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Gli Stati Uniti si preparano a vietare le auto cinesi: che farà Mercedes?

La settimana prossima il Senato americano voterà una legge per vietare negli Stati Uniti i veicoli cinesi e i relativi componenti, considerati rischiosi per la sicurezza nazionale. Festeggiano le case automobilistiche americane e straniere, ma non Mercedes-Benz: la casa tedesca è a rischio, in quanto controllata al 20% da azionisti cinesi.

La settimana prossima la commissione Commercio del Senato americano, presieduta dal repubblicano Ted Cruz, voterà una legge per vietare l’importazione, la produzione, la vendita e la rivendita delle automobili cinesi e dei loro componenti – sia hardware che software – negli Stati Uniti.

La legge, chiamata Connected Vehicle Security Act, gode di sostegno bipartisan ed entrerebbe in vigore tra il 2027 e il 2030. Rappresenterebbe inoltre una formalizzazione delle regole definite nel 2025 dall’allora amministrazione di Joe Biden, che per l’appunto prevedevano l’esclusione delle auto cinesi dal mercato americano per ragioni di sicurezza nazionale: Washington teme che le tecnologie cinesi per i cosiddetti “veicoli connessi” possano facilitare la raccolta di dati sensibili sulle infrastrutture americane o sugli spostamenti dei cittadini.

 IL GOVERNO AMERICANO BLOCCA POLESTAR

Nel maggio del 2024 l’amministrazione Biden aveva imposto dei dazi al 100 per cento sulle importazioni di auto elettriche dalla Cina: un’aliquota altissima che serviva a mantenere questi veicoli lontani dal mercato statunitense in modo da garantire protezione all’industria automobilistica nazionale, impegnata nella riconversione alla mobilità elettrica.

Le case cinesi, però, grazie ai loro prezzi convenienti, hanno guadagnato spazio in Messico, dove possiedono una quota di mercato del 15 per cento circa: il rischio, per Washington, è che possano sfruttare il paese come base per la riesportazione negli Stati Uniti, approfittando del libero scambio nordamericano.

Anche l’attuale amministrazione di Donald Trump ha agito contro le auto cinesi, nonostante il presidente abbia detto di essere favorevole all’apertura di stabilimenti di costruttori cinesi sul suolo americano: il mese scorso il governo ha vietato a Polestar – marchio svedese ma controllato dal gruppo cinese Geely – di vendere le sue vetture negli Stati Uniti a partire dal 2027.

A CHI PIACE LA LEGGE CONTRO LE AUTO CINESI

Il Connected Vehicle Security Act piace alle tre grosse case automobilistiche statunitensi – cioè General Motors, Ford e Stellantis, che possiede Chrysler -, ma anche alla tedesca Volkswagen, alla giapponese Toyota e alla sudcoreana Hyundai, per esempio, perché va ad eliminare la concorrenza cinese lungo l’intera filiera.

Il sindacato United Automobile Workers ha detto che la legge “fornisce delle barriere di buon senso per far fronte a una grave minaccia per l’industria automobilistica del nostro paese”.

MERCEDES-BENZ RISCHIA QUALCOSA?

Il Connected Vehicle Security Act non si applica soltanto alle case automobilistiche che hanno sede in Cina, ma anche alle società partecipate da investitori cinesi con una quota di almeno il 15 per cento. La tedesca Mercedes-Benz è a rischio, dunque, visto che i cinesi – tra il gruppo statale Baic e il veicolo Tenaciou3 dell’imprenditore Li Shufu – possiedono insieme circa il 20 per cento.

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