Energia

Cop21: si firma l’accordo storico sul clima

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Firma storica a New York: 160 Paesi si incontrano per ratificare gli accordi di Cop21 . Inizia la guerra al cambiamento climatico

Poche ore alla firma storica dell’accordo di Parigi. I rappresentanti di 160 Paesi si incontreranno al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite per apporre la firma al documento stilato a Parigi.

Cosa significa? Che inizia ora la fase operativa e pratica dell’accordo. I Paesi sono chiamati ad incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili, provando a diminuire la loro dipendenza da fonti fossili. La firma dell’accordo di Parigi a New York, dunque, rappresenta un nuovo inizio per i Governi, che hanno ormai i giorni contati per fermare l’aumento di temperature in atto.

“La nostra generazione è la prima che può mettere fine alla povertà nel mondo, ma è anche l’ultima che può agire per evitare cambiamenti climatici catastrofici”, ha ricordato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

 Cosa prevede l’accordo Cop21

Cop21 è un accordo è storico (anche se non ambizioso). Per la prima volta, si impongono ai Governi delle tappe di decarbonizzazione senza precedenti. Il più grande impegno riguarda la definizione di un limite al global warming: le istituzioni si impegnano a contenere l’aumento della temperatura globale del pianeta ben al di sotto dei 2°C, cercando di non superare un incremento massimo di 1,5°C. Viene poi stabilito un meccanismo che prevede la revisione da parte della Cop stessa dei progressi relativi a questo accordo e  una rivalutazione degli impegni individuali (per fare in modo che portino all’obiettivo finale, cosa che oggi non fanno) ogni 5 anni a partire dal 2023.

“Più anidride carbonica nell’atmosfera equivale a più povertà. Non possiamo assicurare uno sviluppo sostenibile senza lottare contro i cambiamenti climatici; e non possiamo lottare contro i cambiamenti climatici senza affrontare le cause profonde della povertà, delle ineguaglianze e dei modelli di sviluppo non sostenibili”, ha dichiarato Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). “La crescita può e deve essere dissociata dal consumo di combustibili fossili e dalle sue conseguenze. L’unica via plausibile dopo Parigi è indirizzare l’ingegno umano, l’innovazione e la tecnologia verso una crescita e uno sviluppo sostenibile a bassa produzione dei anidride carbonica”.

Cop21

Chi firmerà l’accordo

Non tutti i 196 membri della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC) che hanno partecipato alla Cop21 hanno deciso di ratificare l’accordo il 22 Aprile a New York (il documento resterà aperto per un anno per chi dovesse decidere di ratificare in ritardo). L’Italia ratificherà la carta, ma non ha ancora esplicitato il piano per raggiungere gli obiettivi.

A firmare saranno: Madagascar, Lussemburgo, Lituania, Liechtenstein, Libia, Libano, Lettonia, Repubblica democratica popolare del Laos, Kuwait, Kiribati, Kenya, Giappone, Giamaica, Italia, Israele, Iran (Repubblica Islamica), Indonesia, India, Islanda, Ungheria, Honduras, Haiti, Guyana, Guinea, Guatemala, Grenada, Grecia, Ghana, Germania, Georgia, Gabon, Francia, Finlandia, Fiji, Unione europea, Estonia, Eritrea, Repubblica Dominicana, Dominica, Djibouti, Danimarca, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Repubblica Ceca, Cipro, Cuba, Croazia, Costa d’Avorio, Costa Rica, Congo, Colombia, Cina, Chile, Repubblica Centrafricana, Canada, Cameroon, Cambogia, Cabo Verde, Burundi, Burkina Faso, Bulgaria, Brunei Darussalam, Brasile, Bosnia Erzegovina, Bolivia (Stato Plurinazionale), Belize, Bielorussia, Barbados, Bangladesh, Bahrain, Bahamas, Austria, Australia, Argentina, Antigua e Barbuda, Andorra, Algeria, Albania, Afghanistan, Malaysia, Maldive, Mali, Malta, Isole Marshall, Mauritius, Messico, Micronesia (Stati Federati di), Monaco, Mongolia, Montenegro, Marocco, Mozambico, Myanmar, Namibia, Nauru, Nepal, Nuova Zelanda, Niger, Norvegia, Oman, Pakistan, Palau, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Romania, Ruanda, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, San Marino, Sao Tome e Principe, Senegal, Serbia, Sierra Leone, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Isole Salomone, Somalia, Sud Africa, Sudan del Sud, Spagna, Sri Lanka, Stato di Palestina, Sudan, Suriname, Swaziland, Svezia, Svizzera, Tajikistan, Tailandia, L’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Timor Est, Andare, Tonga, Tunisia, Tuvalu, Uganda, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Repubblica Unita di Tanzania, Stati Uniti d’America, Uruguay, Vanuatu, Venezuela, VietNam, Zimbabwe.

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