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Tutti i nuovi guai di Volkswagen e Mercedes

Anno nuovo, vecchio copione per Volkswagen e Mercedes che si ritrovano ancora alle prese col grattacapo cinese: la perdita di terreno in quel mercato infatti continua a zavorrare i loro conti. Numeri, dati e scenari

Il 2026 per i principali marchi automobilistici tedeschi è iniziato proprio come era finito il 2025, ovvero tra patemi finanziari ed esigenze di risparmio. Mercedes – Benz ha visto andar giù profitti e margini e così Volkswagen. Con un denominatore comune: le difficoltà registrate in Cina.

IL PRIMO TRIMESTRE DI VOLKWAGEN IN NUMERI

Volkswagen ha aperto il nuovo anno con una nuova inchiodata dell’utile operativo sceso del 14,3% a 2,5 miliardi di euro e un margine operativo al 3,3% (da 3,7%), mentre gli analisti attendevano un risultato sostanzialmente stabile. I ricavi del Gruppo con sede a Wolfsburg si sono attestati a 75,7 miliardi (-2,5%), al di sotto delle stime di 77,6 miliardi.

Le consegne complessive sono scese a 2,0 milioni di unità (-7%). Iniziano in compenso a farsi sentire gli effetti della cura draconiana volta al risparmio (molto resta però ancora da fare: si parla infatti di 50mila posti di lavoro in meno entro il 2030 rispetto ai 35mila messi in conto in precedenza): il net cash flow della divisione automotive è salito a 2,0 miliardi, in netto miglioramento rispetto al -0,8 miliardi del Q1 2025, mentre la liquidità netta si mantiene solida a 34,2 miliardi.

LE GRAVI DIFFICOLTÀ IN CINA

L’intero Gruppo tedesco sta investendo parecchie risorse per tornare a correre in Cina (dove contestualmente ha però deciso di ritirare il proprio marchio Skoda) ma al momento quest’ultimo trimestre conferma comunque le serie difficoltà del periodo con un ulteriore crollo del 20%, mentre in Nord America l’arretramento è del 9%, solo parzialmente compensato dalla crescita in Sud America (+3%), Europa occidentale (+1%) e Europa centrale e orientale (+7%).

ALTRE CURE DRACONIANE IN ARRIVO

Di fronte a simili numeri sono ormai evidenti altre inchiodate sul fronte della spesa. Il Cfo e Coo Arno Antlitz ha detto senza mezzi termini: “In questo ambiente, le misure di riduzione dei costi pianificate finora non sono sufficienti. Dobbiamo trasformare fondamentalmente il nostro modello di business e ottenere miglioramenti strutturali e sostenibili”, tornando a indicare come priorità la riduzione dei costi generali e della complessità nel portafoglio prodotti, nelle piattaforme tecnologiche e nei livelli decisionali, oltre ad un aumento dell’efficienza degli stabilimenti.

SE VOLKSWAGEN PIANGE MERCEDES NON RIDE

Difficoltà evidenti sono registrate pure nella Casa della Stella a tre punte dove il fatturato consolidato è sceso del 5% a 31,6 miliardi di euro, l’utile operativo del 17% a 1,9 miliardi e i profitti del 17,2% a 1,43 miliardi, mentre i flussi di cassa delle attività industriali sono peggiorati del 21,2% a 1,86 miliardi di euro.

Mercedes-Benz Cars ha registrato ricavi in flessione del 5,3% a 22,96 miliardi per effetto, soprattutto, di un calo delle vendite globali del 6% a 419.430 unità. L’utile operativo, depurato dalle voci una tantum, si è contratto del 47,2% a 933 milioni di euro, con un margine sceso dal 7,3% al 4,1%. In difficoltà anche la divisione dei veicoli commerciali, con l’utile operativo calato del 12,6% a 415 milioni e il margine passato dall’11,6% al 10,1%.

IL PUNTO DEBOLE DI MERCEDES È LA CINA

Come Volkswagen pure Mercedes – Benz sembra incapace ormai di fare breccia nel cuore dell’utenza cinese: nel più grande mercato al mondo le vendite delle vetture della Casa di Stoccarda sono crollate del 27% a 111.621 unità, segno che anche per i modelli premium i consumatori guardano ormai soprattutto ai marchi autoctoni. E le tedesche inseguono.

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