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Macron e Merz provano a salvare il programma Fcas, tutti i dettagli

Parigi e Berlino stanno pianificando un ultimo tentativo per raggiungere un accordo sul programma congiunto Fcas per il sistema di combattimento aereo di nuova generazione e appianare così le divergenze tra i leader industriali Airbus e Dassault Aviation.

Macron e Merz puntano a un’ultima possibilità per il Fcas (Future Combat Air System), il programma per sviluppare il caccia di sesta generazione frutto della collaborazione tra Germania, Francia e Spagna.

“Germania e Francia hanno concordato un ultimo tentativo di mediazione tra le industrie” per salvare il programma di caccia da combattimento Fcas, fermo da tempo a causa delle divergenze tra Berlino e Parigi: i colloqui saranno “condotti da esperti”, con l’obiettivo di raggiungere “un risultato entro metà aprile”. Lo ha affermato un alto funzionario tedesco a margine del vertice Ue, riporta l’Ansa.

Lanciato nel 2017, il programma Fcas – dal valore stimato di oltre 100 miliardi di euro – è progettato per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli a partire dal 2040. Tuttavia, negli ultimi tempi il Fcas è stato oggetto di una lunga disputa tra le aziende coinvolte: la francese Dassault e la divisione difesa della franco-tedesca Airbus con sede in Germania.

Ma la volontà politica dei due paesi alla guida del progetto sembra quella di appianare le divergenze industriali: il cancelliere Friedrich Merz e il presidente Emmanuel Macron ne hanno discusso a Bruxelles ieri sera, alla vigilia del vertice Ue.

Tutti i dettagli.

GLI SFORZI DI PARIGI E BERLINO

Dunque Germania e Francia hanno concordato un ultimo sforzo di mediazione tra le industrie per il progetto di caccia di sesta generazione. E il tempo non sarà infinito: a causa delle imminenti decisioni sul bilancio federale, un accordo deve essere raggiunto entro metà aprile. “Emmanuel Macron e Friedrich Merz tentano un ultimo disperato tentativo per salvare il progetto congiunto del caccia” commenta oggi il Financial Times.

PER SUPERARE LE DIVERGENZE TRA AIRBUS E DASSAULT

I lavori sono suddivisi in diversi pilastri e la controversia riguarda la leadership della parte principale del progetto, quella dei caccia, tra Airbus e Dassault Aviation. Il mese scorso, il ceo di Airbus, Guillaume Faury, ha negato che i rapporti con Dassault si fossero completamente interrotti, ma è sembrato voltare pagina sul Fcas nella sua forma attuale, sollevando la possibilità di due caccia distinti in pubblico per la prima volta.

Tanto che le persistenti divisioni politiche, operative e industriali sembrano aver compromesso definitivamente l’iniziativa. Da parte sua il numero uno della francese Dassault, Éric Trappier, ha dichiarato che il progetto è “morto” se Airbus, che rappresenta gli interessi di Germania e Spagna nel progetto, si rifiuta di collaborare.

DOPO LA PRESA DI POSIZIONE DEL CANCELLIERE TEDESCO

Sempre il quotidiano finanziario britannico ricorda che il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il cui governo prevede di spendere oltre 500 miliardi di euro nei prossimi anni per modernizzare le forze armate tedesche, si è mostrato sempre più frustrato dal progetto negli ultimi mesi fino ad affermare che il caccia potrebbe non soddisfare più le esigenze del suo paese.

Proprio il mese scorso la controversia industriale tra Francia e Germania è esplosa infatti quando Merz ha dichiarato al podcast Machtwechsel che la collaborazione per costruire un caccia con capacità nucleare con la Francia “non è ciò di cui abbiamo attualmente bisogno nell’esercito tedesco”.

“La Francia vuole costruire solo un aereo e vuole praticamente allinearlo alle specifiche di cui ha bisogno. Ma non è quello di cui abbiamo bisogno” ha spiegato il cancelliere tedesco ribadendo che “Per questo non si tratta di una disputa politica, ma di un problema reale nel profilo dei requisiti. Se non riusciamo a risolverlo, non potremo mantenere il progetto”.

Come sottolineato dal Ft, è giunto il momento per Berlino, Parigi e Madrid di decidere se passare alla fase successiva come previsto o ridimensionare il Fcas eliminando l’elemento jet comune.

LE RASSICURAZIONE DEL PRESIDENTE MACRON

Da parte sua l’inquilino dell’Eliseo si è impegnato a fondo per mantenere vivo il progetto, nonostante la crescente tensione tra la divisione tedesca della difesa di Airbus e Dassault sulla suddivisione del lavoro.

“Abbiamo deciso insieme di avviare una missione per avvicinare Airbus e Dassault nelle prossime settimane. Questo deve essere fatto con calma e rispetto per trovare un terreno comune. Ma la direzione strategica è chiara e c’è consenso tra tutte le parti interessate”, ha sottolineato Macron arrivando al Consiglio europeo e segnalando “progressi”. “Gli eserciti francese e tedesco pensano che abbia senso, così come i produttori. Il nostro compito è garantire che raggiungano un accordo”, ha aggiunto il presidente francese.

Dunque Airbus e Dassault hanno ancora un mese di tempo per trovare una quadra nel progetto Fcas così da passare a una fase più avanzata del programma.

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