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SpaceX, tutto pronto per il debutto di Starship V3 e la maxi Ipo

SpaceX si prepara a un passaggio cruciale per il futuro del programma Starship e per la prevista quotazione in Borsa. Secondo alcune fonti, l'azienda aerospaziale di Elon Musk ha scelto Goldman Sachs come lead manager per l'Ipo da record

SpaceX scalda i motori in vista del prossimo test di Starship, sistema di lancio completamente riutilizzabile, ma anche dell’Ipo.

Questa settimana l’azienda aerospaziale di Elon Musk dovrebbe effettuare il dodicesimo volo di prova senza equipaggio del razzo Starship, il primo della nuova versione V3 del sistema di lancio più grande mai costruito. Il lancio era inizialmente previsto per il 19 maggio, ma è stato rinviato al 22 maggio, dalla base Starbase in Texas.

Nel frattempo gli investitori osservano con attenzione i progressi tecnologici della società – impegnata in una corsa contro il tempo per rendere la navicella pronta per le prossime missioni Artemis della Nasa – in vista dell’Ipo attesa il mese prossimo.

ìSecondo fonti vicine alla vicenda, SpaceX ha scelto Goldman Sachs come capofila per la sua attesa quotazione in Borsa. Seguono Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan Chase. Si prevede che l’azienda di razzi, satelliti e intelligenza artificiale del miliardario americano presenterà pubblicamente la documentazione per l’Ipo già oggi, secondo quanto riportato da Bloomberg News, dopo averlo depositato in via riservata presso la Securities and Exchange Commission (Sec) il mese scorso.

L’Ipo di SpaceX potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, superando ampiamente il record attuale detenuto da Saudi Aramco con i 29 miliardi del debutto del 2019.

Tutti i dettagli.

IL DEBUTTO DELLA STARSHIP V3

Il Volo 12 sarà il dodicesimo volo di prova del veicolo Starship dal 2023, ma il primo di quest’anno e il primo volo di prova di Starship dopo 7 mesi.

Sarà il lancio inaugurale della Starship Versione 3 (V3), che presenta diversi aggiornamenti rispetto ai modelli precedenti, e ha lo scopo di qualificare il veicolo come modulo di atterraggio lunare per il programma Artemis della Nasa e per le missioni operative di lancio dei satelliti Starlink di SpaceX e dei futuri veicoli per i data center orbitali secondo l’azienda.

LE NOVITÀ TECNICHE DEL SISTEMA DI LANCIO

Tra le principali modifiche introdotte figura la riprogettazione dei 33 motori Raptor del booster Super Heavy, sviluppati per garantire una spinta maggiore con un peso ridotto. Anche il sistema di propulsione dello stadio superiore della Starship è stato aggiornato per missioni di lunga durata, con meccanismi che consentono l’attracco tra veicoli, il rifornimento in orbita e una maggiore manovrabilità, spiega Reuters.

IL TEST E LE MANOVRE DI RIENTRO

Per questo dodicesimo volo di prova SpaceX non tenterà il recupero né della Starship né del booster Super Heavy. Gli obiettivi della missione prevedono però l’esecuzione di diverse manovre di rientro controllato, comprese accensioni dei motori prima dell’ammaraggio in mare.

Secondo il piano di volo, il booster Super Heavy dovrebbe ammarare nel Golfo del Messico circa sette minuti dopo il decollo, mentre l'”emozionante atterraggio” di Starship, come lo definisce SpaceX, è previsto circa un’ora dopo nell’Oceano Indiano. Prima del rientro, il carico utile della Starship rilascerà 20 simulatori Starlink e due satelliti modificati per raccogliere dati sul comportamento dello scudo termico del veicolo durante il rientro atmosferico e trasmetterli agli operatori a terra.

LA SFIDA DELL’IPO STELLARE

Il test della Starship V3 assume particolare rilevanza anche in chiave finanziaria. SpaceX è altrettanto pronta a stupire con una valutazione superiore a 1.750 miliardi di dollari. Questa ambizione è in linea con la recente traiettoria del gruppo, valutato intorno a 1.250 miliardi di dollari dopo l’integrazione di xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk, a febbraio. Dal punto di vista finanziario, secondo le stime di mercato, il gruppo avrebbe generato circa 8 miliardi di dollari di profitti su un fatturato compreso tra i 15 e i 16 miliardi di dollari lo scorso anno.

L’azienda punta a raccogliere fino a 75 miliardi di dollari con il lancio, quasi il triplo del record stabilito da Saudi Aramco nel 2019. Altre stime suggeriscono una cifra superiore ai 50 miliardi di dollari, comunque sufficiente a superare questo precedente storico.

I PROVENTI COME BOOSTER PER STARSHIP E XAI

I fondi saranno necessari per sviluppare ulteriormente il suo mega-razzo Starship, nonché per alimentare l’altro progetto prediletto di Musk. Una delle idee alla base della fusione tra SpaceX e xAI è quella di mettere in orbita data center per l’intelligenza artificiale, dove i satelliti a energia solare potrebbero, in teoria, evitare alcuni dei limiti di spazio e di energia che esistono sulla Terra. Ma la tecnologia è tutt’altro che collaudata e l’intera operazione sarebbe incredibilmente costosa.

Ma il miliardario americano sta dimostrando di crederci fino in fondo: a fine marzo ha presentato il progetto Terafab, una joint venture tra le sue società Tesla, SpaceX e xAI,  per la produzione di chip per l’Intelligenza artificiale, la robotica e i data center nello spazio. Il progetto vuole produrre chip in grado di supportare una potenza di calcolo compresa tra 100 e 200 gigawatt sulla Terra e un terawatt nello spazio. Un terawatt equivale a 1.000 miliardi di watt. Per fare un confronto, Musk ha affermato che il fabbisogno energetico degli Stati Uniti è di 0,5 terawatt.

Infine, come sottolinea Reuters, resta da vedere come gli investitori che valutano la prossima Ipo di SpaceX concilieranno la propensione di Musk ad assumersi rischi a breve termine con le sue aspirazioni a lungo termine per i viaggi spaziali lunari e interplanetari.

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