Innovazione

Facebook vuole anche la musica. Sfida Youtube

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Facebook pronto a stringere accordi con Etichette e case discografiche, per portare i video musicali sulla piattaforma. Con quali conseguenze?

 

Facebook porterà i video musicali sulla piattaforma, lanciando una sfida diretta a Google e a Youtube, figlio della casa di Mountain View. I piani della casa di Menlo Park potrebbero avere non solo conseguenze a livello di numeri (utenti e pubblicità) per entrambe le società, ma andare a cambiare ed influenzare anche i rapporti tra Google e l’industria musicale. Proviamo a capire meglio.

Facebook e l’interesse vero i video musicali

Che il social network di Menlo Park puntasse alla musica per creare un business solido basato sui video non era certo un segreto. Nelle scorse settimane, infatte, Facebook ha assunto Tamara Hrivnak, già Director of Music Partnerships di YouTube e Google Play, per occuparsi della presenza di contenuti musicali su Facebook, con l’obiettivo di permettere a etichette, editori e musicisti di ottenere compensi dalla condivisione di musica e la riproduzione di video musicali sul social network.

Negli ultimi giorni, Facebook ha moltiplicato i suoi sforzi per raggiungere un accordo ampiamente condiviso con l’industria di settore. E la soluzione sembra essere vicina: il social network di Menlo Park dovrebbe presto siglare un accordo in sui video generati dagli utenti che cantano delle canzoni. La cosa potrebbe aprire la strada per ottenere anche dei video professionali dalle etichette.

“Facebook si sta muovendo per ottenere la musica di licenza sulla piattaforma” ha detto David Israelite, presidente della National Music Publishers Association, un gruppo commerciale del settore.

L’interesse di Facebook verso i diritti musicali è senza dubbio legato alla strategia di puntare sui video come nuovo spazio di pubblicità e dunque, nuova fonte di denaro. Ma non solo.

Youtube, l’industria musicale e i nuovi possibili accordi

Dicevamo, l’ accordo tra il social e l’industria musicale potrebbe avere conseguenze anche per Google, e non parliamo solo a livello di utenti e dati pubblicitari. Quello che realmente potrebbe rappresentare un problema sarebbero, come scrive Bloomberg, i termini di quegli accordi.

facebook musicaSi sa, infatti, che la musica su YouTube è importante per la crescita del settore, basti pensare che negli ultimi 12 mesi, la società di Mountain View ha fatturato 1 miliardo di dollari di diritti al settore musicale. Ma è anche vero che i rapporti tra social musicale e industria di settore non sono certo dei migliori.

“YouTube conta 800 milioni di utenti di contenuti musicali in tutto il mondo, ma genera revenue di poco più di un dollaro per utente in un anno intero. Sono numeri che impallidiscono di fronte ai guadagni generati da altri servizi, da Apple a Deezer fino a Spotify. Per esempio, nel 2015 la sola Spotify ha versato alle etichette discografiche qualcosa come 2 miliardi di dollari, equivalente a una stima di 18 dollari per utente”, aveva detto Frances Moore, Ceo di Ifpi.

YouTube, il più grande servizio di musica on demand del mondo, è ben lontana dal riconoscere a artisti e produttori un equo compenso per la loro musica“, ha continuato Frances Moore. “Questo dimostra con sempre maggiore evidenza che c’è bisogno di azione a livello legislativo per sanare il ‘value gap’ che priva i detentori dei diritti sui prodotti musicali di un ritorno equo per il loro lavoro”.

Un accordo tra Facebook e l’Industria musicale, dunque, potrebbe costringere Youtube a definire nuovi termini.

Dunque concedere la licenza a Menlo Park per la pubblicazione di video musicali, significherà doppi vantaggi per il settore. Il vantaggio diretto: con quasi 2 miliardi di utenti e un business pubblicitario in crescita, Facebook potrebbe apportare importanti entrate all’industria musicale. Il vantaggio indiretto: nuovi accordi con le piattaforme concorrenti.

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