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Ecco paure e piani del consorzio Bancomat

Banche Unico Gruppo Bancario

Che cosa stanno architettando (anche un aumento di capitale) nel consorzio Bancomat spa. L’articolo di Emanuela Rossi

 

C’è fermento in casa Bancomat spa, il consorzio leader assoluto del mercato dei pagamenti con carta di debito in Italia che vanta una quota di mercato di circa l’80%. La società guidata dall’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Zollo starebbe pensando a un rafforzamento patrimoniale e alla possibilità di far effettuare prelievi agli sportelli automatici direttamente nei pubblici esercizi. Nel frattempo è in corso un’istruttoria Antitrust sul nuovo progetto che Bancomat spa ha ideato sul servizio di prelievo con carta agli Atm e che ha la principale novità nell’eliminazione delle commissioni interbancarie.

AZIONISTI E RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE

Attualmente il consorzio ha 125 azionisti di cui i più importanti sono Intesa Sanapaolo (24,2%, oltre alla quota dell’inglobata Ubi 7,3%), Unicredit (18,9%), Banco Bpm 7,6%), Mps (7,5%), Bnl-Bnp (5%), Bper (4,6%), Cassa Centrale (2,8%). Come previsto dallo statuto, nessun socio detiene il controllo del consorzio, né singolarmente, né insieme. Secondo quanto scrive Il Corriere della Sera Bancomat spa starebbe valutando un’operazione sul capitale che però non dovrebbe comportare un ampliamento del numero di azionisti, sebbene sul mercato si ipotizzi “un eventuale interesse da parte dei fondi di private equity”, ha scritto Edoardo De Biasi sul dorso Economia del quotidiano Rcs.

In tal senso, riporta il quotidiano, c’è chi mette in relazione questa intenzione del consorzio con la doppia operazione iniziata nel 2021 dalla Ion Investment di Andrea Pignataro ossia l’acquisto di Cedacri e l’Opa con Gic e Fsi, il fondo guidato da Maurizio Tamagnini, su Cerved.

La decisione di Bancomat, invece, pare legata alla valutazione di possibili acquisizioni in Italia, dopo gli accordi commerciali annunciati di recente con Banca Sella e PostePay.

L’IPOTESI DEI PRELIEVI IN NEGOZIO

Nell’articolo, De Biasi evidenzia però come la dinamicità di Bancomat non finisca qui. Il consorzio guidato da Zollo, infatti, sta cercando di capire se esista la possibilità di consentire prelievi agli sportelli Atm direttamente in negozio che comporterebbe una commissione agli esercenti così come avviene con le banche. “Una proposta innovativa” ma che dovrebbe trovare risposte ad alcune semplici domande: i prelievi sarebbero consentiti contestualmente al pagamento per l’acquisto di merce o indipendentemente? In quest’ultimo caso è sicuro che un negoziante voglia privarsi di liquidità, pur ricevendo una commissione per il servizio reso? E comunque occorre distinguere tra le risorse finanziarie liquide di un supermercato e quelle di un piccolo negozio, differenza che potrebbe avvantaggiare proprio la gdo.

L’ISTRUTTORIA ANTITRUST SUL “MODELLO ALTERNATIVO” PER IL PRELIEVO

Nel frattempo a Piazza Verdi, sede dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è in corso un procedimento per valutare il progetto relativo al servizio di prelievo di contante con carta bancomat agli Atm convenzionati. L’istruttoria, nata a seguito di una comunicazione inviata proprio da Bancomat Spa, dovrà valutare questo “modello alternativo” partendo dalle novità più importanti ossia l’abolizione della commissione interbancaria e il pagamento della commissione applicata al prelievo – da parte del consumatore – direttamente all’istituto di credito dove è collocato lo sportello automatico.

Secondo le nuove regole, insomma, la commissione sarebbe resa nota al titolare della carta prima dell’autorizzazione all’operazione di prelievo. Il nuovo modello ipotizzato, come scrive l’Antitrust nell’avvio dell’istruttoria, “comporterebbe l’eliminazione delle commissioni interbancarie attualmente associate al prelievo Bancomat”. La modifica del modello di remunerazione “sarebbe giustificata dall’aumento dei costi sostenuti dalle banche nella gestione degli Atm, legati all’evoluzione tecnologica di tali apparecchiature e ai maggiori rischi collegati ad iniziative fraudolente più sofisticate; costi che, in molti casi, sarebbero maggiori rispetto all’ammontare della commissione interbancaria. Il nuovo sistema di remunerazione, invece, incentiverebbe maggiori investimenti da parte dei proprietari degli Atm sulle relative apparecchiature, a beneficio della platea dei consumatori”.

L’Authority guidata da Roberto Rustichelli è ora chiamata a valutare “se le nuove regole di circuito possano configurare un’intesa suscettibile di restringere o falsare la concorrenza nel mercato comune, ai sensi dell’articolo 101 del TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea, ndr)”. È perciò necessario esaminare se “il coordinamento del comportamento di mercato dei soggetti partecipanti al Consorzio Bancomat, che si verifica in ragione di quanto previsto dalle nuove regole di remunerazione del prelievo in circolarità, comporti una restrizione della concorrenza, tenendo conto, altresì, dell’impatto sulla capacità competitiva dei vari operatori, anche in considerazione della differente estensione della rete di sportelli Atm”.

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