Economia

Come sarà il fisco giallo-verde tra Flat tax e super Ires. Parla Garavaglia (Lega)

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L’articolo di Cristina Bartelli, giornalista di Italia Oggi, con le parole del viceministro all’Economia Massimo Garavaglia (Lega) su Flat tax per i nuovi minimi, super Ires per chi investe e pace fiscale

Un fisco bastone e carota: da un lato la Flat tax per i nuovi minimi, la super Ires per chi investe e la pace fiscale; dall’altro una revisione delle misure legate ai reati tributari per chi elude o evade. All’indomani della approvazione in consiglio dei ministri della Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza per il 2018 (Nadef) e dell’accordo politico sul deficit al 2,4%, il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia chiarisce alcuni dei punti che si troveranno nel decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio.

LA FLAT TAX PER I NUOVI MINIMI

“Non voglio entrare nel dettaglio delle misure perché non parlo dei provvedimenti fintanto che non sono definitivi”, esordisce il viceministro che però si sofferma nel mettere i paletti sull’assetto della Flat tax, la revisione del regime dei minimi dopo gli incontri di perfezionamento delle misure con la cabina di regia del ministero dell’economia e di Palazzo Chigi. Nel 2019 partirà la prima fase dell’ampliamento della Flat tax: l’innalzamento della soglia per la partecipazione al regime dei minimi fino a 65 mila euro dei ricavi. “Intanto partiamo con lo scaglione dei 65 mila euro, il resto si vedrà”, conferma Garavaglia che aggiunge: “Un’altra cosa sarà il super abbattimento dell’Ires al 15% per tutte le aziende che investono, ricapitalizzano e assumono: chi usa i propri utili per fare cose sagge viene premiato con la riduzione dell’Ires dal 24 al 15%”.

IL NODO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA

Accanto al discorso sulla Flat tax, c’è quello sulla fatturazione elettronica. Chi è già in regime dei minimi è esente e le esenzioni già in essere si applicheranno anche per i nuovi ingressi. Con novità sulle semplificazioni. “Quello su cui si sta lavorando per tutto il resto del mondo delle partite Iva – anticipa Garavaglia – è capire che cosa non è più necessario alla luce della fatturazione elettronica. Ed è parecchio. Siamo in contatto con i rappresentanti degli ordini professionali per cercare di capire insieme cosa non è più utile avere. Faccio un esempio: se ho la fatturazione elettronica, a cosa serve una dichiarazione Iva periodica visto che l’Agenzia ha il dato in tempo reale?”, si chiede Garavaglia. Dunque le esenzioni dalla fatturazione elettronica e le semplificazioni in tema di contabilità sono estese anche ai nuovi minimi .

CAPITOLO PACE FISCALE

Sul capitolo pace fiscale le bozze della Nadef fissano l’asticella delle vertenze con il fisco sanabili a 100 mila euro, una cifra molto più bassa del milione di euro circolato nelle indiscrezioni delle scorse settimane. Un accordo tra le diverse anime della maggioranza alla fine potrebbe essere individuato in 500 mila euro per la parte che riguarda le percentuali di abbattimento automatico. “Per gli importi superiori”, conferma il numero 2 di via XX Settembre, quindi nell’ipotesi del concordato di massa, “si potrà fare un ragionamento uno a uno (il contribuente va dall’ufficiale del fisco e insieme individuano l’adeguata modalità di tassazione, ndr). I modelli che teniamo in conto sono quello tedesco o quello svizzero del concordato”.

SALDO E STRALCIO VECCHIE POSIZIONI

Si avrà dunque una fattispecie a saldo e stralcio per le vecchie posizioni, in cui rileva l’anzianità della cartella: l’obiettivo è aggredire l’arretrato, che anche la Nadef individua in 50 miliardi di euro. Altre fattispecie da tenere in considerazione saranno quelle in cui si è dichiarato e non versato per altre ragioni. Mentre altra cosa è un intervento sui tributi esistenti per rendere più facile al contribuente una soluzione con l’agenzia delle entrate ripensando all’accertamento con adesione e al contenzioso. Il tutto controbilanciato da una revisione della disciplina dei reati tributari.

LE PAROLE DEL VICEMINISTRO DELLA LEGA

“Ha senso”, spiega in proposito Garavaglia, “che a fronte di una pace fiscale che tira una riga sul pregresso, di una revisione strutturale dei meccanismi di intervento dell’Agenzia delle entrate e dell’intervento spontaneo del contribuente su contenzioso e accertamento preventivo (che diventa la componente strutturale della pace fiscale), dell’intervento sul regime semplificato dei minimi e sul mondo delle aziende con l’Ires 15% e dell’ulteriore novità della fatturazione elettronica dal 1° gennaio, un meccanismo che rende difficile fare operazioni di elusione ed evasione, a fronte di tutte queste misure chi persevera nell’operare fuori dalle regole debba aspettarsi una reazione più forte”.

(articolo pubblicato su Italia Oggi)

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