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Cosa farà Macron per contrastare i sussidi di Biden alle imprese Usa

Riforma

Macron incontrerà Biden per discutere dell’Inflation Reduction Act, a cui l’Europa potrebbe rispondere con un proprio piano di sussidi. Il presidente francese proverà a sfruttare la Cina come leva e a strappare prezzi migliori per il Gnl

 

Accompagnato dai ministri degli Esteri, della Difesa e delle Finanze, oltre che da un gruppo di industriali e astronauti, il presidente francese Emmanuel Macron sarà oggi a Washington, dove incontrerà l’omologo statunitense Joe Biden.

I CONTRASTI TRA FRANCIA E STATI UNITI

I temi di discussione saranno tanti, ma quelli prioritari – e molto complicati, nonostante l’alleanza – sono fondamentalmente due.

Il primo è la guerra in Ucraina: Parigi è favorevole al sostegno di Kiev, ma il suo supporto concreto in termini di armamenti è stato scarso; Macron, poi, insiste parecchio sulla necessità di un dialogo con la Russia.

Il secondo – nonché più urgente, per la Francia – è l’Inflation Reduction Act: si tratta della grande legge anti-inflazione firmata da Biden ad agosto, i cui sussidi alla manifattura americana sono percepiti come un pericolo dall’Unione europea. Secondo Bruxelles, gli aiuti offerti dalla Casa Bianca riducono la competitività dell’Europa – peraltro in un momento di crisi dei prezzi dell’energia – e potrebbero incentivare la delocalizzazione negli Stati Uniti delle aziende europee, causando una crisi di deindustrializzazione nel Vecchio continente.

LE PAROLE DI LE MAIRE

Domenica il ministro francese dell’Economia e delle finanze, Bruno Le Maire, ha detto che la Francia potrebbe chiedere all’amministrazione Biden delle esenzioni da alcune tariffe e restrizioni dell’Inflation Reduction Act. “Ma la vera domanda che dobbiamo porci è: che tipo di globalizzazione ci aspetta?”, ha aggiunto.

Secondo Le Maire, “la Cina favorisce la produzione cinese, l’America favorisce la produzione americana; è ora che l’Europa favorisca la produzione europea. Tutti gli stati europei devono capire che oggi, di fronte a queste decisioni americane, dobbiamo imparare a proteggere e difendere meglio i nostri interessi economici”.

LA POSIZIONE DI MACRON

Macron pensa che l’Unione europea debba rispondere all’Inflation Reduction Act di Biden con un “Buy European Act”, ossia una legge per sussidiare la produzione europea.

“L’Europa”, sostiene il presidente, “non può essere l’unico posto al mondo a non avere un Buy European Act e l’unico posto al mondo in cui si ha ancora un sistema di aiuti di stato che stabilisce regole come se non ci fosse concorrenza esterna”.

MACRON FARÀ LEVA SULLA CINA

Un diplomatico francese ha rivelato all’agenzia Reuters che Macron punterà a convincere Biden del fatto che non sia conveniente per gli Stati Uniti indebolire economicamente gli alleati europei in un momento di competizione con la Cina, la grande rivale politica dell’America.

“Il messaggio sarà: c’è ovviamente una sfida cinese e noi [francesi, ndr] possiamo aiutare gli altri membri dell’Unione europea a uscire dalla loro ingenuità su questo tema”, ha detto il diplomatico, forse riferendosi alla Germania. “Ma non potete chiederci di aiutarvi con la Cina e mettere un’Inflation Reduction Act su di noi”, ha aggiunto.

ESENZIONI PER LE AZIENDE EUROPEE?

Stando a un consigliere presidenziale, Macron cercherà di negoziare con Biden delle esenzioni per le aziende europee simili a quelle concesse alle società canadesi e messicane.

L’Inflation Reduction Act, ad esempio, prevede dei crediti d’imposta fino a 7500 dollari solo per i veicoli elettrici assemblati in Nordamerica e contenenti batterie prodotte nella regione; tutti gli altri – ad esempio quelli fabbricati in Europa o in Corea del sud – non potranno accedere ai bonus, perdendone in competitività di prezzo.

La misura preoccupa in particolare le case automobilistiche tedesche, che esportano parecchio negli Stati Uniti. In Francia invece la legge anti-inflazione non tocca tanto i produttori di veicoli, che non esportano in America, quanto quelli di componenti per auto.

IL COMMENTO DI CERRETELLI (SOLE 24 ORE)

Sul Sole 24 Ore la giornalista Adriana Cerretelli, esperta di affari europei, descrivendo lo scontro sui sussidi tra Bruxelles e Washington evocato da Macron, ha scritto che “l’Europa è disarmata: ha le ambizioni ma non si dà le risorse e nemmeno la coesione politica ed economica necessarie a realizzarle. Così rischia l’autolesionismo se scegliesse comunque lo scontro con l’America”.

Se infatti la Francia spinge per un Buy European Act, altri paesi più liberisti, come la Germania o i Paesi Bassi, guardano con scetticismo all’introduzione di un programma comunitario di aiuti statali alle imprese. Lo stesso fanno i commissari più liberali della Commissione europea come Valdis Dombrovskis (Commercio) e Margrethe Vestager (Concorrenza).

“Oltraggio alla sovranità europea?”, si domanda Cerretelli, riferendosi all’Inflation Reduction Act. “Sì. Dovevamo però pensarci prima”. Qualche settimana fa un anonimo funzionario europeo aveva espresso al Financial Times un pensiero simile: “abbiamo progettato le nostre regole perché siano aperte e non diano preferenze alle aziende europee: ora siamo vittime del nostro stesso purismo”.

IL PREZZO DEL GNL

Durante la sua visita negli Stati Uniti, Macron si recherà anche in Louisiana: nello stato, posizionato sul golfo del Messico, hanno sede molte società esportatrici di gas liquefatto (GNL); la compagnia petrolifera francese TotalEnergies possiede qui un grosso terminale.

Macron si è lamentato dei prezzi alti del gas venduto dagli Stati Uniti all’Europa, e ha fatto sapere che discuterà della cosa con Biden. “Gli Stati Uniti producono gas a basso costo ma lo vendono a noi a prezzi elevati. E per di più hanno massicci sussidi in alcuni settori che rendono i nostri progetti non competitivi. Non credo sia una cosa amichevole”, ha aggiunto. “Andrò a Washington con spirito di amicizia per chiedere semplicemente condizioni di parità”, ha detto.

Il mese scorso, già il ministro Le Maire aveva dichiarato che “non possiamo accettare che il nostro partner americano ci venda il suo GNL a un prezzo quattro volte superiore a quello a cui lo vende alle proprie aziende”.

Non è però il governo americano a vendere il GNL all’Europa, o a qualunque altra regione o paese del mondo, bensì le aziende private. In assenza di contratti di fornitura, inoltre, il prezzo del gas viene determinato dal mercato in cui lo si vende: il governo degli Stati Uniti non ha nessun potere per modificarli.

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