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Come vanno (male) i conti di Iveco prima della vendita a Tata

Iveco ha riportato una perdita netta di 74 milioni di euro nel primo trimestre del 2026, rispetto al profitto di 60 milioni dell'anno precedente. La cessione al gruppo indiano Tata Motors si concluderà nel terzo trimestre, anziché nel secondo. Tutti i dettagli.

Iveco, l’azienda di veicoli commerciali che la holding Exor cederà prossimamente al gruppo indiano Tata Motors, ha chiuso il primo trimestre del 2026 con una perdita netta di 74 milioni di euro: nello stesso periodo di un anno fa, aveva riportato un profitto di 60 milioni.

Negativo anche il risultato del segmento Attività industriali, con una perdita di 90 milioni rispetto al profitto di 82 milioni nel primo trimestre del 2025.

I RISULTATI DI IVECO NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026

Nel periodo gennaio-marzo 2026 Iveco ha registrato ricavi consolidati a 2,8 miliardi (in leggera crescita su base annua), ma un Ebit adjusted negativo per 55 milioni (contro un risultato positivo per 117 milioni). Il margine è passato da +4,2 per cento a -1,9 per cento.

Tra le note positive c’è stata la performance della divisione Bus: le consegne sono cresciute del 45 per cento e la fabbrica di Annonay, in Francia, lavora a pieno regime con una produzione raddoppiata su base annua. Iveco Bus, inoltre, ha ottenuto la prima posizione nel mercato europeo dei mezzi elettrici con un quota del 23 per cento circa.

Quanto ai camion, gli ordini in Europa sono cresciuti del 31 per cento per i veicoli commerciali leggeri e del 5 per cento per quelli medi e pesanti.

I TEMPI DELL’OPERAZIONE CON TATA MOTORS

Dopo la vendita dell’unità Difesa a Leonardo, lo scorso marzo, Iveco ha fatto sapere che l’offerta pubblico di acquisto da parte di Tata Motors verrà conclusa nel terzo trimestre del 2026, non più nel secondo.

Exor – la holding finanziaria controllata dalla famiglia Agnelli – cederà dunque al gruppo indiano la sua quota del 27,1 per cento del costruttore torinese, che le garantisce oltre il 40 per cento dei diritti di voto, all’interno di quello che sembra essere un piano di distacco dal settore automotive e di maggiore focalizzazione sull’healthcare.

Al termine della transazione, Iveco verrà rimossa dalle quotazioni sulla borsa italiana. La sede centrale resterà comunque a Torino e non ci saranno – così è stato garantito – ristrutturazioni significative né chiusure di stabilimenti.

L’acquisizione di Iveco permetterà a Tata Motors di internazionalizzare la propria divisione di veicoli commerciali e le garantirà una maggiore presenza nel mercato europeo dei veicoli, diciotto anni dopo aver inglobato la casa automobilistica britannica Jaguar Land Rover, nel 2008.

IL DIVIDENDO STRAORDINARIO

Il 22 aprile scorso straordinario da 1,5 miliardi (5,8 euro per azione) sui proventi della vendita della divisione Difesa a Leonardo. Al 31 marzo la liquidità disponibile dell’azienda era di circa 5,5 miliardi, incluse linee di credito per 1,9 miliardi.

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