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Banda larga e internet veloce, Italia ancora indietro

di

Banda ultralarga

La banda larga e ultralarga in Italia cresce su base annua ma il dato cala nel terzo trimestre del 2014. È quanto si evince dall’ultimo rapporto sullo stato di internet stilato da Akamai, un’azienda che fornisce una piattaforma per la distribuzione di contenuti via Internet.

Tra ottobre e dicembre la banda larga (>4 Mbps) è calata del 7,3% rispetto al trimestre precedente, mentre l’high broardband (>10 Mbps) del 22% (raggiungendo il 60%): entrambe hanno registrato un annuale rispettivamente del 20% e del 58%. Apparentemente sembrano dati confortanti ma la realtà pone l’Italia al 50 esimo posto a livello globale per copertura per internet veloce. In Europa in cima svetta la Svizzera con una copertura del 93% che la pone al terzo posto nel mondo, seguita dall’Olanda al 90%, Romania e Danimarca all’89% mentre Germania e Francia sono ancora più indietro rispettivamente al 79% e al 68%.

Anche per quanto concerne la velocità di connessione la prima nazione europea è la Svizzera con una media di 14,5 Mbps, mentre l’Italia è ferma a una velocità media di 5,5 Mbps, sufficiente per stare sopra a Paesi come Vietnam, India, Filippine e Bolivia. A livello globale, però, primeggiano è la Corea del Sud con una velocità media di 25,3 Mbps. Per quanto riguarda la connettività via mobile, invece, l’Italia risulta in linea con gli altri Paesi europei grazie a una velocità media di connessione pari a 4.8 Mbps il 52% di utenti che superano la soglia dei 4 Mbps.

L’Italia risulta essere al 50 esimo posto anche quando si prende in considerazione l’high broadband, la banda larga superiore ai 10 Mbps, e insieme a Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sudafrica è l’unico Paese in cui non vi sono tassi di adozione superiori al 10%. Al momento, infatti, gli italiani che usano questo tipo di connessione sono il 5,3%, mentre anche in questo caso la Svizzera è al primo posto in Europa col 54% (+39% su base annua) e al quarto a livello mondiale. Subito dietro l’Olanda con il 53% (+16% su base annua) e quinta nel mondo mentre al sesto posto si trova la Romania che in un anno è cresciuta del 147%, attestandosi a quota 49%.

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