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Tlc, Sarmi (Asstel) invoca il sostegno dello Stato per il Fondo bilaterale

Sarmi

Mosse e attese di sindacati e aziende del settore per il Fondo di solidarietà bilaterale per la filiera delle telecomunicazioni.

 

La transizione digitale è una delle priorità del Pnrr italiano per la ricostruzione economica post pandemica del Paese.

Ecco che cosa chiede Asstel con i sindacati allo Stato per il Fondo bilaterale di settore.

L’ELEZIONE DI SARMI ALLA TESTA DI ASSTEL

L’assemblea di Assotelecomunicazioni-Asstel ha affidato al presidente di FiberCop Massimo Sarmi la guida dell’associazione per il biennio 2021-2023. Sarmi viene eletto presidente Asstel il 5 maggio 2021, succedendo al Presidente uscente Pietro Guindani.

COS’È E A COSA SERVE L’ASSOCIAZIONE ASSTEL

Assotelecomunicazioni-Asstel, associazione fondata da Telecom Italia, TIM, Wind, Vodafone-Omnitel, H3G, e Cos nel novembre del 2002, è considerata la prima associazione italiana nel campo dell’innovazione tecnologica.

L’associazione di 1° livello di Confindustria conta 53 imprese associate, con un fatturato di circa 36 miliardi di euro. Aderiscono ad Asstel i maggiori operatori di telefonia fissa e mobile, nonché aziende che erogano servizi connessi allo svolgimento delle attività di telecomunicazione, dando lavoro a 130.000 addetti.

Asstel assiste e tutela gli interessi delle associate sulle tematiche sindacali e del lavoro e, a tal fine, gestisce la contrattazione e l’applicazione del “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le imprese esercenti servizi di telecomunicazioni”.

Ha la rappresentanza del settore anche per quanto riguarda le tematiche tecnico-economiche, sociali, culturali e regolamentari che direttamente o indirettamente riguardano le aziende associate.

L’associazione è altresì parte istitutiva del Fondo Pensionistico integrativo di settore Telemaco.

LE SFIDE DI ASSTEL E DEL SETTORE DELLE TLC

“Il Governo ha messo al centro della propria agenda la transizione digitale – ha ricordato Sarmi in un’intervista a Il Sole 24 Ore – focalizzando l’attenzione sulla digitalizzazione e sulla stessa filiera tlc”.

Il settore delle telecomunicazioni è in continua trasformazione e per continuare a crescere deve puntare sull’innovazione digitale e sulle competenze professionali, utilizzando parte degli aiuti europei del Pnrr. Le sfide future riguardano soprattutto l’armonizzazione dei limiti nazionali agli standard europei nel 5G e le politiche attive per il lavoro per la formazione tecnica e l’aggiornamento professionale dei lavoratori.

Intervenendo al webinar di Asstel-Assotelecomunicazioni e Luiss Business School su ‘Le sfide delle Tlc: per l’Italia del futuro – Dalla formazione dei giovani al Fondo bilaterale di settore’, Sarmi ribadisce l’importanza del Fondo bilaterale di settore per mettere le competenze professionali al servizio della trasformazione digitale del Paese.

“Le imprese della filiera tlc – dichiara il neopresidente – sono pronte a raccogliere la sfida dell’innovazione, mettendo in campo sui territori servizi concreti, modellati sui bisogni dei cittadini. Per conseguire gli obiettivi che ci impegnano sino al 2026, è necessario completare la digitalizzazione del Paese e promuovere investimenti a sostegno delle persone, delle competenze e delle infrastrutture”.

Le competenze, dunque, avranno un ruolo chiave nel futuro delle tlc, con il Fondo di solidarietà bilaterale pronto a dare man forte alla formazione tecnica.

CHI METTE I SOLDI NEL FONDO BILATERALE DI SETTORE

Ma cos’è e a cosa serve un Fondo di solidarietà bilaterale? Ad assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, ma anche per gli assegni straordinari per il sostegno al reddito e per il finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale.

Della costituzione dei Fondi bilaterali di settore se ne occupano le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Chi mette i soldi? Nel caso del Fondo di solidarietà bilaterale del settore tlc ”imprese e lavoratori ma necessita di un supporto economico esterno, aggiuntivo – osserva Sarmi -. Su questo abbiamo già avviato un dialogo con le istituzioni”, scrive su Twitter.

Il presidente Asstel spera dunque nell’arrivo di risorse statali per questo fondo di settore. “Più che in altri settori, in cui l’elemento delle macchine è importante e abilitante nel successo delle imprese, nelle telecomunicazioni, sicuramente in quelle nazionali, a mio avviso è la competenza che fa il livello di differenza”, specifica Sarmi.

“In questo scenario l’educazione e la formazione permanente in chiave digitale dei giovani assume un ruolo decisivo per favorire la diffusione di nuove figure professionali e nuovi saperi in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Solo la disponibilità di capitale umano con le giuste competenze potrà consentire alle imprese e alla Pubblica Amministrazione di affrontare le sfide della rivoluzione digitale e rendere così la nostra economia competitiva e l’intero Paese attrattivo per gli investitori”.

LA NOTA DI ASSTEL CON I SINDACATI

Asstel-Assotelecomunicazioni con le Organizzazioni Sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e UGL Telecomunicazioni hanno inviato lo scorso aprile, nell’ambito delle attività connesse al rinnovo del CCNL TLC sottoscritto lo scorso 12 novembre, al Ministro del Lavoro Andrea Orlando e ai suoi uffici la richiesta per l’attivazione del percorso orientato a favorire la piena operatività del Fondo di Solidarietà Bilaterale per la Filiera delle Telecomunicazioni.

“Infatti – spiega in una nota – in occasione del rinnovo del CCNL TLC, si è convenuto congiuntamente di puntare su un sistema di tutele evoluto definendo l’Avviso comune per la costituzione del Fondo Bilaterale di Solidarietà quale strumento di supporto alle politiche attive e passive – finanziato da imprese e lavoratori – e capace di accompagnare le aziende nei percorsi di formazione e di riqualificazione, per rispondere al processo di innovazione tecnologica e di trasformazione digitale delle imprese della Filiera, sostenendo gli investimenti volti a favorire nuovi modelli di organizzazione del lavoro. Il Fondo costituisce pertanto un progetto essenziale per garantire la sostenibilità occupazionale e rispondere ai profondi processi di trasformazione industriale in corso nella Filiera. Il percorso tecnico che adesso si apre con il Ministero del Lavoro – conclude Asstel – sarà accompagnato in parallelo da un dialogo con le Istituzioni per promuovere un supporto economico esterno, aggiuntivo al finanziamento da parte di imprese e lavoratori, che ne acceleri l’operatività nella fase di start-up”.

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