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Pagamenti elettronici, anche gli italiani si arrendono all’innovazione

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European Payments Initiative pagamenti digitali elettronici

Gli italiani si affidano sempre più alle carte: cresce il numero di pagamenti elettronici

 

 

A fatica e ancora con un po’ di diffidenza, gli italiani iniziano ad accostarsi ai pagamenti elettronici. E alle carte di debito in particolare. Almeno questo è quanto emerge dalla quindicesima edizione dell’osservatorio sulle carte di credito, realizzato dal Assofin, Crif e Gfk.

I numeri dei pagamenti elettronici

pagamenti elettroniciPartiamo dai numeri. Nel 2016, l’utilizzo dei pagamenti elettronici è cresciuto dell’8,7%, trainato dall’aumento delle carte di debito, che hanno registrato un +6,6%. E se è vero che diminuisce del 2,2% il numero delle credit card attive, è anche vero che chi le possiede le usa più spesso rispetto al passato. Rallenta anche il tasso di crescita delle carte prepagate: “solo” + 3,7% rispetto al +12,8% del 2015. Ma anche in questo, cresce il numero di transazioni e il loro valore complessivo.

Cresce l’utilizzo delle carte revolving: +2,1% il totale delle tessere in circolazione, a 9,5 milioni di pezzi. Quanto al complesso dei volumi transati, scende l’importo medio annuo (1.505 euro nel 2016 contro i 1.625 del 2015) e quello medio per transazione, che passa da 83 euro a 80 euro.

“A livello generale i dati mostrano una tiepida contrazione del bacino dei ‘preferisco il contante’. Le motivazioni legate al non possesso della carta di credito sono primariamente legate da un lato alla percezione come strumento non necessario rispetto ad altre modalità di pagamento, dall’altro alla preferenza per il contante, motivazione che viene ancora citata espressamente da un quinto dei non titolari”, ha dichiaratoStefano Pironi, senior product manager Market opportunity and innovation di GfK.

Pagamenti elettroni più sicuri dei contanti

Meno pagamenti in contanti, più pagamenti elettronici. È questa la soluzione per chi, anche all’estero, vuole fare shopping in totale sicurezza. A dirlo è uno studio effettuato da TNS Infratest per Mastercard: la ricerca ha preso in esame 25 itinerari di viaggio nel mondo e 9 diverse modalità di effettuare pagamenti o prelevare denaro, evidenziando che in generale pagare con carta è la soluzione più conveniente per i viaggiatori all’estero, anche per gli italiani.

Lo studio ha poi analizzato le diverse opzioni di pagamento e prelievo per gli italiani quando viaggiano all’estero, in particolare in 3 mercati chiave: Stati Uniti, Francia e Svizzera. Durante i viaggi internazionali in generale è più conveniente utilizzare le carte di pagamento per effettuare acquisti nel Paese in cui si viaggia rispetto al prelievo di contante presso gli ATM o alle operazioni di cambio valuta locale.

Pagamenti

pagamenti elettronici

In generale in tutti i paesi dell’Euro zona, per i viaggiatori italiani è più conveniente acquistare nei negozi con carta tramite POS in quanto non sono previsti costi aggiuntivi. Mentre se si decide di ritirare denaro contante, per esempio in Francia, presa in analisi dalla ricerca, presso gli sportelli automatici, i costi sono più elevati. Negli Stati Uniti e in Svizzera, pagare con una carta prepagata è la soluzione più vantaggiosa: se invece si opta per cambiare denaro in aeroporto, prima della partenza, il cambio è decisamente sfavorevole per i nostri connazionali.

La maggior parte dei viaggiatori, non guarda solo al risparmio economico: poter risparmiare tempo durante il viaggio ed essere tranquilli una volta in vacanza è fondamentale e i sistemi di pagamento elettronico offrono numerosi vantaggi e comodità rispetto al contante. I pagamenti contactless sono ormai diffusi in più di 74 paesi nel mondo.

Le modalità di pagamento possono radicalmente cambiare e trasformare l’esperienza di viaggio e non solo per quanto riguarda la convenienza e la maggior sicurezza rispetto al contante: pensiamo ad esempio a soluzioni come contactless e i pagamenti via mobile, che consentono di effettuare acquisti velocemente e saltando le code alla cassa, oltre a garantire un maggior controllo sulle loro spese, in tempo reale, anche durante le vacanze” continua Luca Fiumarella, Head of Marketing Italy and Greece.

Mettono a rischio la nostra libertà?

I pagamenti elettronici sono tracciati, portano con loro informazioni che ci riguardano, e che spesso non controlliamo.  Un mondo nel quale i pagamenti elettronici sostituiscono del tutto l’uso del contante sarebbe la fine della nostra libertà di consumatori. Ad esserne pienamente convinto è Glenn Harlan Reyonds, professore di legge dell’Università del Tennessee al quale non piace l’idea di liberarsi del contante, e che vorrebbe riabilitare le banconote da 500 e 1.000 dollari.

Secondo Glenn Harlan Reyonds, i pagamenti elettronici e l’eliminazione delle banconote porterebbe i Governi ad esercitare un maggiore controllo sui cittadini. Le banche inoltre avrebbero vita facile nel convincere i cittadini ad acquistare i loro servizi, fino all’estremo di poter orientare gli acquisti e le spese dei consumatori.

Si tratta di paure lecite o di allarmimo? I pagamenti elettronici rappresentano un pericolo per la nostra libertà? E’ sicuramente vero che ogni pagamento effettuato con moneta elettronica venga tracciato, ma non è affatto dimostrato che questo sia un male. E’ nell’uso del contante (anonimo per sua natura) che si rifugiano i traffici illeciti o l’evasione fiscale, fino al terrorismo. I pagamenti elettronici prevedono che rinunciamo ad un pò della nostra privacy, ma dobbiamo chiederci  se è giusta l’equazione che vuole questa cessione come un pericolo per le libertà individuali.

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