Innovazione

Videogiochi, la cinese Tencent comprerà la francese Ubisoft?

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Nel mirino del gruppo cinese Tencent c’è anche la punta di diamante della produzione europea: Ubisoft. Tutti i dettagli

C’era un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui in Cina quasi non esistevano videogiochi. Come tutte le forme di intrattenimento provenienti dall’estero erano infatti visti con sospetto dal governo centrale e, in quanto tali, censurati.  Solo negli ultimi anni Pechino sembra aver scoperto le potenzialità del mercato videoludico (ingolosita dai guadagni esorbitanti del settore) e ora è partita all’arrembaggio delle software house occidentali. La prima realtà finita nel mirino dei cinesi è anche la punta di diamante della produzione europea: Ubisoft.

COSA SI SA DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE DI UBISOFT

Sebbene, secondo quanto riporta il Financial Times, il protezionismo cinese nel settore hardware e software sia ben lungi dall’essere finito (il governo cinese avrebbe infatti imposto a tutte le aziende statali – e quindi anche a quelle private, date le partecipazioni del governo – di dotarsi di macchinari e programmi made in China), Pechino starebbe valutando di fare shopping tra le case di sviluppo più rinomate del Vecchio continente, mandando avanti il colosso del settore tecnologico Tencent, semisconosciuta al grande pubblico europeo (possiede WeChat e in ambito videoludico WeGame) eppure già dietro a tanti marchi di casa nostra.

TENCENT È GIA’ TRA NOI

Per la precisione, Tencent ha già iniziato da tempo a fare shopping tra le software house occidentali, puntando soprattutto a chi sviluppa blockbuster. Nel 2011 aveva acquistato il 93% di Riot Games (League of Legends) per 400 milioni di dollari. Acquisizione completata nel 2015, per una cifra non nota. Successivamente ha iniziato la scalata di Supercell, responsabile di alcuni dei brand più fortunati in ambito mobile: Clash of Clans e Clash Royale. Ma il vero colpaccio lo ha compiuto acquisendo il 40% di Epic Games, la software house di quel successo globale che risponde al nome di Fortnite.

DOPO ACTIVISION, UBISOFT?

E adesso sembra che Tencent stia mettendo nel mirino le software house storiche. Prima ha comprato il 5% della statunitense Activision, che ha all’attivo la saga di Call of Duty, poi una medesima quota di Ubisoft. E adesso vorrebbe completare l’opera. Ubisoft, del resto, è una delle case di sviluppo più promettenti e ramificate, con sedi in tutto il mondo, dal Canada all’Italia (il team italiano è responsabile di uno dei titoli più fortunati e apprezzati da critica e pubblico dell’ultimo periodo, Mario + Rabbids Kingdom Battle. Ne avevamo parlato qua), passando per l’India, la Cina, l’Est Europa, la Spagna e la Nuova Scozia. Vanta, soprattutto, numerose IP di successo e di richiamo: Rayman, Prince of Persia, Beyond Good & Evil, Far Cry, Ghost Recon, Rainbow Six, Splinter Cell, Assassin’s Creed, Watch Dogs e Just Dance, per limitarci alle principali.

TENCENT COGLIE L’ATTIMO

L’acquisizione avverrebbe nel momento più favorevole per Tencent. Ubisoft, valutata 7 miliardi di dollari, sta provando ad ammortizzare l’insuccesso dei suo ultimi videogame, Ghost Recon Breakpoint e The Division 2, con ristrutturazioni aziendali e programmatiche. Rinviati al prossimo anno fiscale, ossia dopo il mese di marzo del 2020, tutti i suoi titoli di punta: Watch Dogs – Legion, Rainbow Six Quaratine, Gods and Monsters e Skull & Bones (è bastata questa notizia a far crollare del 30% il titolo in poche ore). Per questo Joost Van Dreunen, responsabile della divisione gaming dell’agenzia d’analisi Nielsen, ipotizza che l’acquisizione di Ubisoft da parte di Tencent possa avvenire già nel corso del 2020. Sul piatto i cinesi sono disposti a mettere 10 miliardi di dollari. Una cifra cui è difficile dire di no. Ma il governo francese, molto attento ai suoi tesori, potrebbe entrare nella trattativa e riservare sorprese.

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