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Snapchat, come funziona e perchè (ora) non conviene investire

Snapchat

Snapchat sbarca a Wall Street, ma per ora non conviene investire. Proviamo a capire il perchè e come funziona l’applicazione

 

Snap Inc., madre di Snapcat, l’applicazione dei messaggini che scompaiono (e che tanto piacciono ai giovani), sbarca a Wall Street con il simbolo SNAP. L’Ipo non è indenne da polemiche: la società vuole azionisti senza diritto di voto. E la cosa non piace proprio a tutti.

Ma a prescindere da tutto questo, conviene investire i Snapchat? Proviamo a capirlo insieme.

Snapchat: cos’è

Snapchat è un’applicazione che permette di scambiarsi foto e video dalla durata massima di 10 secondi, che vengono cancellati automaticamente al termine della visualizzazione. L’app ci consente anche di chattare con i propri amici in tempo reale e di condividere album pubblici di foto e video, accessibili da tutti i propri contatti per un periodo di 24 ore.

Come funziona Snapchat

silicon valleyE’ tutto molto semplice. Basta scaricare l’applicazione sul cellulare e registrarsi sulla piattaforma, fornendo i propri dati. Utilizzare l’app è davvero semplice e intuitivo.

Dopo aver scattato foto o girato dei video è possibile arricchire il tutto con diversi effetti, dalle didascalie alle scritte relative alla posizione geografica, all’orario e alla temperatura locale. Per applicare i filtri e le scritte automatiche basta fare uno swipe da destra a sinistra fino a trovare l’effetto desiderato.

Snapchat: i numeri della quotazione

Snap Inc, al momento, ha venduto 200 milioni di azioni a 17 dollari l’una, un prezzo superiore alla forchetta di 14-16 dollari precedentemente fissato. Queste cifre portano la società ad un valore di 24 miliardi di dollari.

Con l’initial public offering, ovvero l’offerta pubblica iniziale, Snap Inc ha raccolto 3,4 miliardi di dollari.

Snapchat: azionisti cercansi, ma senza diritto di voto

C’è qualcosa che non piace. Anzi, che non convince. L’azienda, infatti, va in Borsa ma resta comunque in mano ai fondatori, Evan Spiegel e Bobby Murphy, in quanto le azioni vendute sono senza diritto di voto.

SnapchatQuesto significa che i potenziali azionisti non avranno voce in capitolo sulle decisioni della società. L’azienda sta chiedendo a chi compra le sue azioni di avere un’enorme fiducia nella capacità dei fodatori di crescere e farla diventare redditizia. Un salto nel buio difficile, in questo momento dato che aziende tech come Twitter o Groupon sono negoziate sostanzialmente al di sotto del loro prezzo di offerta di IPO.

Ipo attesissima

Si tratta dell’Ipo più attesa del 2017: potrebbe ridare forza e vigore ad un settore che negli ultimi mesi sembra deludere Borsa e mercati. Il 2016 è stanno uno degli anni peggiori per le Ipo del settore tecnologia degli Stati Uniti: solo 25 società si sono quotate in borsa, raccogliendo, in toto, 3,3 miliardi di dollari. Una cifra davvero irrisoria, se si confronta con i volumi generati negli anni precedenti: 8,3 miliardi di dollari nel 2015 e 35400000000 di dollari nel 2014, anno dell’offerta pubblica iniziale di Alibaba Group Holding Ltd.

Il futuro della Silicon Valley è legato al “al mercato delle offerte pubbliche”, ha sostenuto Asheem Chandna, partner della società di Venture Capital, Greylock Partners. Sono le offerte pubbliche che stimolano il mercato e spingono gli investitori a fare la loro parte, spiega Asheem Chandna.

Lo scorso anno, come dicevamo, le Ipo sono state solo 25 e, allo stesso tempo, anche i finanziamenti privati hanno subito una contrazione, secondo i dati della società di ricerche Pitchbook.  Il capitale di rischio investito negli Stati Uniti, nel 2016, al 7 dicembre 2016 è pari a 24,8 miliardi di dollari, in calo del 13% rispetto allo scorso anno e 58% rispetto al 2014.

Ipo Snapchat: perchè non conviene investire (almeno per ora)

SnapchatNonostante il gran fermento e l’attesa che hanno caratterizzato l’Ipo, al momento non convene investire su Snapchat. Il motivo è semplice: come spiegano gli analisti, la quotazione di Snapchat potrebbe subire forti svendite (o sell off, se lo vogliamo dire con il termine tecnico) di azioni, nei primi giorni di negoziazione: il mercato ripone poca fiducia nei conti della società.

Molti investitori istituzionali, poi, acquisteranno numerose azioni solo per poterle poi scaricare agli investitori privati, così da potersi garantire un ritorno immediato.

E non solo. Anche i venture capital che in passato hanno investito sulla startup Snapchat potrebbero scegliere di vendere le proprie azioni, per ottenere la giusta liquidità per investire su nuove startup.

Snapchat: come Facebook o come Twitter?

L’attenzione intorno all’Ipo è davvero alta. Investitori e analisti si chiedono se la società dei messaggini che si cancellano imiterà Facebook, portando il social (e la quotazione) al successo, o se farà come Twitter, ottimo inizio e pessima prosecuzione.

Difficile dirlo ora. Quel che è certo è che Snapchat opera in un mercato relativamente di nicchia, dove la concorrenza è feroce e sopravvivere non è semplice. Basti pensare che le storie di Instagram hanno messo fortemente in crisi Snap Inc.

twitterSe l’ipo avrà successo, comunque, si tratterà di un buon segnale per le start up con una valutazione superiore al miliardo di dollari e sarà vita ad una nuova ondata di quotazioni.
”Se avrà successo aprirà la porta a molte ipo. Se il prezzo calerà sotto l’ipo, lascerà l’amaro in bocca agli investitori e spingerà i manager di altre società a riflettere prima di considerare una quotazione” affermano gli analisti.

Chi beneficierà della quotazione di Snapchat

Negli ultimi 20 anni, una delle strade più sicure per diventare miliardario è quella di dar vita ad una grande società di tecnologia e quotarla in borsa. È stato così per Google, per Facebook, per Alibaba.

E così sarà anche per Snap, scrive il New York Times.Ma chi diventerà ricco grazie a questa Ipo?

 

Snapchat
Evan Spiegel

Evan Spiegel, 26 anni. E’ stato uno dei fondatori della società e ora ne è l’amministratore delegato.  Secondo il prospetto, Spiegel possiede 227 milioni di azioni della società.

Bobby Murphy, 28 anni. Ha contribuito a fondare Snapchat ed ora è Chief Technology Officer di Snap. Proprio come il signor Spiegel, il signor Murphy possiede 227 milioni di azioni della società, che avevano valore di 3.7 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno.

Imran Khan, 39 anni. Ex banchiere, ha investito in Snap ed ora è chief strategy officer. Mr. Khan possiede 2,8 milioni di azioni di Snap, per un valore di oltre 46 milioni di dollari alla fine dello scorso anno.

Timothy Sehn, 36 anni. E’ senior vice president di Snap. Possiede quasi 7 milioni di azioni di Snap, che valevano 110 milioni di dollari alla fine dello scorso anno.

Benchmark, la prima società di venture capital della Silicon Valley. Ha investito in Snap nel 2013, quando la start-up era ancora conosciuta come Snapchat.

Lightspeed Venture Partners è stato il primo investitore venture in Snap, nel 2012, ad un ano di distanza dal lancio.

Michael Lynton, 57 anni. Ex amministratore delegato della divisione intrattenimento di Sony è stato a lungo un mentore per il signor Spiegel. Mr. Lynton possiede 3 milioni di azioni di Snap, che valevano 49,3 milioni di dollari alla fine dello scorso anno.

Snapchat e la guerra con Facebook

La guerra Snapchat – Facebook è evidente e procede a suon di colpi bassi. L’ultimo? Anche Facebook, proprio come Snapchat, ha i suoi messaggi “usa e getta”, una nuova fotocamera con filtri e le “Storie”, ovvero la possibilità di raccontare in pillole di scatti e filmati la propria giornata, che si cancellano dopo 24 ore. Insomma, impaurito di perdere popolarità tra i teenager, Facebook sembra copiare le idee di Snap, incurante anche delle critiche.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, a puntare il dito contro questa pratica è stata la modella Miranda Kerr, fidanzata dell’amministratore delegato di Snap, Evan Spiegel. In un’intervista al The Sunday Times, Kerr si dice ”scioccata” per come Facebook copia Snapchat.

Snapchat supera Facebook”Non sono in grado di innovare? Devono rubare le idee del mio partner? Quando si copia direttamente qualcuno, non si può parlare di innovazione” ha affermato Kerr.

Ma a dirla tutta anche Snap si ispira a Facebook. Si sa che Zuckerberg punta ai video e alla tv, sfidando direttamente Youtube. E in questo settore sembra volersi lanciare anche Spiegel.

Su Snapchat sta per debuttare una produzione televisiva, ovvero dei documentari di “Planet Earth II”, serie prodotta dalla Bbc che racconta con linguaggio cinematografico il mondo della natura.

Come scrive il sito di Engadget, su Snap gli utenti potranno visualizzare una versione opportunamente modificata della serie, in 6 episodi ottimizzati per la visione verticale dell’app. La buona notizia, per Spiegel è che le puntate della serie tv precederanno di un giorno, su Snapchat, la messa in onda sui canali televisivi in Usa e Canada prevista per il 18 febbraio.

Non si tratta di una serie qualunque: in Gran Bretagna i documentari hanno conquistato un grosso numero di spettatori di età compresa tra 16 e 34 anni.

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