Mobilità

Matrimonio tra Pegeout-Opel, come cambia il mercato auto (in Europa)

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Opel pegeout

L’intesa per la fusione Pegeout-Opel c’è: l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare nelle prossime ore. Nasce il secondo gruppo europeo per vendite, in Europa

 

A metà febbraio era spuntata l’ipotesi di una fusione tra la francese Pegeout e Opel, filiale europea dell’americana General Motors. Poi silenzio, tutto sembrava arenato, fino alle ultime ore, quando il quotidiano francese Les Echos ha annunciato che la trattativa è in corso, che l’intesa c’è e che l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare presto. Scopriamo qualcosa in più.

Pegeout: via libera all’acquiszione di Opel

PeugeotE’ arrivato nelle scorse ore il via libera del cda di Psa, casa madre di Pegeout, all’acquisizione di Opel. Les Echos ha scritto che “Il traguardo si avvicina”, in base al risultato del cda straordinario che si è tenuto il pomeriggio del 3 marzo.

Durante la riunione, i membri del consiglio di amministrazione hanno confermato il proprio via libera all’acquisizione della filiale europea di General Motors e ora, salvo sorprese dell’ultimo minuto, ci si può attendere l’annuncio ufficiale nelle prossime ore.

La Germania, che era il grande ostacolo per la fusione, non rappresenterà più un problema. Il 23 febbraio, infatti, dopo la presentazione dei risultati di Psa e l’incontro tra il ministro dell’Economia, Michel Sapin, e l’omologa tedesca, Brigitte Zypries, era arrivato anche il via libera dei due governi.

Opel resterà “un’azienda tedesca. Nel nostro portafoglio vogliamo, semplicemente, un marchio tedesco”, ha spiegato Carlos Tavares, numero uno di Pegeout. Il manager ha poi garantito che il piano di risanamento sarà redatto dalla direzione e dagli stessi impiegati di Opel.

Perchè Pegeout vuole Opel?

Partiamo da un dato di fatto: Pegeout si fonderebbe solo ed esclusivamente con Opel: l’operazione dunque riguarderebbe solo le attività della casa americana nel Vecchio Continente.

Non è difficile intuire le motivazioni che spingono la francese a voler siglare un accordo di fusione: grazie ad Opel, infatti, Peugeot raggiungerebbe una quota del 16,3% del mercato europeo, garantendosi una solida seconda posizione dopo il 24% circa del gruppo Volkswagen.

La fusione porterebbe denaro nelle casse di General Motors, che, però, senza Opel sarà costretta a rinunciare alla corsa al primato mondiale per vendite: nella classifica, infatti, la casa automobilistica di Detroit ha chiuso il 2016 al terzo posto, con un distacco minimo da Volkswagen e Toyota.

Pegeout-Opel: sarà il secondo gruppo in Europa

volkswagenDal matrimonio tra Psa e Opel nascerà il secondo gruppo automobilistico in Europa, dopo Volkswagen. Il gruppo Renault scenderà, invece, in teraza posizione.

I numeri parlano chiaro: sommando infatti le immatricolazioni (dati Acea) registrate nel 2016 dal gruppo Psa (1.472.927) e da Opel (996.895), risulta un totale di 2.469.822 veicoli, una cifra poco al di sotto dei 3.641.012 veicoli immatricolati lo scorso anno dal gruppo Volkswagen in Europa. Renault ha venduto 1.522.629 vetture.

Nella classifica delle vendite nel Vecchio Continente, invece, Ford e Bmw mantengono rispettivamente la quarta (1.043.295 vetture) e la quinta posizione (1.030.734).

Sale invece dal settimo al sesto posto, detenuto precedentemente da Opel, il gruppo Fca, con 992.712 vetture immatricolate in Europa nel 2016. Settima si posiziona Daimler (945.074), ottava Toyota (651.199), nona Nissan (550.412) e decima Hyundai (505.396), che riesce così ad entrare nella ‘top ten’.

Ricordiamo anche che per Psa il 2016 è stato il terzo anno di crescita consecutivo e dunque il mercato potrebbe riservare delle belle sorprese. Psa punta ormai a un margine operativo superiore ai 4,5% nel biennio 2016-2018, contro il 4% precedente. Lo scorso anno, Gm ha venduto 1,1 milioni di veicoli per un fatturato di 16 miliardi di euro e una perdita di 257 milioni. Ma dal 2000 le sue attività in Europa segnano perdite superiori ai 15 miliardi.

Un vantaggio per Fiat?

Una possibile fusione tra Peugeot e Opel potrebbe avere risvolti positivo anche per Fiat, che potrebbe sperare in una eventuale fusione con General Motors. Che Sergio Marchionne fosse interessato al matrimonio tra le due case non è certo una novità: numerose le proposte effettuate dalla casa italiana al gruppo d’Oltreoceano, ma tutte sono state respinte.

Opel: l’Ampera elettrica

opel-amperaEntrambe le case automobilistiche sono impegnate nello sviluppo del segmento dell’elettrico. In particolare, Opel ha lanciato la nuova Ampera-e, una vettura elettrica dalle dimensioni compatte, con potenza e autonomia paragonabili a quelle di  Tesla. Il nuovo modello, che rappresenta il gemello europeo dell’americana Chevrolet Bolt, è dotato da un motore da 204 CV e dovrebbe garantire un’autonomia nominale superiore ai 500 km nel ciclo Nedc e 380 km col nuovo standard WLTP (i dati sono in fase di omologazione), grazie a una batteria da ben 60 kWh.

A suo favore anche il costo. Il listino della Ampera-e, già in vendita in Norvegia (è la Norvegia il Paese europeo più virtuoso in fatto di auto elettriche), parte da 299.900 corone, ovvero 33.400 euro.

La vettura arriverà in Italia solo a fine 2017 o i nei primi mesi del 2018. Il motivo è semplice: questione di priorità. La produzione dell’impianto di Orion, in Michigan, è limitata e, oltre alle richieste europee deve soddisfare anche quelle americane. E dunque, la consegna delle prime Opel Ampera-e inizierà in Norvegia solo a primavera. Solo dopo sarà il turno di Germania, Paesi Bassi, Francia e Svizzera.

“La maggior parte degli altri paesi europei si aggiungerà nella seconda metà del 2017 o nel 2018, con l’aumento dei volumi di produzione”, si legge in una nota diffusa da Opel.

L’impegno di Peugeot nel segmento dell’elettrico

peugeotAnche Peugeot ha i suoi modelli elettrici. L’ultima arrivata sul mercato è la nuova Peugeot Ion, con un motore a batteria da 67 CV e 180 Nm di coppia. La vettura ha un’autonomia dichiarata di circa 150 km.

La nuova iOn è una delle auto elettriche più compatte del mercato. Ha la trazione posteriore, le batterie montate sotto il pianale, un motore elettrico da 49 kWh nascosto sotto il bagagliaio.

La iOn ha due sportellini di ricarica, uno per la ricarica rapida disponibile a seconda dell’allestimento, l’altro per la normale ricarica domestica. La vettura dispone, di serie, del cavo di ricarica da collegare alla normale presa della corrente. Basterà una notte, anche con la normale presa 3 kWh, per una ricarica al 100 per cento. Dalle colonnine per una ricarica veloce può bastare mezz’ora. C’è la presa Usb per ricaricare il telefonino e il Bluetooth per parlare in sicurezza.

La nuova iOn offre di serie il Peugeot Connect SOS e Assistance, ossia un sistema di eCall che, in caso di incidente stradale, o di immobilizzo del veicolo, invia automaticamente (o manualmente) una chiamata d’emergenza, insieme alla geo-localizzazione dell’auto. Il prezzo parte da 27.151 euro.

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