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Perché Volvo si quota

Quotazione Borsa Volvo

Annunciata ad inizio ottobre, l’offerta pubblica di acquisto (Ipo) di Volvo partirà venerdì 29 ottobre. Rispetto alle valutazioni inziali, però, scende il valore delle azioni e di conseguenza scatta il riposizionamento della capitalizzazione dell’azienda e dei fondi attesi dall’operazione

L’annunciato debutto di Volvo alla borsa di Stoccolma è fissato per venerdì 29 ottobre, con un giorno di ritardo rispetto a quanto precedentemente annunciato. Un appuntamento delicato per il costruttore svedese, una mossa che tre anni fa svanì a causa delle tensioni delle tensioni commerciali tra Usa, Europa e Cina. Perché il principale azionista di Volvo Cars è il gruppo automobilistico cinese Geely, che non eserciterà l’opzione che avrebbe aumentato di un quinto la vendita di azioni, come precisato nel comunicato del costruttore.

RACCOLTA FONDI RIVISTA A 2,9 MILIARDI DI DOLLARI

Ma sono i dettagli in merito al prezzo delle azioni che sembrano ridimensionare, almeno in questa fase, la quotazione di Volvo e la somma attesa attraverso l’offerta pubblica di acquisto (Ipo). Prezzo che è stato fissato a 53 dollari, il minimo di quanto previsto dalla forchetta inziale ipotizzata tra 53 e 63 corone svedesi dollari. Ma l’azienda svedese “’raccoglierà introiti sufficienti a finanziare la strategia di trasformazione di Volvo Cars”, come recita il comunicato diffuso ieri.

L’allineamento al ribasso del prezzo della singola azione ha costretto l’azienda automobilistica con sede a Goteborg a rivedere i conti. A partire dal valore di capitalizzazione, che scede dai 23 miliardi di dollari stimati a 18; ad inizio ottobre il Wall Street Journal l’aveva valutata 25 miliardi di dollari. Rivista al ribasso anche la stima della raccolta da condurre attraverso l’Ipo in partenza venerdì prossimo: circa 20 miliardi di corone, al cambio 2,3 miliardi di dollari da investire nella strategia di lancio di nuovi modelli elettrici.

L’OTTIMISMO DI VOLVO E LA CAUTELA DEGLI ANALISTI

Contrastanti le valutazioni di Volvo e quelle degli analisti in merito all’Ipo. Hakan Samuelsson, Ceo del marchio svedese, ha affermato di essere “totalmente convinto” che quanto verrà raccolto sarà sufficiente a spingere lo sviluppo della nuova gamma, e che il prezzo riposizionato non è un elemento di negatività: “Abbiamo ascoltato il mercato, umilmente”, ha precisato. Secondo Volvo, l’Ipo sta ricevendo ha ricevuto un forte apprezzamento da parte di investitori istituzionali svedesi, che avrebbero indicato investimenti per un totale di 14,1 miliardi di corone, pari al 71% di fondi attesi attraverso l’emissione di azioni B.

A quali dovrebbe sommarsi, secondo l’azienda, l’interesse da parte di investitori retail svedesi e nordici, con oltre 90.000 sottoscrizioni ad oggi. Valutazioni non condivise dagli analisti che si sono mostrati tiepidi nei confronti dell’operazione. In particolare, prima di pagare un premio per i titoli Volvo gli investitori vorrebbero vedere i risultati dell’annunciata strategia del marchio, che prevede di vendere solo auto elettriche entro il 2030.

ICONA SVEDESE PROIETTATA NELL’ELETTRICO

Volvo ha incarnato i valori svedesi in fatto di sicurezza e affidabilità, con soluzioni in netto anticipo sui tempi. Prima dell’entrata nell’orbita di Geely – che nel 2010 ha rilevato l’azienda da Ford Motor Company – i modelli prodotti non avevano quell’appeal necessario a porsi come antagonisti dei modelli premium tedeschi e giapponesi. I cinesi hanno finanziato la rinascita di Volvo, aprendo la strada all’elettrificazione e spalancando le porte del mercato cinese. Nel 2018 sembrava imminente la quotazione in borsa, poi rinviata a causa delle tensioni commerciali e della flessione dei titoli automobilistici. Oggi Volvo è un marchio con un nuovo appeal, tornato a competere con Audi, Bmw e Mercedes e con una rinnovata presenza nello strategico mercato americano. Tra i costruttori, è stato tra i primi ad imboccare convintamente la via dell’auto elettrica con l’obiettivo di eliminare i motori termici entro la fine del decennio. A conferma di ciò, a partire dal 2019 ogni nuovo modello lanciato comprende una versione elettrica o ibrida.

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