Il miliardario Bezos investirà ben 600 milioni di dollari per incrementare la propria produzione nei prossimi anni in Florida scommettendo anche sui data center orbitali.
La società aerospaziale fondata da Bezos, Blue Origin, amplierà il campus Rocket Park a Cape Canaveral, in Florida, con un investimento di 600 milioni di dollari rafforzando la propria presenza sulla Space Coast e aumentando la capacità produttiva per i lanci orbitali, secondo quanto dichiarato dal governatore Ron DeSantis, riporta Bloomberg.
Al Rocket Park l’azienda costruisce i razzi vettori New Glenn, ciascuno più alto di un campo da calcio, per poi essere trasportati via camion per circa 14 chilometri a sud-est fino al Complesso di lancio 36 della Stazione Spaziale di Cape Canaveral, per essere lanciati in orbita.
Proprio il 22 maggio Blue Origin ha completato l’indagine sul guasto verificatosi durante il terzo volo del suo razzo New Glenn dello scorso 19 aprile, autorizzando così la ripresa dei lanci del vettore, come segnalato da Spacenews.
Nel frattempo, mentre si trovava in Florida, il fondatore di Amazon Bezos ha parlato dei piani dell’azienda anche per la realizzazione di data center nello spazio, in una recente intervista alla Cnbc.
Bezos ha affermato che portare i data center nello spazio è un obiettivo “molto realistico”, ma potrebbe richiedere più tempo del previsto, definendo “un po’ ambiziose” le stime di due o tre anni fornite dal rivale Elon Musk, fondatore di SpaceX.
Le dichiarazioni arrivano in vista del debutto in borsa di SpaceX, che ha alimentato l’interesse di Wall Street per il settore spaziale.
Tutti i dettagli.
GLI INVESTIMENTI DI BLUE ORIGIN
Blue Origin prevede di realizzare un ampliamento da 600 milioni di dollari del suo vasto complesso produttivo Rocket Park a Merritt Island, che creerà 500 posti di lavoro nel settore aerospaziale con stipendi medi superiori a 98.000 dollari.
Denominato Project Horizon, questo ampliamento comprenderà una struttura produttiva di circa 77.000 metri quadrati destinata a incrementare la propria produzione degli stadi superiori dei razzi New Glenn, in grado di trasportare carichi pesanti.
“Project Horizon rappresenta l’ultimo e più ambizioso capitolo dell’impegno decennale di Blue Origin in Florida”, ha dichiarato il ceo di Blue Origin Dave Limp.
NEW GLENN AUTORIZZATO AL DECOLLO
Nel frattempo, la Federal Aviation Administration (Faa) ha approvato il rapporto di Blue Origin sulla missione NG-3 del 19 aprile e ha autorizzato il lancio di New Glenn. Il lanciatore era rimasto a terra dal fallimento del lancio, mettendo a rischio il fitto programma di lanci del razzo.
L’incidente al secondo stadio ha spinto la Faa a bloccare il razzo, ordinando a Blue Origin di condurre un’indagine sull’anomalia.
Il rapporto dell’azienda ha individuato la causa principale del recente malfunzionamento in una perdita criogenica che ha congelato una linea idraulica, provocando l’anomalia di spinta durante l’accensione del motore del secondo stadio. L’azienda ha aggiunto che sono state implementate misure correttive per evitare che un’anomalia simile si verifichi nei prossimi lanci.
LE AMBIZIONI DI BEZOS
L’azienda spaziale di Jeff Bezos potrebbe avere grandi progetti per il suo razzo New Glenn, sottolinea Gizmodo. Con il recente investimento annunciato in Florida, Blue Origin punta alla produzione di 60 stadi superiori per il razzo New Glenn entro il terzo trimestre del 2028.
Non solo, come il rivale Musk, anche il fondatore di Amazon e Blue Origin punta ai data center nello spazio. Nell’intervista a Cnbc, Bezos ha definito i data center nello spazio un obiettivo “molto realistico”, pur avvertendo che le tempistiche di due o tre anni sono “un po’ ambiziose”.
I DATA CENTER ORBITALI E IL PROJECT SUNRISE
Secondo Bezos, per rendere possibile questa prospettiva, “il costo del lancio deve diminuire drasticamente, di un fattore 10. È su questo che stiamo lavorando qui. È quello che sta facendo Blue Origin”.
A marzo Blue Origin ha presentato alla Federal Communications Commission (Fcc) un piano per lanciare 51.600 satelliti per data center in orbita terrestre bassa, nell’ambito dell’iniziativa “Project Sunrise”.
Come sottolineato dal Wall Street Journal, l’azienda aerospaziale di Bezos si è unita così a SpaceX di Elon Musk e alla startup Starcloud che hanno già presentato domanda alla Fcc per ottenere l’autorizzazione a lanciare satelliti per l’intelligenza artificiale.
La strategia di Blue Origin prevede anche il trasferimento di attività industriali dalla Terra alla Luna, inclusa la costruzione di celle solari con materiali lunari.
Sempre Bezos ha ricordato nell’intervista a Cnbc che Blue Origin sta anche collaborando con la Nasa e il governo degli Stati Uniti per costruire una base permanente sulla Luna e potenziare le capacità di difesa statunitensi per mantenere la superiorità spaziale. “Vorrei mettere in guardia coloro che pensano che sia tutta fantascienza, invitandoli alla cautela nel giudizio, perché è reale, sta accadendo”, ha dichiarato Bezos.





