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Start up milionarie in Borsa? Ecco quanto valgono oggi. Infografica

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crescita economica

Start up americane e cinesi pronte a sbarcare in Borsa? O alla luce di nuovi investimenti potranno farne benissimo a meno?

Quotazioni in Borsa per una start up anno 2015: se l’anno 2014 è stato l’anno di Alibaba con la sua quotazione in Borsa a New York da record (25 miliardi di dollari), questo potrebbe diventare l’anno di molte start up della galassia di internet pronte, in teoria, a sbarcare in Borsa. Parliamo di realtà aziendali che hanno una valutazione da 100 milioni di dollari in sù. Ma qualcosa è cambiato, negli anni, nel modo in cui si finanzia una start up che si muove nel mondo di internet: in un primo momento, le start up ricorrevano allo strumento della Borsa per trovare nuove fonti di finanziamento, oggi, invece, ricorrono anche ad altri mezzi e poi, in seconda battuta, sbarcano a Wall Street. Al Nasdaq, il segmento della Borsa che raggruppa i titoli high tech, l’indice è in perdita rispetto a 15 anni fa, e questo non aiuta.

Attualmente le start up di internet con bilanci e valore milionario sono circa 70: per esempio in prima fila la “Apple cinese” Xiaomi, la terza produttrice di smartphone nel mondo che a fine dicembre scorso ha ricevuto circa 1,1 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti. Dello stesso livello di valutazione economico-finanziario è l’applicazione alternativa al servizio taxi nelle grandi città di Uber, attualmente gli viene attribuito un valore di più di 41 miliardi di dollari, e anche Uber ha annunciato a Dicembre una nuova tornata di finanziamenti di circa 1,2 miliardi di dollari.
infografica su start up che possono quotarsi nel 2015

infografica su start up che possono quotarsi nel 2015

Tra i papabili di un posto a Wall Street anche il sito Airbnb, che sta cambiando il modo di viaggiare in tutto il mondo, non solo per chi è alla ricerca di un “divano” sul quale dormire ma anche per chi ha esigenze più raffinate e vuole soggiornare in una residenza di lusso. Airbnb viene valutato circa 10 miliardi di dollari. Della stessa valutazione economica e allo stesso modo oggetto di attenzione degli investitori, Snapchat, l’app che consente di scambiare foto, messaggi e video in modo veloce (definita anche la chat usa e getta). Ma Snapchat, come Pinterest, il social media che serve a condividere immagini, manca ancora di un business plan; cosa questa che non impedisce agli investitori di dirottare ben 486 milioni di dollari di danaro fresco.
Sono i venture capita e i fondi comuni e di pensione che stanno alimentando le speranze di queste start up e le paure di chi vede una nuova bolla finanziaria attorno alla vita di queste realtà. Nella memoria degli osservatori finanziari il ricordo va all’anno 2000 quando il Nasdaq crollò. Sarà solo un deja vu?

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