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In attesa dell’Mgcs (in ritardo), la Francia punta a un nuovo carro armato

La Francia prepara un rafforzamento della spesa militare con ulteriori 36 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. Non solo, dal momento che il programma franco-tedesco Mgcs per il carro di nuova generazione accumula ritardi, Parigi sta prendendo in considerazione una soluzione temporanea per sostituire il Leclerc

La Francia valuta un carro armato di riserva visto i ritardi che stanno rallentando il Mgcs (Main Ground Combat System), il progetto franco-tedesco per il carro armato europeo di nuova generazione.

L’8 aprile il governo francese ha presentato in Consiglio dei ministri il suo progetto di aggiornamento della legge di programmazione militare (Lpm), che rafforza di 36 miliardi di euro lo sforzo di bilancio di fronte all’aggravarsi delle minacce e all’ipotesi di un conflitto con la Russia.

Questa programmazione pluriennale prevedeva un totale di 413 miliardi di euro per le esigenze delle forze armate per gli anni dal 2024 al 2030. La Lpm (loi de programmation militaire), il cui aggiornamento era previsto gia’ al momento della sua adozione alla fine del 2023, fissa la dotazione complessiva e le priorità su diversi anni.

Tra le priorità elencate dal ministro delle Forze Armate Catherine Vautrin figura il possibile sviluppo di un nuovo carro armato “intermedio” per colmare una lacuna in termini di capacità, dato che gli attuali carri armati Leclerc sono obsoleti e il progetto franco-tedesco Mgcs è ancora lontano, sottolinea Defense News.

Parallelamente, Parigi interviene anche su altri programmi strategici della difesa, dal programma per il caccia di sesta generazione Fcas ai sistemi di difesa aerea, fino all’artiglieria missilistica e alla modernizzazione della flotta Rafale.

Tutti i dettagli.

UN CARRO ARMATO INTERMEDIO PER COLMARE IL RITARDO DELL’MGCS

La Francia è in trattative con i produttori per sviluppare una soluzione intermedia destinata a sostituire il carro armato principale Leclerc in attesa del futuro carro armato europeo di nuova generazione, in collaborazione con Berlino.

Come riportava la scorsa settimana Politico, tutto ciò avviene dopo le crescenti pressioni da parte di parlamentari e industria affinché il governo riconosca che il carro armato franco-tedesco Main Ground Combat System potrebbe subire ritardi e che le forze terrestri francesi necessitano di una soluzione provvisoria quando i veicoli da combattimento Leclerc saranno dismessi entro la fine degli anni 2030.

“Non dobbiamo sprecare il 2026” aveva dichiarato a fine marzo ai giornalisti il ​​deputato francese François Cormier-Bouligeon, membro della commissione Difesa dell’Assemblea Nazionale.

A CHE PUNTO È IL CARRO ARMATO DI NUOVA GENERAZIONE FRANCO-TEDESCO

Proprio un anno fa, era stata fondata a Colonia, in Germania, la Mgcs Project Company (Mpc), società nata dalla collaborazione tra le aziende della difesa Rheinmetall, Knds e Thales per occuparsi dell’implementazione del programma franco-tedesco Mgcs.

Lanciato da Francia e Germania nel 2017 (insieme al parallelo Fcas per il caccia di sesta generazione), l’Mgcs è il programma per il sistema di combattimento terrestre del futuro. A partire dal 2040, l’Mgcs franco-tedesco dovrebbe sostituire i carri armati Leopard 2 e Leclerc, in servizio rispettivamente negli eserciti tedesco e francese. Il progetto ha sempre rischiato di fallire a causa delle divergenze tra Berlino e Parigi, mai risolte del tutto.

Nell’aprile 2024 i due paesi sono riusciti però a sbloccare il dossier concordando la distribuzione dei compiti industriali. Il protocollo firmato prevede una ripartizione eguale tra le aziende che partecipano al progetto: Knds, consorzio franco-tedesco formato dai gruppi per la difesa Krauss-Maffei Wegmann (Kmw, Germania) e Nexter Defence Systems (Francia), e Rheinmetall, basata a Duesseldorf.

Tuttavia, la ministra francese ha spiegato ora che il progetto Mgcs sconta un ritardo di circa dieci anni.

I RALLENTAMENTI PER COLPA DI BERLINO…

Secondo Vautrin, il ritardo è legato alla decisione tedesca di avviare un programma autonomo per i nuovi carri Leopard 3. Questa situazione impone alla Francia di coprire il divario tra la fine del ciclo di vita del Leclerc, prevista per il 2038, e l’arrivo dell’Mgcs, non atteso prima dei primi anni 2040.

IL LAVORO AFFIDATO A KNDS

“I nostri attuali carri armati Leclerc dureranno fino al 2040, mentre il progetto Mgcs richiederà circa un decennio… Abbiamo bisogno di un carro armato provvisorio, che probabilmente sarà una piattaforma Knds Germania o Knds Francia, ma la decisione non è ancora stata presa, con una torretta di progettazione francese”, ha dichiarato Vautrin durante la conferenza stampa, ripresa da Breaking Defense.

La piattaforma provvisoria potrebbe basarsi su uno scafo Knds Germania con torretta Knds Francia, sottolinea la testata americana. Vautrin ha precisato che la torretta sarà francese “in ogni caso”, mentre i colloqui tra la Direzione Generale per gli Armamenti e i produttori sono ancora nelle fasi iniziali.

36 MILIARDI IN PIÙ PER LA DIFESA NELLA PROGRAMMAZIONE 2026-2030

Tornando all’incremento della spesa per la difesa, questo rientra nell’aggiornamento della legge di programmazione militare francese, che prevedeva inizialmente uno stanziamento di 400 miliardi di euro per il periodo 2024-2030. Il governo intende aggiungere ulteriori 36 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030 per rafforzare le capacità delle forze armate.

Da qui al 2030, saranno destinati, tra gli altri, 8,5 miliardi di euro supplementari all’acquisto di munizioni, per un totale di 26 miliardi di euro sull’intero periodo. Due miliardi di euro supplementari saranno destinati ai droni di ogni tipo, portando lo sforzo in questo settore a 8,4 miliardi. 10,1 miliardi sono destinati al settore spaziale.

Sebbene gli obiettivi relativi al personale non siano un punto focale della legge militare aggiornata, Vautrin ha affermato che il Paese prevede di avere 50.000 riservisti entro il 2030, portando il totale a 330.000 forze addestrate entro la fine del decennio, inclusi gli attuali 275.000 militari in servizio attivo e civili, riporta Le Monde.

FCAS, MEDIAZIONE IN CORSO TRA DASSAULT E AIRBUS

Sul fronte aeronautico, la ministra ha riferito che è in corso una mediazione sul programma Future Combat Air System (Fcas), il progetto congiunto franco-tedesco-spagnolo per il caccia di nuova generazione. Il programma è fermo a causa delle divergenze tra Dassault Aviation e Airbus sulla leadership industriale e sulla distribuzione del lavoro.

Due “individui esterni qualificati” stanno conducendo i negoziati per affrontare la questione della proprietà intellettuale, della ripartizione del lavoro e dei certificati di aeronavigabilità, con una conclusione prevista entro la fine di aprile.

Dassault ha confermato che i colloqui mirano a raggiungere un accordo per consentire la prosecuzione del progetto. Sebbene lo scorso 1° aprile il ceo Éric Trappier abbia dichiarato  di “non essere un uomo da cogestione”.

ACCANTONATO IL PROGRAMMA EURODRONE

Inoltre, non compare più nel bilancio aggiornato della difesa francese il progetto Eurodrone, programma europeo attualmente in fase di sviluppo per il primo sistema a pilotaggio remoto nato dalla collaborazione europea tra le industrie del settore: Airbus, Dassault e Leonardo. Vautrin ha spiegato che “allo stato attuale, il progetto non sta procedendo in modo soddisfacente”.

Il governo ha anche sospeso i piani per l’acquisto del drone Patroller Male prodotto da Safran.

DIFESA AEREA, PIÙ SISTEMI SAMP/T NG ENTRO IL 2030

Infine, la Francia intende accelerare l’acquisizione del sistema di difesa aerea a lungo raggio Samp/T NG.

Il sistema di difesa antiaerea franco-italiano Samp/T è sviluppato dal consorzio italo-francese Eurosam (costituto dalle società Mbda Italia, Mbda Francia e Thales). Rappresenta uno dei fulcri della difesa aerea dell’Ucraina, diventato fondamentale per intercettare i missili e i droni lanciati da Mosca.

Nel 2024 i ministri della Difesa italiano e francese Crosetto e Lecornu avevano anche scritto una lettera ai loro omologhi europei per esaltare i vantaggi del sistema rispetto al Patriot. Gli eserciti francese e italiano saranno i primi clienti, ricevendo il Samp/T NG a partire dal 2026. L’Ucraina ha ricevuto almeno due sistemi Samp/T in donazione, di cui almeno uno in uso per difendere l’area di Kiev.

Lo scorso mese Les Echos riferiva che Parigi e Roma implementeranno la nuova versione del sistema Samp/T, che sta iniziando a suscitare interesse in molti paesi.

L’obiettivo di Parigi è disporre di dieci sistemi entro il 2030 invece degli otto previsti inizialmente, mantenendo il target di dodici unità entro il 2035.

 

 

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