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Tutte le ultime manovrine di Bono in Fincantieri che sorprendono il governo

Bono Fincantieri

Nelle ultime ore ai vertici di Fincantieri, l’ad uscente Bono ha inanellato una serie di nomine che stanno destando stupore e critiche nel governo. Fatti, nomi e indiscrezioni

 

Dopo 20 anni, si conclude l’era Bono a Fincantieri.

Il 20 aprile la Cdp – che controlla al 71,3% Fincantieri tramite Cdp Industria – ha proposto Pierroberto Folgiero come nuovo amministratore delegato, succedendo dopo venti anni a Giuseppe Bono, capo azienda del gruppo Fincantieri dal 2002.

“Fino all’ultimo anno è stato in lizza come presidente con deleghe, ha osservato con interesse la vicenda Massimo D’Alema salvo poi apprendere il giorno delle nomine, il 20 aprile scorso, che il governo Draghi ha scelto la totale discontinuità”, ha commentato nei giorni scorsi La Verità. (Qui il corsivo di Gianluca Zappa per Startmag su Fincantieri, Bono e le vedove). Sempre Cdp ha indicato per la presidenza il generale Claudio Graziano in sostituzione di Giampiero Massolo.

Quindi il 16 maggio, giorno dell’assemblea degli azionisti del gruppo di Trieste, Bono lascerà ufficialmente il timone dell’azienda.

Eppure negli ultimi giorni del suo mandato, oltre al messaggio di commiato ai dipendenti di Fincantieri (con parole e toni a tratti irrituali), Bono ha firmato una serie di ordini di servizio con relative nomine. “In modo irrituale”, commenta oggi il quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro. L’ultimo risale infatti all’11 maggio, pochissimi giorni prima dell’uscita ufficiale.

Inoltre, tra le freschissime nomine c’è anche quella per il nuovo Direttore generale della divisione militare. Dario Deste, presidente e ad di Fincantieri Marine Group (Fmg,  sostituirà Giuseppe Giordo, sospeso dal ruolo in quanto al centro dell’affaire Colombia e ora in uscita dal gruppo.

Tutti i dettagli che emergono dagli ordini di servizio e che hanno destato – secondo le indiscrezioni di Startmag – stupore e critiche al Mef (ministero dell’Economia) e a Palazzo Chigi.

BONO RIORGANIZZA GLI UFFICI LEGALI DI FINCANTIERI

Partendo dall’ultimo ordine di servizio, firmato l’11 maggio, Bono ha riorganizzato la direzione “legal affairs” rinominata “legal and corporate affairs” affidata a Giuseppe Cannizzaro in qualità di general counsel. La direzione è ridisegnata in otto articolazioni con rispettivi responsabili. Nello specifico a Marco Catello spettano le “Italian Legal Affairs”; a Andrea Buti le “International Legal Affairs”; a Manlio Niccolai le “Extraordinary Operations”; a Fulvia Vitale la “Litigation”; a Sandro Sigura la “Tax” cui riportano: Piero Pennino (Corporate Income Tax) e Roberto Bais (vat and Indirect Taxes). E poi ancora Filippo Capus responsabile dei “Contracts”; Luca Rossi degli “Italian Subsidiaries Legal Affairs”; Grazia Guazzi di “Trade Compliance, privacy and Power&Duties”; Nadine Napolitano di “Compliance and Corporate Secretary e Giuseppe Cannizzaro ad interim “Legale Dmm”.

Inoltre alla Direzione Legal and Corporate Affairs spetterà il coordinamento degli uffici legali del Polo Arredamento affidato a Massimo moccaldi e del Polo Infrastrutture affidato a Elena Peretti.

A MASSIMO NELCI LA RESPONSABILITÀ DELLA FUNZIONE GROUP TREASURY & CORPORATE FINANCE

Poco prima, il 6 maggio, Bono firma l’ordine di servizio che affida la responsabilità della funzione “group treasury & corporate finance” a Massimo Nelci nell’ambito della direzione “amministrazione finanza e controllo”.

RIORGANIZZATE ANCHE LE MEDIA RELATIONS

Sempre al 6 maggio risalgono i nuovi incarichi nell’ambito della funzione “Media Relations”, affidata ad Antonio Autorino, coadiuvato da Marco Cappeddu. A Cristiano Musella è affidata la responsabilità “Media Contents”; a Laura Calzolari le “Press Office Fincantieri and Foreign Subsidiaries” e a Sara Mangieri le “Press Office Italian Subsidiaries”.

PASANISI, GENERO DI BONO, NOMINATO ALLA DIREZIONE GESTIONALE DI FINCANTIERI

Inoltre, in data 11 maggio, Giuseppe Bono fa cessare la funzione “Strategy & business support” e rialloca risorse e attività nell’ambito della direzione gestionale affidata a Cristiano Pasanisi.

“Il quale in precedenza era deputy cfo e capo della finanza corporate e dunque rimane fermo al precedente incarico ma assomma le responsabilità di tutta la funzione accorpata” sottolinea La Verità: “Dettaglio: Pasanisi è il marito di Emanuela Bono, la figlia dell’ad uscente. Come ci fanno notare dall’azienda nulla di legato alla parantela ma una semplice riorganizzazione avviata con la nomina di Deste”, segnala il quotidiano in un articolo di Claudio Antonelli.

DESTE NUOVO DG DELLA DIVISIONE NAVI MILITARI AL POSTO DI GIORDO

Infine, il 9 maggio l’ad uscente Bono ha chiuso personalmente il cerchio della direzione Navi militari dopo la sospensione di Giuseppe Giordo.

Si ricorda infatti che a fine marzo Bono aveva deciso di sospendere temporaneamente Giuseppe Giordo dall’incarico di responsabile della Divisione Navi Militari.Su Giordo pesava la vicenda Colombiagate, il caso che vede protagonista l’ex premier Massimo D’Alema in qualità di mediatore nella vendita da 4 miliardi di euro di mezzi militari alla Colombia da parte di Fincantieri.

Sul caso è in corso un audit interno, ma Bono non ha perso il tempo. Senza attendere i risultati del processo, ha provveduto alla sospensione del manager e ha assunto ad interim egli stesso la responsabilità della Divisione Navi Militari del gruppo.

Tuttavia, il 9 maggio, Bono nomina ufficialmente Dario Deste Dg Navi militari, coadiuvato da Andrea Viero con il ruolo di Vice direttore generale. Come ricordato all’inizio, Deste è l’attuale ceo e presidente di Fincantieri Marine Group, controllata Usa di Fincantieri.

GLI INTERROGATIVI

Tante manovre quindi da parte di un ad in uscita.

“È corretto che un ad uscente avalli tutti questi ordini di servizio? Come è possibile che non tocchi a chi arriva prendere tali decisioni? E non è un tema certo di nepotismo. Il tema è di strategia da un altro e di rischi aziendali dall’altro. Giordo uscendo ha nei fatti annunciato una causa. Chi la dovrà affrontare? L’audit a che punto è?”, sono alcuni degli interrogativi sorti alla Verità in vista del 16 maggio.

Sta di fatto, come detto, che gli ordini di servizio firmati da Bono in uscita stanno destando – secondo le indiscrezioni di Startmag – stupore e critiche al Mef (ministero dell’Economia), a Palazzo Chigi e in Cassa depositi e prestiti (Cdp).

“Ci sono gli estremi per un’azione di responsabilità?”, si mormora ai vertici governativi.

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