Energia

A.a.a. cercasi nuova Strategia Energetica Nazionale

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strategia energetica nazionale

Serve un aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale, che possa consentire al pubblico decisore di disegnare il mercato del futuro
Lo sviluppo di un Paese ha bisogno di energia sufficiente ai propri fabbisogni, e questo deve avvenire sia avendo rispetto delle esigenze presenti sia di quelle future. Tale disponibilità deve inoltre rispondere ai requisiti di sicurezza, rispetto dell’ambiente e democraticità. Per far sì che ciò avvenga è indispensabile avere chiare le necessità attuali e le prospettive future di fabbisogni energetici del Paese che si governa e, conseguentemente, definire delle politiche energetiche efficaci. Questo esercizio, già complicato di per sé, prevede peraltro la necessità di essere costantemente aggiornato rispetto alle esigenze mutevoli e contingenti.

Esempio lampante di questa mancanza di prospettiva è il fatto che l’Italia abbia un documento ufficiale, “Strategia Energetica Nazionale: per un’energia più competitiva e sostenibile” (SEN), datato marzo 2013. Un lavoro equilibrato e ben strutturato che, al momento della sua redazione, dava prospettive e faceva analisi previsionali coerenti con il momento storico nel quale si era. Oggi quel lavoro risulta quanto meno da aggiornare con le molte, significative e rilevanti novità del quadro nazionale ed internazionale. Basti pensare, una su tutte, a quanto gli esiti della COP21 incidano rispetto ai processi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050.

In sostanza serve un serio e approfondito aggiornamento della SEN che sia indipendente, equilibrato e ben strutturato e che consenta al pubblico decisore di disegnare il mercato del prossimo futuro con consapevolezza e con lungimiranza.

Per fare questo occorre competenza e ancor di più indipendenza, infatti solo una visione libera da sovrastrutture e da interessi può indicare la strada migliore da intraprendere non per difendere gli interessi di alcuni ma per arrivare, finalmente, a fare gli interessi di tutti!

La stesura di una strategia energetica nazionale è un’opera assai complessa e necessita, per poter essere fatta con risultato utile, anche della visione complessiva del settore fornita dagli stakeholders che, con le loro conoscenze, possono e devono dare un valore aggiunto alle analisi e alle previsioni. In questo contesto è fondamentale il ruolo delle Associazioni di categoria che possono fornire interessanti ed utili elementi su potenzialità e capacità dei singoli comparti. Per questo da sempre riteniamo che una rappresentanza associava forte, compatta e indipendente contribuisca sempre ad una dialettica costruttiva nella quale, come evidente, sarà sempre il soggetto istituzionalmente preposto a decidere.

strategia energetica nazionale

C’è da dire peraltro che il quadro internazionale nel quale la Strategia Energetica Nazionale si dovrà muovere già fornisce elementi significativi di contesto che aiutano nella definizione generale degli aspetti centrali. Infatti, dati gli obiettivi in termini di emissioni, di efficienza e di produzione da fonti rinnovabili da raggiungersi in scadenze temporali definite (2030 e 2050), le decisioni di politica energetica sono abbastanza limitate. Vi potranno essere differenze sulla scelta di provare a spostare più consumo di energia sull’elettrico o sulla mobilità, si potrà modulare in modo diverso la percentuale di efficienza da raggiungere, vi potranno essere valutazioni differenti sulla previsione dei consumi ma poi le scelte non potranno essere molto difformi tra loro.

Questo lavoro tuttavia si rende necessario e urgente anche alla luce delle prossime decisioni che il Governo dovrà assumere in tema di nuovo disegno del mercato elettrico, della riforma del quadro regolatorio esistente proprio per poter rendere il sistema adatto a spostare i comportamenti dei soggetti che in esso operano.

Quello che sembra infatti più logico sarebbe una definizione chiara, nella nuova Strategia Energetica nazionale,  di prospettive e obiettivi, a valle del quale definire gli strumenti più utili per raggiungerli nel modo più efficiente. Purtroppo il mondo energetico si trova in una fase di transizione che vede il modello basato sulle fonti fossili dover lasciare il passo a quello basato sulle rinnovabili, ma contemporaneamente si trova in una fase congiunturale nella quale il crollo dei consumi ha acuito la competizione tra le differenti fonti.

Questa tempesta perfetta ha scatenato una serie di azioni difensive da parte di chi protegge le posizioni conquistate che spesso si sono concretizzate con una qualche disattenzione per il mondo rinnovabile. Sorprendente in questo sembra essere tuttavia la mancanza di visione da parte di alcuni grandi gruppi legati al vecchio modello di sviluppo, che non hanno in maniera significativa ritenuto, ad oggi, di cambiare politica spostandosi sui nuovi settori.

Questo sta rallentando molto la transizione inevitabile che il mondo intero vedrà nei prossimi anni, senza peraltro portare grandi risultati. Questo scenario necessita oggi più che mai che il Governo si accorga della necessità di cambiare passo e soprattutto atteggiamento iniziando a fare una seria politica di prospettiva per coniugare sviluppo, occupazione e ambiente con la crescita industriale, l’indipendenza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti che sono un elemento centrale che ogni politica energetica seria deve perseguire.

Simone Togni
Articolo pubblicato su Il Pianeta Terra, numero di Marzo 2016

 

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