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Snapchat: dalla quotazione in borsa alla guerra con Facebook. Approfondimento

Snapchat

Mentre Snapchat prepara la sua quotazione in Borsa, Spiegel affina le armi per la guerra con Facebbok, alla conquista dell’ultimo teenager

 

Snap Inc, proprietario dell’app popolare Snapchat, è pronta a sbarcare a Wall Street.  Il debutto, fissato per marzo, avverrà al New York Stock Excange (NYSE), listino principale di New York e palcoscenico ideale per una società già conosciuta in tutto il mondo. Ma l’Ipo non è certo l’unica preoccupazione di Snapchat: il social network è impegnato in una guerra con Facebook, re dei social. Approfondiamo insieme.

Ipo Snapchat: valutazione massima di 22 miliardi di dollari

La valutazione massima di Snap inc. sarà di 22,2 miliardi di dollari, con una forchetta di prezzo tra 14 e 16 dollari ad azione. Come dicevamo, la società dei messaggini sul cellulare che scompaiono intende quotarsi con il simbolo Snap al Nyse e l’ipo potrebbe essere una delle maggiori dallo sbarco di Alibaba nel 2014.

Se è vero che le cifre sono importanti, è anche vero che il range ipotizzato dalla società è ben più basso rispetto a quanto previsto qualche settimana fa (25 miliardi), quando la società ha presentato richiesta per l’Ipo alla Securities and exchange commission, la Consob americana.

Comunque, Snap, come scrive Bloomberg, ha detto che società e sottoscrittori decideranno il prezzo finale del collocamento in base al riscontro che riceveranno dagli investitori durante il road show.

Ipo attesissima

snapchatSi tratta dell’Ipo più attesa del 2017: potrebbe ridare forza e vigore ad un settore che negli ultimi mesi sembra deludere Borsa e mercati. Il 2016 è stanno uno degli anni peggiori per le Ipo del settore tecnologia degli Stati Uniti: solo 25 società si sono quotate in borsa, raccogliendo, in toto, 3,3 miliardi di dollari. Una cifra davvero irrisoria, se si confronta con i volumi generati negli anni precedenti: 8,3 miliardi di dollari nel 2015 e 35400000000 di dollari nel 2014, anno dell’offerta pubblica iniziale di Alibaba Group Holding Ltd.

Il futuro della Silicon Valley è legato al “al mercato delle offerte pubbliche”, ha sostenuto Asheem Chandna, partner della società di Venture Capital, Greylock Partners. Sono le offerte pubbliche che stimolano il mercato e spingono gli investitori a fare la loro parte, spiega Asheem Chandna.

Lo scorso anno, come dicevamo, le Ipo sono state solo 25 e, allo stesso tempo, anche i finanziamenti privati hanno subito una contrazione, secondo i dati della società di ricerche Pitchbook.  Il capitale di rischio investito negli Stati Uniti, nel 2016, al 7 dicembre 2016 è pari a 24,8 miliardi di dollari, in calo del 13% rispetto allo scorso anno e 58% rispetto al 2014.

Chi beneficierà della quotazione di Snapchat

Negli ultimi 20 anni, una delle strade più sicure per diventare miliardario è quella di dar vita ad una grande società di tecnologia e quotarla in borsa. È stato così per Google, per Facebook, per Alibaba.

E così sarà anche per Snap, scrive il New York Times.Ma chi diventerà ricco grazie a questa Ipo?

Snapchat
Evan Spiegel

Evan Spiegel, 26 anni. E’ stato uno dei fondatori della società e ora ne è l’amministratore delegato.  Secondo il prospetto, Spiegel possiede 227 milioni di azioni della società.

Bobby Murphy, 28 anni. Ha contribuito a fondare Snapchat ed ora è Chief Technology Officer di Snap. Proprio come il signor Spiegel, il signor Murphy possiede 227 milioni di azioni della società, che avevano valore di 3.7 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno.

Imran Khan, 39 anni. Ex banchiere, ha investito in Snap ed ora è chief strategy officer. Mr. Khan possiede 2,8 milioni di azioni di Snap, per un valore di oltre 46 milioni di dollari alla fine dello scorso anno.

Timothy Sehn, 36 anni. E’ senior vice president di Snap. Possiede quasi 7 milioni di azioni di Snap, che valevano 110 milioni di dollari alla fine dello scorso anno.

Benchmark, la prima società di venture capital della Silicon Valley. Ha investito in Snap nel 2013, quando la start-up era ancora conosciuta come Snapchat.

Lightspeed Venture Partners è stato il primo investitore venture in Snap, nel 2012, ad un ano di distanza dal lancio.

Michael Lynton, 57 anni. Ex amministratore delegato della divisione intrattenimento di Sony è stato a lungo un mentore per il signor Spiegel. Mr. Lynton possiede 3 milioni di azioni di Snap, che valevano 49,3 milioni di dollari alla fine dello scorso anno.

A cosa Snapchat dovrà rinunciare (forse) dopo la quotazione

Ai segreti. Sì, in Snap (almeno per ora), ogni progetto è segreto, i dipendenti non conoscono obiettivi, strategie e i progetti degli altri team. L’unico a sapere tutto è il fondatore di Snapchat, Even Spiegel.

“Mantenere il segreto ti dà spazio per cambiare idea, finché non si è proprio sicuri di aver ragione”, scriveva Spiegel in una nota inviata ai dipendenti nel 2015.

SnapchatMa il valore del segreto, tanto caro a Spiegel, verrà testato ( e forse abbandonato) a marzo, quando Snap farà la sua offerta pubblica iniziale e quando il fondatore della società dovrà convincere gli investitori che l’azienda tecnologica ha una visione a lungo termine, con un vero e proprio piano per fare più soldi e sconfiggere la concorrenza. Non bastano i dati finanziari per lanciare un’Ipo.

I dirigenti dell’azienda devono viaggiare in tutto il mondo e raccontare ai potenziali investitori la propria strategia. E i segreti non possono essere più tanto segreti.  Gli investitori che acquistano in offerte pubbliche sono consapevoli che è rischioso scommettere su una società con una storia finanziaria breve, come Snap. Per investire bisogna conoscere.

Facebook vs Snapchat: Se Zuckerberg copia Spiegel

Forse mantenere i progetti segreti ha anche un suo perchè. La guerra con Facebook è evidente e procede a suon di colpi bassi. L’ultimo? Anche Facebook, proprio come Snapchat, ha i suoi messaggi “usa e getta”, una nuova fotocamera con filtri e le “Storie”, ovvero la possibilità di raccontare in pillole di scatti e filmati la propria giornata, che si cancellano dopo 24 ore. Insomma, impaurito di perdere popolarità tra i teenager, Facebook sembra copiare le idee di Snap, incurante anche delle critiche.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, a puntare il dito contro questa pratica è stata la modella Miranda Kerr, fidanzata dell’amministratore delegato di Snap, Evan Spiegel. In un’intervista al The Sunday Times, Kerr si dice ”scioccata” per come Facebook copia Snapchat.

”Non sono in grado di innovare? Devono rubare le idee del mio partner? Quando si copia direttamente qualcuno, non si può parlare di innovazione” ha affermato Kerr.

Su Snapchat arriva la tv

facebook snapchatMa a dirla tutta anche Snap si ispira a Facebook. Si sa che Zuckerberg punta ai video e alla tv, sfidando direttamente Youtube. E in questo settore sembra volersi lanciare anche Spiegel.

Su Snapchat sta per debuttare una produzione televisiva, ovvero dei documentari di “Planet Earth II”, serie prodotta dalla Bbc che racconta con linguaggio cinematografico il mondo della natura.

Come scrive il sito di Engadget, su Snap gli utenti potranno visualizzare una versione opportunamente modificata della serie, in 6 episodi ottimizzati per la visione verticale dell’app. La buona notizia, per Spiegel è che le puntate della serie tv precederanno di un giorno, su Snapchat, la messa in onda sui canali televisivi in Usa e Canada prevista per il 18 febbraio.

Non si tratta di una serie qualunque: in Gran Bretagna i documentari hanno conquistato un grosso numero di spettatori di età compresa tra 16 e 34 anni.

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