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Perché Stellantis scarica Free2move e rottama l’era Tavares

Il gruppo Stellantis guidato da Filosa vende a Mutares le attività di car sharing nate nell'era Tavares. La mossa si inserisce nella strategia del piano FaSTLAne 2030, che punta a concentrare risorse sui marchi, sulle tecnologie e sulle attività più redditizie

Stellantis continua a sfoltire il perimetro del gruppo. Dopo aver ridisegnato la strategia industriale con il piano FaSTLAne 2030, il costruttore automobilistico guidato da Antonio Filosa (nella foto) cede a Mutares le attività di car sharing di Free2move, una delle iniziative nate negli anni dell’ex amministratore delegato Carlos Tavares per allargare il raggio d’azione del gruppo oltre la produzione di automobili. L’operazione, di cui non sono stati comunicati i termini economici, dovrebbe chiudersi entro la fine del 2026. Stellantis manterrà invece Free2move Charge, il business dedicato alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.

LA STRATEGIA DI FILOSA DIETRO LA VENDITA

La cessione è molto più di una semplice dismissione. Rappresenta infatti uno dei tasselli concreti della strategia annunciata da Filosa lo scorso maggio con il piano industriale da 60 miliardi di euro, costruito attorno a un principio preciso: allocare il capitale in modo più disciplinato, concentrando investimenti e risorse sui marchi, le tecnologie e le attività capaci di generare i rendimenti più elevati. In concreto, il piano prevede oltre 24 miliardi di euro di investimenti in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie, mentre il 70% delle risorse destinate a marchi e prodotti sarà concentrato sui quattro brand globali Jeep, Ram, Peugeot e Fiat e sulla business unit dei veicoli commerciali Pro One.

In questo quadro il gruppo ha deciso di rifocalizzarsi sul business automobilistico vero e proprio, razionalizzando le attività considerate non strategiche. Non a caso Virgilio Cerutti, responsabile Business Development & Partnerships di Stellantis, ha spiegato che, “concentrando ulteriormente la nostra attenzione sulle attività puramente automotive, rafforziamo la nostra capacità di conseguire risultati sostenibili nel lungo periodo”.

La scelta arriva mentre Filosa prova a rilanciare il costruttore dopo anni complicati. Secondo i dati preliminari diffusi a metà luglio, nel secondo trimestre Stellantis ha consegnato quasi 1,6 milioni di veicoli, il 10% in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto al rimbalzo del Nord America, dove le consegne sono cresciute del 38% a 445mila unità. Nell’Europa allargata l’incremento è stato del 5%, sostenuto anche dalla buona domanda per modelli più accessibili come Citroën C3, C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Panda. Sullo sfondo restano però le difficoltà che hanno spinto il gruppo a cambiare rotta: perdita di quote di mercato, prezzi elevati, problemi di qualità e crescente concorrenza dei produttori cinesi.

COS’È FREE2MOVE E PERCHÉ INTERESSA A MUTARES

Free2move era nata nel 2016 all’interno di PSA, prima della fusione con Fiat Chrysler che ha dato vita a Stellantis, come uno dei pilastri della strategia di diversificazione nella mobilità. Anche dopo la nascita del gruppo nel 2021 aveva continuato a operare accanto alle attività di leasing e ai servizi di mobilità. Oggi offre servizi di car sharing “free floating”, senza stazioni fisse, con flotte presenti in 14 città tra Europa e Stati Uniti.

La società, peraltro, non è un’attività marginale. Secondo gli ultimi dati conta oltre 6 milioni di clienti, 450mila veicoli a noleggio, 500mila posti auto, opera in 170 Paesi e gestisce circa 600mila contratti con imprese. Nel 2025 Stellantis aveva inoltre rivendicato una crescita annua composta del 99% tra il 2021 e il 2024, il raggiungimento della redditività già nel 2021 e l’integrazione di Share Now in appena 18 mesi.

CHI È MUTARES

Se Stellantis stringe il perimetro, Mutares fa il percorso opposto: il fondo tedesco con sede a Monaco aggiunge al proprio portafoglio un’attività che intende rilanciare come piattaforma autonoma della mobilità. Il gruppo tedesco, specializzato nell’acquisizione e nel rilancio di aziende in fase di trasformazione, punta a riorganizzare la flotta internazionale, proseguire la transizione verso la mobilità elettrica e rafforzare il modello operativo della società. “Vogliamo sviluppare ulteriormente l’azienda affinché diventi una piattaforma indipendente di riferimento nel settore della mobilità”, ha affermato Johannes Laumann, chief investment officer di Mutares.

Per Mutares Free2move rappresenta insomma un nuovo tassello della propria strategia di crescita. Nel 2025 il fondo ha registrato ricavi consolidati per 6,5 miliardi di euro, un utile netto della holding di 130,4 milioni e un portafoglio di oltre 35mila dipendenti. Per il 2026 prevede ricavi compresi tra 7,9 e 9,1 miliardi di euro e un utile della holding tra 165 e 200 milioni, continuando a puntare sull’acquisto di aziende con potenziale di rilancio operativo e sulla successiva valorizzazione.

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