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Airbus, Leonardo e Thales accelerano: Bromo verso l’esame Ue

Leonardo, Airbus e Thales sono vicine a presentare la richiesta formale alla Commissione europea per l'alleanza nei satelliti. La decisione di Bruxelles non è attesa prima della seconda metà del 2027. Intanto il produttore di satelliti tedesco Ohb è pronto a valutare un'azione legale in caso di approvazione del progetto dall'Antitrust Ue.

Bromo alla prova dell’Antitrust Ue.

Leonardo, Airbus e Thales sono prossime a presentare alla Commissione europea la richiesta formale di autorizzazione per il progetto Bromo, l’alleanza industriale nel settore satellitare che punta a rafforzare la competitività europea nello spazio, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Lo scorso 23 ottobre le tre società hanno siglato un Memorandum of Understanding con l’obiettivo di unificare le rispettive attività spaziali in una nuova società, nome in codice Progetto Bromo. Le tre aziende affermano che l’operazione creerebbe un attore europeo più forte, in grado di competere con SpaceX di Elon Musk e con i rivali cinesi. Secondo il neo ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, il via libera europeo al progetto spaziale Bromo dovrebbe arrivare “entro la seconda metà del 2027”.

Dunque Bruxelles sarà chiamata a valutare l’impatto della concentrazione sul mercato, mentre non mancano le critiche da parte di alcuni operatori del settore.

Il gigante dello spazio europeo pronto a sorgere dall’unione dalle attività spaziali di Airbus, Leonardo e Thales potrebbe già affrontare una battaglia legale prima di spiegare le ali. Il produttore di satelliti tedesco Ohb ha già avvertito che potrebbe intraprendere azioni legali per contestare la fusione. Anche la spagnola Indra Space ha manifestato perplessità, rileva il Ft, temendo che il progetto possa ridurre la concorrenza nel mercato satellitare europeo.

Tutti i dettagli.

LA RICHIESTA DI VIA LIBERA A BRUXELLES

In base a quanto riporta il quotidiano finanziario britannico, i vertici di Leonardo, Airbus e Thales stanno intensificando il confronto con le istituzioni europee in vista della presentazione formale del dossier relativo al progetto Bromo. L’obiettivo è ottenere l’autorizzazione per creare un polo industriale europeo nel settore dei satelliti, ritenuto essenziale per competere su scala globale.

Il Ft rileva come sia l’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, sia quello di Airbus, Guillaume Faury, abbiano recentemente ribadito il valore strategico dell’operazione. “Le loro dichiarazioni giungono in un momento in cui le società sono prossime a presentare una richiesta formale alle autorità europee garanti della concorrenza” riporta il quotidiano britannico.

IL BANCO DI PROVA DELL’ANTITRUST UE

Di recente la Commissione europea, l’autorità antitrust dell’Unione, ha pubblicato nuove linee guida sulle concentrazioni che possono porre maggiore enfasi sui vantaggi derivanti dalle dimensioni delle imprese per competere in un mercato globale. La fusione nel settore spaziale è vista a Bruxelles come uno dei primi casi di prova per la nuova politica in materia di concentrazioni, sottolinea il Financial Times.

L’OTTIMISMO DEL NUMERO UNO DI LEONARDO

Sempre in una recente intervista al Financial Times, il numero uno di Leonardo, Mariani, ha evidenziato l’importanza del consolidamento industriale per il futuro del settore spaziale europeo.

“‘Sono ottimista sull’esito perché credo che tutti sappiano che si tratta di un passo fondamentale per la presenza e l’importanza dell’Europa nello spazio – ha spiegato Mariani – Lo spazio è un settore in crescita, che si evolve molto rapidamente. Abbiamo assistito a sviluppi interessanti negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Il minimo che l’Europa possa fare è davvero unire le forze'”.

L’ad del colosso della difesa e aerospazio italiano ha aggiunto che un campione europeo più forte andrebbe a vantaggio dell’intero ecosistema, soprattutto con l’aumento degli investimenti pubblici e privati ​​nel settore.

“L’unico modo per sviluppare l’intera filiera è creare questo campione, ha spiegato. “Se creiamo questo campione, anche la filiera europea verrà promossa e tutelata. Se non lo facciamo, non tuteleremo la filiera.”

L’APPOGGIO DEL GOVERNO ITALIANO

Inoltre, nel nostro paese il progetto di alleanza satellitare gode anche del sostegno del governo di Roma.

Il progetto Bromo nei satelliti tra Leonardo, Airbus e Thales può essere “un esempio e un modello” per altre alleanze in Europa soprattutto nelle nuove tecnologie, ha dichirato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a proposito del joint venture in fase di discussione tra i tre gruppi industriali che potrebbe arrivare a compimento nel 2027.

“È un progetto decisivo perché nasce un campione europeo delle costellazioni satellitari capace di competere a livello globale e di assicurare all’Europa quell’autonomia strategica che è fondamentale nell’economia dello spazio” ha aggiunto il ministro. Sempre Urso ha puntualizzato che “è importante che nasca tra Italia, Francia, Germania che sono i tre grandi Paesi fondatori, i tre grandi Paesi industriali e spaziali della nostra comune casa europea. Spero che sia un esempio e un modello di quanto occorre realizzare in altri comparti, soprattutto delle nuove frontiere tecnologiche in cui la dimensione delle aziende e’ decisiva per poter investire, innovare e competere a livello globale”.

L’APPELLO DI AIRBUS

Anche il ceo di Airbus, Guillaume Faury, ha insistito sulla necessità di aumentare le dimensioni industriali delle aziende europee per mantenere la competitività del continente nel settore spaziale.

Senza un consolidamento, l’Europa rischia di finire “dalla Champions League alle serie inferiori” ha detto Faury usando una metafora sportiva: “Abbiamo le competenze, abbiamo le capacità, abbiamo le tecnologie, ma ci manca la scala”. Le dichiarazioni arrivano mentre il comparto spaziale europeo è impegnato a confrontarsi con una competizione internazionale sempre più intensa, caratterizzata dall’emergere di nuovi attori privati e dall’aumento degli investimenti nel settore.

I TIMORI DEI CONCORRENTI

Infine, come già detto, la valutazione della Commissione europea rappresenterà uno dei primi test delle nuove linee guida comunitarie sulle concentrazioni industriali. Nel frattempo sono emerse perplessità da parte di altri operatori del comparto spaziale europeo. Tra questi figurano la tedesca Ohb e la spagnola Indra Space, che temono che l’asse tra Leonardo, Airbus e Thales possa ridurre gli spazi di competizione sul mercato europeo dei satelliti.

In una conference call del 7 maggio sui risultati finanziari di Ohb, il ceo Marco Fuchs ha dichiarato che valuterà un’azione legale qualora le autorità antitrust dell’Ue approvassero la fusione delle divisioni satellitari di Airbus, Thales e Leonardo. Non era nemmeno la prima volta che l’azienda aerospaziale tedesca dice la sua sulla futura newco, visto che già a inizio 2025 si era detta pronta a sollevare preoccupazioni presso le autorità di concorrenza dell’Ue sul potenziale legame tra i due più grandi produttori di satelliti europei.

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