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Così la Cina irrompe nel mercato delle console

Logitech G CLOUD

Tencent sfida i grandi nomi del mondo dei videogame (e l’assenza di chip) con una console che, come dice il nome, Logitech G CLOUD, è basata sul gaming sulla nuvola

Tanto tuonò che piovve. Il colosso cinese Tencent, dopo aver conquistato il mercato videoludico sul fronte software (anche grazie all’acquisizione di una moltitudine di studi di sviluppo), irrompe ora in quello hardware, con una piattaforma di gioco che non fa mistero di contrapporsi alla Switch di Nintendo, che veleggia ormai oltre le 111 milioni di unità vendute ai quattro angoli del globo. Come vi avevamo anticipato questa estate, non farà tutto da sola. Il partner scelto per la console è Logitech G, brand di Logitech, che gli appassionati del gaming già conoscono per gli accessori (volanti, pad, pedaliere e quant’altro). Assieme, le due realtà hanno messo a punto Logitech G CLOUD Gaming Handheld, dispositivo creato per il cloud gaming.

COS’È LOGITECH G CLOUD E QUALI SONO I NOSTRI DUBBI

Non sarà forse quel concentrato di tecnologia desiderato dagli smanettoni, presentando uno schermo HD touch a 1080p dalla frequenza di aggiornamento di 60 Hz, sotto il quale pulsa il processore “system-on-a-chip” Snapdragon 720G, 8 core, 2 ad alte prestazioni e 6 ad alta efficienza, pensato per smartphone e dunque non per sistemi di gioco ma, soprattutto, paragonabile a quanto si possa trovare oggi nei cellulari più a buon mercato, con (si mormora in Rete, non esistendo informazioni ufficiali a riguardo) una Adreno 618 e 4 GB di LPDDR4 per la memoria.

LA CHIAVE VINCENTE È LA NUVOLA?

La forza di una console simile, però, non sta nella potenza di calcolo, che difatti non pare granché, quanto nel supporto dello streaming cloud, che in questo caso è quello di Xbox Game Pass Ultimate e NVIDIA GeForce NOW. I giocatori possono anche eseguire lo streaming di giochi locali da una console Xbox con l’app Xbox, i loro giochi Steam tramite SteamLink o scaricare app remote play, streaming video e altro ancora tramite il Google Play Store.

“Il cloud gaming è un modo nuovo ed entusiasmante di giocare. Adoro il fatto che si possa accedere alle librerie da qualsiasi luogo”, ha dichiarato Ujesh Desai, vicepresidente e direttore generale di Logitech Gaming. “Volevamo sfidare noi stessi a costruire un dispositivo perfettamente ottimizzato per il cloud gaming. Questo significa controlli di precisione, simili a quelli di un controller Xbox di fascia alta, un ampio schermo HD, un’incredibile durata della batteria e un design leggero per consentire ai giocatori di godere di lunghe sessioni di gioco senza alcun compromesso”.

DEBUTTO A OTTOBRE… E LA CRISI DEI CHIP?

La console portatile Logitech G CLOUD naturalmente è collegabile al Wi-Fi, a tal proposito Logitech promette una autonomia di oltre 12 ore di durata (tutte da verificare) e un peso di soli 463 grammi, che alla fine sono i dettagli che più interessano a chi gioca in mobilità visto che una console pesante o che ‘muore’ sul più bello sarebbe una inutile mattonella tecnologica, mentre gli hardcore gamer sappiano che i controlli sono rimappabili, come su PC e c’è pure un giroscopio. La console cino-elvetica sarà disponibile in Nord America in ottobre 2022 e più avanti nel resto del mondo. Dovrà vedersela con numerose rivali, da Ayaneo a Pocket, passando per Evercade e Playdate, ma quelle davvero agguerrite saranno Steam Deck e Nintendo Switch. Soprattutto bisognerà capire se la crisi dei chip che ha costretto le ammiraglie di Sony e Microsoft a procedere col freno a mano tirato, influenzerà in alcun modo la disponibilità di modelli sul mercato.

L’ONNIPRESENZA TENCENT NEL MONDO SOFTWARE

Vincolata in patria da norme che non le permettono di fare affari come vorrebbe, sul fronte software Tencent ha da tempo rivolto le proprie attenzioni al mercato occidentale, libero da censure e legacci. E lo ha messo nel mirino facendo shopping di etichette già esistenti e presenti nel comparto. Sono anni, per esempio, che il colosso cinese desidera Ubisoft, multinazionale francese con studi ormai ovunque nel mondo, da Milano alla Cina, passando per Abu Dhabi, con IP come Prince of Persia, Rayman, Assassin’s Creed, Far Cry, Rainbow Six e Just Dance, giusto per citare i titoli più noti.

I risultati finanziari dell’etichetta francese nell’ultimo periodo non sono stati eccellenti, tanto da provocare lo slittamento di diversi videogame e una forte stretta nelle spese delle varie filiali e così Tencent nelle ultime settimane si è rifatta avanti con la famiglia Guillemot, che col 15% ha in mano le chiavi della società. Secondo Reuters, il colosso asiatico che ha già acquistato una quota di partecipazione in Ubisoft del 5% nel 2018 avrebbe espresso nuovamente l’interesse di aumentare le sue quote azionarie nell’azienda dell’attuale valore di 5,3 miliardi di dollari, puntando a diventare l’azionista di maggioranza. Per la precisione avrebbe messo sul piatto 297,3 milioni di dollari. L’accordo implicherebbe una valutazione di 80 euro per azione per Ubisoft, che è significativamente superiore al prezzo di mercato dell’ultimo periodo, sui 40 euro.

Nel frattempo Tencent ha portato avanti acquisizioni complete, facendo shopping di software house come Inflexion Games, etichetta con sede a Edmonton, in Canada, composta da ex membri di BioWare, a iniziare dal CEO Aaryn Flynn, che ha firmato saghe di successo del calibro di: Mass Effect, Dragon Age e Star Wars: The Old Republic e PlayTonic, che invece si compone di ex Rare (software house britannica che negli anni ’90 firmò capolavori come Donkey Kong Country, 007 GoldenEye, Perfect Dark, Banjo-Kazooie), ridimensionata nel talento dopo l’acquisto da parte di Microsoft, sebbene negli ultimi tempi abbia sfornato il divertente Sea of Thieves.

In PlayTonic troviamo ex Rare come Gavin Price (capo dell’azienda), Chris Sutherland (principale programmatore di Donkey Kong Country) e Steve Mayles. Proprio l’investimento cinese permetterà ai britannici di sviluppare un terzo capitolo del loro Yooka-Laylee, platform 3D che si rifà in modo plateale a uno dei videogiochi più amati di Rare d’epoca Nintendo 64: Banjo-Kazooie.

A fine agosto 2022, Sony e Tencent hanno poi incrementato le rispettive quote in FromSoftware, lo sviluppatore nipponico del pluripremiato Elden Ring (che, nonostante sia una esclusiva PS5, console tutt’ora difficile da trovare per l’assenza di chip, ha venduto oltre 16,6 milioni di copie nel mondo) e di altri titoli del genere soulslike. Sony ora detiene il 14,09% della software house, mentre Tencent, tramite la sussidiaria Sixjoy, si è portata al 16,25%. Kadokawa Corporation, la casa madre di FromSoftware, possiede ora il 69,66%.

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