato da Matteo Del Fante? Sbarca davvero nel settore della Rc auto? E si affiderà a compagnie straniere facendo irritare Unipol capeggiata da Cimbri? O il gruppo Poste farà marcia indietro, come raccontano le ultime indiscrezioni?

In attesa di comprendere la reale direzione di marcia del gruppo Poste Italiane (controllato dal ministero dell’Economia e delle Finanze), in Parlamento c’è chi mormora e critica sulla diversificazione sempre più spinta sul comparto assicurativo di Poste.

Nelle scorse settimane, infatti, è passata sotto silenzio la presentazione alla Camera di un’interrogazione al governo firmata da Tommaso Foti, deputato di centrodestra iscritto a Fratelli d’Italia.

L’INTRECCIO POSTA-ASSICURAZIONE

Foti nota che Poste “è sempre più orientata a rivolgere la propria attività ai servizi assicurativi e finanziari, offerti sul mercato con modalità di azienda privata e potenzialmente in grado di destabilizzare le aziende, per lo più piccole e medie, che operano nel settore della distribuzione assicurativa e di prodotti finanziari in Italia”, si legge nell’interrogazione, che rimarca come il presidente di Poste sia Bianca Maria Farina, che è anche presidente in scadenza dell’Ania, l’associazione che riunisce e rappresenta le compagnie assicurative, e che secondo le ultime indiscrezioni sarà riconfermata per un altro biennio alla presidenza della Confindustria delle assicurazioni.

I NUMERI DI POSTE

Nel 2017 il gruppo Poste Italiane ha fatturato ricavi per euro 20,2 miliardi da «premi assicurativi» (+2,2 per cento sul 2016), per euro 8,1 miliardi da «corrispondenza, pacchi e distribuzione», per euro 5,9 miliardi da «finanziario». Stando ai dati di bilancio – è scritto ancora nell’interrogazione – “il comparto «corrispondenza, pacchi e distribuzione» chiude l’anno 2017 con una perdita netta di oltre cinquecento milioni di euro e solo grazie al contributo dei comparti assicurativo e finanziario il bilancio, complessivamente, chiude positivamente”.

GROVIGLIO POSTALE

Ma nel mirino del deputato di Fratelli d’Italia c’è il “progetto di ulteriore specializzazione, nel settore assicurativo, che Poste italiane intende perseguire risulta chiaro se si considera la gara, indetta al fine di identificare un’impresa assicurativa con la quale stipulare un accordo distributivo di polizze per la responsabilità civile auto”.

DOSSIER DISTRIBUTIVO

L’accordo distributivo permetterebbe, secondo quanto scrive Foti, “a Poste Italiane di offrire polizze per la responsabilità civile auto (settore nel quale le 12.000 agenzie assicurative indipendenti italiane detengono una quota di mercato di oltre l’80 per cento ricorrendo ai 13.000 sportelli postali distribuiti sul territorio nazionale”.

I RISCHI SECONDO L’INTERROGAZIONE

Questo nuovo approccio al mercato assicurativo nazionale del gruppo Poste Italiane “rischia di compromettere irrimediabilmente la tenuta dell’assetto distributivo delle maggiori compagnie assicurative che operano in Italia attraverso reti agenziali, nonché di ridimensionare pericolosamente la quota di mercato degli agenti assicurativi professionisti in gestione libera, minando il loro già tenue equilibrio economico”, secondo il deputato.

IL MONITO DI UNIPOL

Non solo il Parlamento scandaglia e scruta le mosse assicurative del gruppo controllato dal Tesoro. Oggi è stato il capo azienda del gruppo Unipol, Carlo Cimbri, a lanciare un avvertimento all’indirizzo di Poste: “Troverei singolare che un gruppo come Poste, che ha il contributo dello Stato per svolgere il suo servizio, distribuisca prodotti di compagnie straniere”.

LA GARA DI POSTE

Ma che fine ha fatto la gara che era stata indetta da Poste per selezionare il partner assicurativo per la distribuzione delle polizze Rc auto? Secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, ci sarebbe stato uno stop.

LE INDISCREZIONI DI MF

Nei giorni scorsi, secondo quanto scritto sabato scorso da Milano Finanza, “ci sarebbe stata inviata una lettera alle compagnie assicurative che erano state chiamate a partecipare alla gara per diventare partner di Poste Italiane nel ramo Rc Auto, annunciando lo stop alla gara”.

LA RETROMARCIA DI DEL FANTE?

Ha aggiunto Anna Messia di Mf: “In competizione c’erano le big del mercato tra cui compagnie di primo piano quali Generali, Unipol e Allianz . Del resto la partita faceva gola, vista la potenza di fuoco distributiva del gruppo guidato da Del Fante, che può contare su oltre 13 mila uffici postali, quelli che in pochi anni hanno consentito a Poste Italiane di ottenere la leadership nel ramo vita con Poste Vita”.

LO SCENARIO DANNI

“Alla fine ha deciso che la cosa migliore da fare in questo momento era quella di concentrarsi sullo sviluppo di altri rami Danni, con il welfare in prima linea e Poste Assicura che in pochi mesi ha rivisto completamente la gamma prodotti, investendo molto in tecnologia”, ha scritto Mf.

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