L’Indonesia aveva stanziato un budget di 450 milioni di dollari per il processo di acquisizione di nave Garibaldi, l’ex portaerei costruita da Fincantieri e nave ammiraglia della Marina italiana per quasi 30 anni, ma ora l’avrà gratis.
Il 3 marzo la Commissione Difesa del Senato ha esaminato uno schema di decreto del governo trasmesso dal ministro della Difesa Guido Crosetto alle Camere lo scorso 19 febbraio, che prevede la cessione gratuita della nave Garibaldi alla Marina Militare della Repubblica d’Indonesia. Un dossier dello Stato Maggiore della Difesa accompagna la proposta e spiega le ragioni per cui l’Italia dovrebbe trasferire la nave, che fino al 2011 era l’ammiraglia della flotta italiana.
Nel 2022 si era ipotizzato di utilizzarla come nave museo a Genova o per il lancio di satelliti dal mare, fino alle trattative tra la Marina indonesiana con l’Italia per l’acquisizione della portaerei dismessa Giuseppe Garibaldi.
Tanto che lo scorso settembre il governo indonesiano ha stanziato un budget di 450 milioni di dollari per il processo di vendita dell’ex portaerei della Marina Militare Italiana, 250 milioni di dollari per gli “elicotteri da trasporto” (probabilmente riferiti agli elicotteri della classe AW-101) e 300 milioni di dollari per gli elicotteri utility.
Cosa ne è stato di quella vendita? Ora Jakarta riceverà infatti nave Garibaldi a titolo gratuito.
L’operazione sarebbe però collegata a nuove possibili commesse: l’Indonesia potrebbe acquistare sei sommergibili classe DGK prodotti da Drass per 480 milioni di euro, 24 aerei da addestramento M-346 di Leonardo per circa 600 milioni e tre velivoli da pattugliamento per 450 milioni di euro.
Tutti i dettagli.
COME FUNZIONA UNA CESSIONE DI ARMAMENTI A TITOLO GRATUITO
Innanzitutto, nel dossier all’esame delle Camere si spiega che la pratica di “cessione di materiali d’armamento dichiarati obsoleti per cause tecniche in favore dei soggetti indicati” – nel caso specifico dell’Unità Navale Garibaldi in favore della Marina Militare indonesiana – è “consentita esclusivamente per materiali difensivi previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari”.
LA STRATEGIA DEL GOVERNO DI ROMA
Dopodiché, riguardo alle finalità della cessione in esame, il governo fa presente che la medesima “ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate indonesiane, si inquadra nell’ambito del sostegno alle istituzioni del citato Paese. Lo scambio di materiali nell’ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l’interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell’ottica di un desiderio condiviso di operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale)”-
Come aveva commentato già la scorsa primavera Pietro Batacchi, direttore di Rid, i rapporti tra Indonesia e Italia sono attualmente molto buoni, come testimonia, giusto per restare in campo navale, l’acquisizione da parte della Marina Indonesia dei 2 Ppa. All’Indonesia Fincantieri consegnerà prossimamente i pattugliatori 5 e 6, ovvero Marcantonio Colonna e il Ruggiero di Lauria.
PRECEDENTI CESSIONI A TITOLO GRATUITO
Inoltre, nell’attuale dossier si sottolinea che non è la prima volta che l’esecutivo italiano ricorre alle cessioni gratuite di armamenti non più in uso allo Stato italiano ad altri Stati.
Si ricorda quindi il caso nella precedente legislatura della “cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala di n. 2 VM-90P (Veicolo Multiruolo nella versione Protetta); n. 200 scudi quadrati (marca Mirafan); n. 200 caschi con maschera (marca Protos9; n. 50 scudi tondi (atto del Governo n. 195)”.
Sempre nel corso della precedente legislatura fu approvata la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento al Dipartimento delle truppe dei carabinieri (DTC) moldavo e un’altra a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger.
IL VALORE DELL’OPERAZIONE
Ma torniamo al futuro di nave Garibaldi, la portaerei italiana che ha prestato servizio nella Marina Militare dal 1985 fino al suo pensionamento nell’ottobre 2024, con l’entrata in servizio di Trieste, la nave d’assalto anfibio o LHD (Landing Helicopter Dock) consegnata da Fincantieri alla Marina Militare lo scorso 7 dicembre.
La scheda all’esame delle Commissioni Difesa di Camera e Senato spiega che “la cessione a titolo gratuito dell’unità navale in favore della controparte, per un valore complessivo stimato in circa €54.022.426,67, non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, in quanto non determina nuovi impegni di spesa per l’Amministrazione della Difesa”.
A FRONTE DEI COSTI DI MANTENIMENTO…
La relazione afferma infatti che la cessione consente di evitare rilevanti costi di mantenimento per nave Garibaldi – con i suoi 180 metri di lunghezza e 30 di larghezza al ponte – attualmente sostenuti dalla Marina Militare, che per l’anno 2025 risultano stimati in circa 5 milioni di euro, attinenti a consumi di energia elettrica, servizi di vigilanza, sicurezza e attività minime necessarie a garantire la vivibilità e l’integrità della piattaforma.
… O DI DEMOLIZIONE DELLO SCAFO
Non solo. Nella relazione si evidenzia che in caso l’unità navale non fosse ceduta, la Marina Militare dovrebbe avviare la procedura di alienazione finalizzata alla successiva demolizione. Tale iter avrebbe una durata stimata non inferiore a 24 mesi e comporterebbe costi complessivi quantificabili in circa 18,7 milioni di euro.
“A tali importi potrebbero aggiungersi ulteriori oneri a carico dell’Amministrazione qualora la demolizione dovesse avvenire a titolo oneroso, nell’eventualità – già verificatasi, secondo la relazione, in precedenti esperienze – che nessun operatore economico presenti offerte valide per l’acquisizione dello scafo destinato alla demolizione” precisa la scheda.
“OPZIONE ECONOMICAMENTE PIÙ SOSTENIBILE”
Infine, alla luce la cessione a titolo gratuito dell’unità navale rappresenterebbe l’opzione economicamente più sostenibile e, nel complesso, più conveniente rispetto alle ipotesi alternative di mantenimento in riserva o di alienazione, poiché consente di eliminare costi certi e significativi e di contenere l’esposizione dell’Amministrazione a ulteriori potenziali oneri futuri.
SVANITE LE ALTRE OPZIONI
È andata così in fumo l’ipotesi di evitare la pensione per “la signora del mare” su acque italiane. Come ricordato all’inizio, qualche anno fa si delineò “una seconda vita per il vecchio incrociatore, più sperimentale che operativa. Pare che sia stato prescelto per diventare una piattaforma navale mobile per eseguire lanci di vettori spaziali per immettere in orbita bassa nano e/o micro satelliti per impieghi militari ed impieghi civili. Trattasi del progetto SIMONA o Sistema di Messa in Orbita Navale che rientra nel Piano Nazionale di Ricerca Militare” riportava Startmag.
Se il progetto fosse andato in porto, la nave avrebbe dovuto essere sottoposta a importanti modifiche per adattarsi al nuovo ruolo: operare come portaerei leggera o portaelicotteri d’assalto anfibio è infatti molto diverso dal funzionare come piattaforma di lancio spaziale.
Inoltre, con la cessione gratuita all’Indonesia, l’ex portaerei Garibaldi non diventerà nemmeno il primo museo navale galleggiante d’Italia. Proprio per questo non sono mancate forti polemiche: il senatore pentastellato Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha già annunciato un’interrogazione perché sostiene che la nave avrebbe potuto generare un indotto turistico e culturale significativo, capace di rafforzare l’identità marittima di Taranto e della regione Puglia in generale.
E LA VENDITA ANNUNCIATA A SETTEMBRE?
Resta però da chiarire il motivo del passaggio dalle notizie di vendita all’Indonesia alla decisione attuale di procedere con una cessione a titolo gratuito di nave Garibaldi.
Come ricordava il Corriere il 28 settembre 2025, “l’interesse di Giacarta è emerso a maggio 2024, quando l’ammiraglio Muhammad Ali, capo di Stato Maggiore della Marina indonesiana, salì a bordo dell’ex portaerei italiana. Pochi mesi dopo, in occasione della fiera Indodefence, Fincantieri, che non commenta l’indiscrezione, presentò il progetto di trasformare la nave in una piattaforma per droni aerei e navali, che evidentemente ha convinto gli indonesiani”.
Da lì rapporto di Zona Militar secondo cui il governo indonesiano aveva stanziato un budget di 450 milioni di dollari per l’acquisto della nave e delle attrezzature necessarie al suo funzionamento, per 250 milioni di dollari per gli “elicotteri da trasporto” (probabilmente riferiti agli elicotteri della classe AW-101) e 300 milioni di dollari per gli elicotteri utility.
Ma ora non si parla più di vendita, bensì di cessione a titolo gratuito, come si evince dallo schema di decreto governativo.
“La Giuseppe Garibaldi è una donazione del governo italiano. Il bilancio predisposto dal governo indonesiano è destinato alle esigenze di adeguamento per soddisfare i requisiti operativi della TNI Angkatan Laut [Indonesian Navy]”, ha dichiarato ai media indonesiani il Segretariato Generale del Ministero della Difesa, generale Rico Ricardo Sirait, ripreso sempre da Zona Militar lo scorso 16 febbraio.
Dunque la conferma della gratuità della consegna di nave Garibaldi è arrivata dall’Indonesia. Ma perché l’Italia ha rinunciato alla vendita per la prima portaerei della Marina militare italiana?
NON SOLO FINCANTIERI, LE RICADUTE INDUSTRIALI PER DRASS E LEONARDO
Una risposta dalla controparte italiana, seppur implicita, la possiamo ritrovare sempre nel dossier dello Stato Maggiore.
Sotto il profilo industriale ed economico, la relazione segnala come la recente vendita all’Indonesia di due unità navali classe Ppa realizzate da Fincantieri, per un valore complessivo di circa 1,25 miliardi di dollari, “abbia avviato un canale di cooperazione industriale di particolare rilievo”.
“Tale percorso potrebbe essere ulteriormente rafforzato anche mediante la cessione di Nave Garibaldi, con possibili ricadute positive per il sistema industriale nazionale”, sottolinea il dossier della Difesa. Tra queste, la relazione segnala: la conclusione di ulteriori commesse nel settore navale, tra cui la fornitura di sei sommergibili classe DGK realizzate dalla Drass, per un valore stimato di circa 480 milioni di euro; la definizione di contratti per la fornitura di velivoli M-346 di Leonardo, per un importo indicativo di circa 600 milioni di euro e la fornitura di tre velivoli da pattugliamento marittimo, per un valore stimato di circa 450 milioni di euro.
Le Commissioni parlamentari dovranno quindi esprimere il relativo parere entro il 16 marzo. La cessione sarà finalizzata presumibilmente entro dicembre 2026, si ipotizza nello schema di decreto.
Da parte sua l’Indonesia auspica un po’ prima: il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Muhammad Ali, che ha espresso la speranza che la nave Garibaldi possa arrivare nel Paese prima o intorno al 5 ottobre, anniversario delle Forze Armate indonesiane.







