Leonardo ha comprato Iveco Defence Vehicles (Idv), la divisione dedicata ai veicoli militari del gruppo controllato da Exor (la holding di John Elkann che possiede anche Stellantis, Cnh Industrial e il gruppo editoriale Gedi).
Il 18 marzo il colosso della difesa e aerospazio italiano ha reso noto di aver finalizzato l’acquisizione del business difesa di Iveco Group, con i marchi Idv e Astra, per un prezzo di 1,6 miliardi, “in linea con l’enterprise value fissato a 1,7 miliardi, al netto degli adeguamenti contrattuali concordati”. “Con il closing dell’operazione, Leonardo compie un ulteriore passo per il consolidamento della propria posizione di riferimento nel settore della difesa terreste e rafforza il proprio ruolo di OEM (Original Equipment Manufacturer) integrato, con un portafoglio di soluzioni complete per la difesa e la sicurezza, su piattaforme cingolate e ruotate” indica la nota del gruppo guidato da Roberto Cingolani.
L’operazione rappresentava una delle condizioni al completamento dell’offerta pubblica di acquisto volontaria da parte di Tata Motors sulla totalità delle azioni ordinarie Iveco Group (al netto della separazione del Business Defence), come annunciato il 30 luglio 2025.
Lo scorso luglio Leonardo aveva sottoscritto infatti l’accordo di acquisizione di Iveco Defence, divisione di Iveco Group, per un controvalore di 1,7 miliardi euro (enterprise value), finanziato con la cassa disponibile. La vendita della divisione difesa a Leonardo ha soddisfatto sia le richieste del governo italiano di mantenere nel paese l’attività ritenuta strategica, sia dei sindacati.
E proprio questi ultimi guardano già al prossimo passo: “la conclusione di questa operazione apre al successivo step riguardante il settore civile di Iveco relativo all’acquisizione da parte di Tata Motors” si legge nella nota congiunta della Fiom-Cgil diffusa ieri.
Tutti i dettagli.
COMPLETATA L’ACQUISIZIONE DI IDV DA PARTE DI LEONARDO
Iveco ha ceduto il Business Defence a Leonardo, secondo i termini dell’accordo reso noto il 30 luglio 2025. A fronte di un enterprise value di 1,7 miliardi di euro (come comunicato a luglio 2025) il prezzo di vendita risulta pari a 1,6 miliardi di euro.
L’operazione, che include i marchi Idv e Astra, “potenzia inoltre il posizionamento commerciale congiunto, grazie alla complementarità delle reti di vendita e alla possibilita’ di proporre soluzioni integrate su specifici mercati ad alto potenziale” spiega il gruppo ex Finmeccanica.
I NUMERI DI IDV
Dunque Leonardo ha acquisito il 100% del capitale sociale di IDV Group srl per 1,6 miliardi di euro. Iveco Group aveva separato il business Difesa (marchi Idv e Astra) e lo aveva riorganizzato sotto un’unica holding italiana, Idv Group srl.
Nel 2025 il business Difesa ha realizzato ricavi di 1,3 miliardi di euro. La società conta su 6 siti produttivi (con presenza in Germania, Romania e Brasile) e impiega circa 2.000 persone, con 9 uffici commerciali in Europa, Stati Uniti e Brasile e 6 centri di ricerca e sviluppo in Italia, Brasile, UK e Germania. Idv specializzata nella progettazione, produzione e supporto logistico di veicoli per impiego prevalentemente militare, con un portafoglio prodotti che copre i settori dei veicoli leggeri e medi blindati, dei veicoli corazzati pesanti e dei veicoli logistici e tattici.
LA STRATEGIA DEL COLOSSO DELLA DIFESA E AEROSPAZIO ITALIANO
“L’acquisizione ci rafforza come attore di riferimento nel settore della Difesa terrestre e ci rende ancora più competitivi in un segmento di mercato caratterizzato da significative prospettive di crescita future” ha commentato l’ad e dg di Leonardo, Roberto Cingolani, stottolineando che “Grazie all’operazione, Leonardo aggiunge le competenze industriali per produrre piattaforme integrate, sia nella parte mobilità che payload, e compie un ulteriore passo nella strategia di crescita inorganica, una delle direttrici nello sviluppo del Piano Industriale”.
CEDOLA IN ARRIVO PER GLI AZIONISTI IVECO
Da parte sua, Iveco informa che “come da programma, i proventi netti della vendita saranno distribuiti agli azionisti della società mediante un dividendo straordinario. Tenuto conto del prezzo incassato, degli aggiustamenti di chiusura attesi e dei costi di separazione sostenuti per l’enucleazione del Business Defence, il dividendo (inizialmente stimato in 5,5-6 euro per azione) è attualmente previsto a 5,7-5,8 euro per ogni azione ordinaria emessa e in circolazione”.
L’esatto importo della distribuzione sarà determinato a tempo debito dal cda, precisa la nota. Si prevede che il pagamento avvenga il 20 aprile, in linea con la data standard di stacco del dividendo prevista dal calendario di Borsa Italiana. Il prossimo 26 marzo, l’Assemblea straordinaria discuterà la distribuzione del dividendo straordinario che sara’ determinato con delibera consiliare.
LA POSIZIONE DEI SINDACATI
“Si è conclusa l’operazione di acquisizione del business Defence di Iveco dei marchi Idv e Astra da parte di Leonardo. Eventuali successive operazioni nell’ambito delle prerogative della joint venture tra Leonardo e Rheinmetall” saranno “approfondite nei prossimi mesi anche in considerazione dei limiti determinati dalla normativa antitrust” dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, Simone Marinelli coordinatore nazionale aerospazio per la Fiom-Cgil, Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil.
Il riferimento è a Rheinmetall che vorrebbe rilevare le attività dei camion di Iveco Defence. Il colosso della difesa tedesco e Leonardo hanno avviato una joint venture paritetica per la fornitura di mezzi militari all’esercito italiano, programma che vede impegnato con una quota dei lavori anche Iveco Defence Vehicles, alla luce della maxi commessa ricevuta dal governo italiano per produrre veicoli militari e alla quale Idv parteciperà con una quota del 12-15%. In occasione dell’annuncio della vendita di Idv lo scorso luglio, Leonardo ha precisato che avrebbe verificato insieme al partner Rheinmetall l’opportunità di valorizzare il perimetro dei veicoli pesanti.
I CAMION A RHEINMETALL?
“Abbiamo stretto un accordo verbale secondo cui Rheinmetall acquisirà i camion e i veicoli tattici e, se Leonardo darà il via libera, discuteremo rapidamente con il team Leonardo in merito a questi aspetti. Stiamo lavorando alla nostra due diligence in questo ambito” aveva dichiarato lo scorso 11 marzo il ceo di Rheinmetall, Armin Papperger, in merito alla cessione di Iveco Defence Vehicles a Leonardo. Secondo quanto precisato dal ceo di Leonardo Cingolani, il gruppo italiano ha dato a Rheinmetall una esclusiva fino al primo semestre 2026 per l’acquisto delle attività dei camion.
Secondo un esperto in materia che ha chiesto di restare anonimo, al di là di altri aspetti, un’eventuale acquisizione di Idv Trucks da parte di Rheinmetall potrebbe sollevare problemi legati all’antitrust europeo e tedesco, in quanto porterebbe alla fusione di due principali fornitori nel settore dei veicoli militari secondo un modello di integrazione di matrice tedesca. L’esperto ricorda inoltre che l’antitrust tedesco aveva autorizzato la joint venture tra Rheinmetall e Leonardo limitatamente al progetto italiano dei carri armati, motivando la decisione con il fatto che il gruppo di Piazza Monte Grappa rappresentava l’unico partner. In questo contesto, si potrebbe quindi prevedere una reazione da parte dei Paesi in cui Idv è presente con proprie entità legali, che potrebbero fare ricorso alle rispettive normative nazionali, fa notare l’esperto a Startmag.
FOCUS SU TATA MOTORS PER FIOM-CGIL
Infine, sempre i sindacati Fiom-Cgil precisa che “conclusa la fase di acquisizione” di Idv da parte di Leonardo, “inizierà il confronto per l’applicazione del Ccnl dei metalmeccanici e la relativa armonizzazione contrattuale.
“Il dato importante è comunque quello delle garanzie di prosecuzione e sviluppo delle attività di tutti gli stabilimenti. La conclusione di questa operazione apre al successivo step riguardante il settore civile di Iveco relativo all’acquisizione da parte di Tata Motors. Ora non sussistono più impedimenti formali ad iniziare un confronto con la multinazionale indiana per approfondire le intenzioni per la prospettiva degli stabilimenti italiani del gruppo. Il piano industriale dovrà vedere il coinvolgimento del sindacato e dovrà essere finalizzato alle massime garanzie in termini di produzioni, innovazioni e tenuta occupazionale. Di questo dovrà essere garante il Governo, convocando le parti e senza escludere, come chiediamo da tempo, anche una partecipazione diretta dello Stato” conclude la nota della Fiom-Cgil.







